Caos Lega: tessera a Caschera. Mezza al governo, mezza in minoranza

La Lega raddoppia a Sora: Ciacciarelli annuncia il tesseramento del consigliere Caschera. E azzera il dibattito sulla candidatura a sindaco. Zero certezze su Luca Di Stefano e rivendica per il Carroccio il diritto di coordinare la trattativa. Bruni (FdI) fa capire che non c'è spazio per un De Donatis bis

Maurizio Patrizi
Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Un piede in maggioranza ed uno in opposizione. Dopo Forza Italia anche la Lega ha contemporaneamente due anime in Consiglio Comunale a Sora. Una sta al governo della città. L’altra sta all’opposizione di quel governo. Il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli ha annunciato ufficialmente il tesseramento di Lino Caschera con il Carroccio. Dove sta il problema? Caschera è da quattro anni nell’amministrazione guidata dal sindaco Roberto De Donatis ed è il delegato alle Manutenzioni; il suo nuovo capogruppo Luca Di Stefano siede da quattro anni all’opposizione.

L’annuncio è arrivato in diretta durante la tradizionale No Stop con cui Teleuniverso segue lo spoglio in ogni tornata elettorale. Cosa c’è di eccezionale? Che fino ad un anno fa Pasquale Ciacciarelli era il coordinatore provinciale di Forza Italia, poi uscito dal Partito per costituire Cambiamo con il governatore della Liguria Giovanni Toti; a dicembre è approdato sul Carroccio. Lino Caschera con i suoi Consiglieri fanno parte delle truppe di Ciacciarelli: ammettendo anche loro nella Lega si capovolgono gli equilibri leghisti in città. La linea tenuta finora dal Partito rischia di essere messa in discussione.

Le tre novità in diretta

Pasquale Ciacciarelli

Di fatto sono state tre le novità annunciate da Ciacciarelli in tv. La prima è appunto che a Caschera è stata concessa la tessera della Lega;

la seconda: il consigliere regionale neo leghista ha rivendicato per il suo Partito il diritto di dare le carte al tavolo che dovrà scegliere il candidato sindaco per le elezioni di primavera 2021.

La terza: il centrodestra in questo momento non ha un candidato sindaco ben definito, anzi non ce l’ha proprio e quindi si può discutere praticamente di tutto. Non è assolutamente scontato che si vada a convergere su Luca di Stefano, attuale capogruppo all’opposizione. In pratica ha azzerato buona parte del dibattito andato in scena durante questi mesi e riportato le pedine alla casella di partenza.

E c’è anche una quarta novità. A quella stessa trasmissione, tra gli ospiti che si sono alternati hanno partecipato anche il leader dei Fratelli d’Italia a Sora Massimiliano Bruni ed il capogruppo provinciale di Forza Italia Gianluca Quadrini. Entrambi hanno parlato la stessa lingua di Pasquale Ciacciarelli facendo qualche distinzione di forma, non di sostanza. Bruni ha rivendicato di lavorare ormai da un anno e mezzo al progetto annunciato ora da Ciacciarelli; ha respinto la richiesta leghista di governare il tavolo degli alleati: perché nel 2016 alle comunali di Sora la Lega ha preso poco più dell’1,5% di consensi.

Ciacciarelli detta legge

Pasquale Ciacciarelli e Gianluca Quadrini

I numeri di questa tornata elettorale non sono stati favorevoli alla Lega. Ma Pasquale Ciacciarelli indica il bicchiere mezzo pieno. “Io ritengo che la Lega sta iniziando a radicarsi. È una start up sui territori. Abbiamo avuto nuove adesioni”. Si riferisce ai due sindaci del suo gruppo che nei mesi scorsi sono migrati da Forza Italia.

Nell’organizzazione di queste elezioni è stato al palo: c’era l’onorevole Francesca Gerardi nei mesi scorsi a coordinare il dibattito. Ora a tenere il timone leghista sul territorio, il coordinatore regionale Francesco Zicchieri nei fatti ha indicato il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ed il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli.

Che non perdono tempo. Con le urne di settembre 2020 ancora tiepide mettono nel mirino le votazioni comunali della primavera 2021: bisognerà eleggere i sindaci di Sora e di Alatri. Nella prossima tornata elettorale io ritengo che la Lega, in quanto primo Partito del centrodestra, debba dare indicazioni agli altri Partiti alleati, avanzando le proposte sulle strategie elettorali da tenere”.

 E su Sora? Si vedrà, è ancora molto presto. Ritengo si possa fare bene e soprattutto si possa parlare con i nostri alleati per individuare realmente una figura attendibile che possa ristorare la terza città della nostra provincia”.   

