Sfida all’ultimo voto alla Camera: De Angelis vs Abbruzzese. Entrambi capolista

Francesco De Angelis contro Mario Abbruzzese: corpo a corpo fino all’ultimo voto. E’ lo scenario che si profila in provincia di Frosinone alle prossime elezioni per la Camera dei Deputati.

Il presidente del consorzio industriale Asi di Frosinone (già parlamentare europeo) ed il presidente della commissione Riforme della Regione Lazio (già presidente del consiglio regionale) con ogni probabilità saranno i capolista bloccati che verranno designati rispettivamente dal Partito Democratico e da Forza Italia.

 

IL CASO DE ANGELIS
Il presidente nazionale del Partito Democratico Matteo Orfini rientra a Roma lunedì. In agenda ha già una serie di incontri: l’obiettivo sono le prossime elezioni, la legge con la quale svolgerle, gli uomini da mettere in lista.

Il vero teatro delle operazioni sarà in una sala del Nazzareno. E’ lì che si giocherà la partita nella partita: i big nazionali Dem si contenderanno i collegi nei quali ritengono che il Pd sia vincente. Lì ognuno di loro pretenderà di mettere un suo uomo come capolista. Per vincere facile, portare a Montecitorio senza troppi rischi uno della propria componente.

A Roma, nel quartier generale di Matteo Orfini giurano che il presidente nazionale del Pd si presenterà con una sola richiesta sul Lazio: reclamerà Frosinone per piazzare lì la candidatura di un suo capolista. Il nome del candidato blindato è Francesco De Angelis.

Non sarà un’operazione condotta con la forza. Ma con la strategia. Concordata con gli altri big del Lazio. La strategia che si sta delineando infatti prevederebbe Frosinone ad un orfiniano (Francesco De Angelis), Latina invece andrebbe all’asse Astorre – Scalia – Moscardelli. Ed il nome del capolista blindato sarebbe quello di Claudio Moscardelli che lascerebbe il Senato.

 

IL PATTO PER SCALIA
In questo modo si libererebbero i voti di  Claudio Moscardelli al Senato sulla provincia di Latina: che verrebbero concentrati su Francesco Scalia. Sul quale andrebbero a convergere anche i voti controllati a Frosinone da Francesco De Angelis, nell’ambito di un accordo complessivo sul Lazio al quale farebbero da garanti i big nazionali.

Le proiezioni parlano dell’elezione di un minimo di sei (ed un massimo di otto) senatori Pd nel Lazio, con Claudio Mancini, Francesco Scalia e Bruno Astorre blindati dalle preferenze.

 

LA VARIABILE VICANO
La designazione di Francesco De Angelis a capolista lo toglierebbe di mezzo dal gruppo dei 4 candidati destinati a correre e portare le preferenze se vogliono agganciare un seggio a Montecitorio.

A raccogliere la sfida politica ed elettorale di rimpiazzare quella macchina da voti ci sarebbe Mauro Vicano, presidente confermato della Società Ambiente Frosinone. In questi giorni ha incontrato alcuni sindaci partecipando a sagre e feste: a chi gli ha chiesto quanto ci fosse di vero nell’indiscrezione lanciata nei giorni scorsi da Alessioporcu.it si è limitato a dire “Staremo a vedere“.

IL CASO ABBRUZZESE
Il posto di capolista bloccato alla Camera dei Deputati (e quindi elezione garantita) a Mario Abbruzzese è stato prospettato al consigliere regionale di Forza Italia direttamente da Antonio Tajani.

Lo ha messo di fronte ad una scelta: imboccare la strada della politica nazionale con l’elezione a Montecitorio ed un percorso di crescita in Forza Italia garantito dall’attuale presidente del Parlamento Europeo, sempre più in aria di designazione a premier se dovesse vincere il centrodestra o se si dovesse arrivare ad un quadro di ‘solidarietà nazionale‘ con Dem e Azzurri costretti a coabitare.

L’altra strada è quella della Regione Lazio con la prospettiva di fare l’assessore in caso di vittoria del candidato governatore espresso da centrodestra.

La scelta di Tajani sarebbe quella del capolista. Ma la decisione è stata lasciata al diretto interessato. Più che la prospettiva di un seggio a Montecitorio o di un ministero regionale, ad eccitarlo è la sfida diretta tra lui e Francesco De Angelis.

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