Acanfora non si dimette: impugna il licenziamento

Non si arrende e non si dimette. Francesco Acanfora, per vent’anni potentissimo dirigente del settore Urbanistica nel Comune di Frosinone, ha impugnato il suo licenziamento. Quello che gli era stato notificato il mese scorso dal Segretario Generale Angelo Scimé: licenziamento in tronco.

L’architetto Acanfora si è presentato oggi in municipio. Accompagnato dall’avvocato Calogero Nobile ha raggiunto l’ufficio del dottor Vincenzo Giannotti, dirigente del Personale ed Affari Generali. A lui ha consegnato una memoria di dieci pagine con la quale dire che è illegittimo il provvedimento cautelare adottato il 14 giugno con cui è stato messo fuori.

Chi l’ha incontrato nei corridoi lo descrive “emotivamente provato“. Ma di fronte a Giannotti è stato determinato, sicuro della sua posizione.

Ora il dirigente ha 30 giorni per decidere se rendere definitivo il licenziamento oppure ritirarlo.

Francesco Acanfora era stato licenziato “quale provvedimento disciplinare cautelare avente ad oggetto l’emissione di atti amministrativi, di esclusiva competenza del dirigente, non conformi alle normative in materia”.

Cosa è accaduto di tanto grave da mettere alla porta l’uomo che ha gestito l’Urbanistica di Frosinone negli ultimi vent’anni? Cosa viene contestato al tecnico che venne assunto dal sindaco Domenico Marzi nel ’98 e che è sempre stato ritenuto un’autorità nel suo campo?

Il licenziamento è la conseguenza di una serie di contestazioni. Sono nate da alcuni atti inviati dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio alla Corte dei Conti.

I giudici del Tar  hanno segnalato l’ipotesi di  danni alle casse del Comune di Frosinone. A determinarli, sarebbero alcune pratiche urbanistiche, oggetto di un contenzioso amministrativo. Leggendo gli atti, per i magistrati si configurerebbe per il Comune un concreto rischio di dover pagare dei risarcimenti. Perché quelle pratiche non sarebbero state conformi alle normative in materia.

Nella lettera di licenziamento si fa riferimento a due pratiche in particolare. La prima ha portato ad una condanna del Comune al pagamento di 1500 euro. La seconda ha determinato un risarcimento di duemila euro. Altro elemento di contestazione: l’architetto non avrebbe proceduto alla rotazione tra i professionisti ai quali venivano affidati incarichi di modesta entità.

Non la pensa così l’architetto Acanfora. Che proprio per questo non ha consegnati questa mattina una lettera di dimissioni. Ma un fascicolo con cui demolire le accuse. Tanto per cominciare. Il prossimo passo sarà il ricorso al Giudice del Lavoro. E poi al Tribunale Amministrativo.

Il suo difensore parla di «un provvedimento pretestuoso». E’ convinto che alla base del licenziamento ci siano le tensioni tra l’ex dirigente dell’Urbanistica e l’amministrazione di Nicola Ottaviani.

L’ultimo caso in ordine di tempo era stato lo scontro sull’ultimazione del palazzo Forum. E’ un immobile che nasce intorno agli anni Novanta. Nel corso dei lavori si scopre che le cubature non sono state rispettate: è stato edificato molto più di quanto autorizzato. Il cantiere viene bloccato. In tempi più recenti si arriva ad un accordo: la società Forum si impegna a pagare una robusta sanzione ed in cambio il Comune le rilascia i titoli edilizi per ultimare l’immobile.

Acanfora era andato a mettere il naso tra quei titoli nello scorso febbraio. Voleva verificare che fossero stati rilasciati in maniera regolare. Perché la robusta sanzione, nelle casse comunali, secondo i suoi sospetti, non s’era vista.

 

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