Caschera è tesserato

Massimiliano Bruni e Lino Caschera

Non poteva mancare la patata bollente rappresentata appunto dalla posizione di Lino Caschera, il consigliere comunale di maggioranza vicino al Partito, che sta nella segreteria di Pasquale Ciacciarelli in Regione Lazio. Fino a qualche settimana non poteva tesserarsi: c’era il veto posto da Luca Di Stefano e Francesca Gerardi.

Un veto legato ad un concreto problema politico: Gerardi e Di Stefano stavano lavorando alla creazione di uno schieramento da contrapporre alla maggioranza uscente; l’ingresso di Caschera nella Lega avrebbe catapultato la Lega nella maggioranza. Facendo saltare buona parte del loro lavoro.

Ora Pasquale Ciacciarelli si prepara all’assalto al Comune di Sora. Sposta in avanti le sue pedine. E dice candidamente in trasmissione Lino Caschera è tesserato della Lega”. Spiegando che “chiunque può andare sul sito web e tesserarsi”.

La Lega allora sta in maggioranza? Poi il consigliere regionale non si scompone e fa notare come siano tantissimi i casi di amministratori che siedono dalla parte opposta del gruppo ufficiale pur restando tesserati con il Partito. In altri tempi lo avrebbero accompagnato in Psichiatria.

Le reazioni della Lega Sora

Luca Di Stefano

Dalle file dell’opposizione consiliare di Sora il capogruppo Luca Di Stefano tace. Si è imposto un silenzio trappista ormai da settimane. E anche stavolta non proferisce parola. Cade dalle nuvole Luca Di Stefano. Ne sapeva nulla.

Fonti politiche a lui molto vicine lasciano intendere che si andrà avanti con il progetto anticipato nelle scorse settimane da Alessioporcu.it. In pratica: un centrodestra alternativo all’attuale amministrazione. Attenzione ai termini: “alternativo“, non più “contrapposto“. La differenza è fondamentale: apre la porta ai Fratelli d’Italia che oggi stanno in maggioranza. Il progetto è un’evoluzione di quello attuale, una cosa nuova: non è più la contrapposizione muro contro muro dell’attuale opposizione contro l’attuale maggioranza. (leggi qui Lega e Forza Italia dicono si. “Fratelli d’Italia decida ora”).

Anche per questo l’ex sindaco ed ex consigliere regionale Enzo Di Stefano (papà di Luca) nei giorni scorsi ha cercato un’apertura di credito proprio presso il vicesindaco Fausto Baratta e il consigliere Francesco De Gasperis: due suoi ex fedelissimi. Ha proposto loro un patto per arrivare a un centrodestra unito: magari con la candidatura a sindaco del consigliere Luca Di Stefano. Anche Baratta sarebbe propenso a ricompattare tutte le forze di centrodestra.

A questo punto cadrebbero i veti e gli steccati fra chi sta in maggioranza e chi sta in opposizione.  

Nelle scorse settimane si ipotizzava anche che il capogruppo Luca Di Stefano potesse abbandonare la Lega, nel caso fosse stato tesserato Lino Caschera. Un’ipotesi che al momento non è affatto scontata. Per due ordini di motivi. Il primo: agli occhi della gente passerebbe il messaggio che Luca esce dal Partito perché non ha avuto la candidatura a sindaco. Il secondo: da settimane sono cambiate le parole e le prospettive. Si sta cercando un accordo di insieme che leghi la candidatura a sindaco con quella alle prossime Provinciali e poi alle Regionali.

C’è però un imprevisto che rischia di far saltare tutto. È il taglio di circa 350 Parlamentari che non consente alcun margine di manovra dai territori sulle prossime candidature a Camera e Senato. Decideranno tutto le Segreterie dei Partiti.

La controffensiva di Massimiliano

Massimiliano Bruni

Sempre dagli studi di Teleuniverso, Massimiliano Bruni ha difeso ogni centimetro del perimetro di Fratelli d’Italia. “Da un anno e mezzo sono convinto che alla fine ci sarà l’unità del centrodestra. Ora si fanno solo tatticismi. Sentire da Ciacciarelli che la Lega vuole farla da padrone non mi piace. FdI ha sempre parlato di condivisione”.

E, quando ancora non si conoscono i dati delle elezioni di Ceccano e Pontecorvo, fa notare che a livello comunale non è scontata la leadership della Lega nella coalizione. “Le amministrative sono altra cosa” rispetto alle politiche o alle regionali. A Sora “nel 2016 la Lega prese circa l’1,6 per cento”. E ribadisce che “Sora deve tornare sui tavoli che contano”.

Quindi sembra prematuro parlare di una candidatura di Luca di Stefano? “Certo. Tutti devono fare un passo indietro. Luca è un ragazzo, è il capogruppo della Lega, ha tante qualità. Ma anche Lino Caschera potrebbe essere un ottimo candidato. E Fratelli d’Italia ha altre opzioni. Credo sia ora di sedersi attorno a un tavolo”.  

Tradotto dal linguaggio della politica è un no netto all’ipotesi di candidare sindaco Luca Di Stefano.

La soluzione si trovi a Sora

Paolo Pulciani. Foto © AG IchnusaPapers

Categorico anche il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Paolo Pulciani, presente alla No Stop. “No al tavolo provinciale per spartizioni delle candidature a sindaco tra i Partiti. La soluzione deve essere trovata a livello locale. Il livello provinciale e quello Regionale devono intervenire solo quando non si trova una sintesi a livello locale”.

E spiega che “sui territori hanno importanza le persone che rappresentano i partiti. Imporre un candidato non condiviso e calato dall’alto lascia presupporre che quel candidato perderà”.

Bruni non si fa trovare impreparato. Risponden al balzo: “I fatti dimostrano che siamo affidabili nel raggiungere quest’obiettivo” la risposta del consigliere di Fratelli d’Italia al suo coordinatore provinciale.

Le bacchettate a Di Carlo

MASSIMILIANO BRUNI E LINO CASCHERA

Un anno e mezzo fa – ricorda Massimiliano Bruni avevamo la delega più importante dell’Amministrazione, quella ai Lavori Pubblici. Eppure abbiamo cominciato a mettere in discussione i nostri ruoli, con l’imbarazzo del sindaco, per aprire il dialogo. Ci sono due esponenti di minoranza con cui dobbiamo confrontarci”. Tradotto dal politichese: Bruni mise in discussione la sua carica per avviare il confronto con il centrodestra, per rappresaglia il sindaco gli tolse le deleghe trattandosi di un atto ostile nei suoi confronti e della attuale maggioranza civica. (leggi qui Terremoto in municipio a Sora: ritirate le deleghe a Bruni )

Bruni bacchetta il coordinatore cittadino di Forza Italia Vittorio Di Carlo senza nemmeno nominarlo. “Ho trovato gravi le affermazioni di qualcuno”. E’ ovvio che si riferisce al commissario di Forza Italia Sora che, dopo essere stato uno dei fautori della Piattaforma Civica nel 2016, ha sempre posto il veto a chi amministra con De Donatis e in particolare a Fratelli d’Italia. E aggiunge: “Mi fa piacere l’intervento di Fazzone che ha stroncato le polemiche”. Il riferimento è alla recente intervista con cui il senatore ha smussato gli angoli. (leggi qui Lega e Forza Italia dicono si. “Fratelli d’Italia decida ora” ).

Programmato l’incontro

Gianluca Quadrini. Foto © AG. IchnusaPapers

Alla fine l’incontro del centrodestra si farà. L’intesa è stata raggiunta prima che terminasse la trasmissione. Si terrà a Sora entro una decina di giorni.

Il capogruppo provinciale di Forza Italia Gianluca Quadrini è stato sospeso sine die dal ruolo di vice coordinatore regionale. Ma su Sora interviene a gamba tesa, nonostante il divieto imposto dal partito.

In Forza Italia abbiamo la stessa situazione che ora si è determinata nella Lega. Per Forza Italia c’è la consigliera Serena Petricca che sta in minoranza ma c’è anche la consigliera Floriana De Donatis in maggioranza. Se dovessi dire se a Sora Forza Italia sta in maggioranza o in minoranza avrei qualche difficoltà ad esprimermi, perché i partiti sono sia in maggioranza che in minoranza”. (leggi qui Floriana annuncia la lista e spacca Forza Italia)

Tira fuori il suo vecchio progetto di tenere in considerazione un bis per il sindaco uscente Roberto De Donatis. “Certo è che il sindaco Roberto De Donatis deve cambiare marcia, deve dare una spinta ulteriore alla propria amministrazione perché si possa poi pensare a una sua riconferma. Noi cerchiamo per quanto possibile di mantenere l’unità del centrodestra. Attualmente in maggioranza ci sono amministratori di Forza Italia, c’è Fratelli d’Italia, ci sono amministratori della Lega. Quindi se il centrodestra deciderà di appoggiare De Donatis ne prenderemo atto. Se poi deciderà di appoggiare un altro candidato allo stesso modo ne prenderemo atto. Certo è che non mettiamo veti a priori a De Donatis, un sindaco che è stato sostenuto nel 2016 da Forza Italia”.

Quadrini conclude con ironia: “Da quello che diceva l’onorevole Ciacciarelli mi sembra che ci sia più centrodestra in maggioranza che all’opposizione”.