Capogruppo sfiduciato… ma lui non lo sa

Situazione ad alta tensione nella lega di Alatri. Dove il Gruppo (ma anche il resto della maggioranza) ha isolato il capogruppo Borrelli. In chat nessuno risponde alle sue sollecitazioni. E nelle prossime ore potrebbe arrivare la sfiducia. Dipende dal vertice in corso a Roma.

Massimiliano Pistilli

Informare con umiltà e professionalità

Verso la rottura definitiva tra l’attuale (?) capogruppo della Lega in consiglio comunale Gianluca Borrelli e i suoi colleghi presenti in Consiglio Giuseppe Pizzuti e Denise Zena oltre ai due assessori Roberto Addesse e Kristalia Papaevangeliu.

Il malessere che nasce da lontano, campagna elettorale inclusa: Borrelli era stato mal digerito nella lista. Il malessere riguarda l’intero Partito locale guidato da Emanuele Palmisani che ora vuole un cambio di rotta. Nelle prossime ore è previsto l’arrivo della comunicazione formale. “Tra noi non c’è più feeling quindi non può essere più il nostro capogruppo. Troppo distanti su troppe questioni” conferma una fonte interna alla Lega.

Io non so niente e soprattutto al momento non ho ricevuto niente” confida Borrelli. Il colpo se lo aspetta.

Il capogruppo fuori sintonia

Papaevangeliu e Addesse

Una sfiducia che sembra inevitabile. Legata ad una serie di episodi precisi. Il capogruppo Borrelli ha votato diversamente dalla maggioranza di cui fa parte; si è proposto come Presidente del Consiglio Comunale sfidando l’indirizzo della sua coalizione che aveva indicato Sandro Vinci. Senza dimenticare tanti voti insieme alle minoranze su tematiche importanti. In questo modo ha varcato di fatto il Rubicone. (Leggi qui Cianfrocca debutta con i franchi tiratori sulla via della Presidenza).

La pazienza della Lega ma anche quella del resto della maggioranza è giunta al culmine. Inutile andare avanti se si va su strade diverse. A conferma che Borrelli stia quasi ormai fuori dalla Lega e forse dalla coalizione dalla maggioranza lo dimostra il fatto che non è stato invitato nell’ultima riunione di coalizione, in vista del delicato consiglio di lunedì, dove si discuterà della possibile chiusura del servizio del Giudice Di Pace. Anche perché su questo tema Borrelli ha fatto capire che vuole dare battaglia con tutte le opposizioni Pd in primis.

C’è un contentino al momento.  Resta ancora nella chat della coalizione. Ma le sue domande spesso non hanno risposta. Lo stanno ignorando. Come se fosse trasparente.

Lo sguardo a Roma

Francesca Gerardi e Gianluca Quadrini

Sfiduciare il capogruppo ormai separato in casa da mesi è un passo inevitabile.

Fonti interne alla Lega dicono che la sfiducia dipende anche dall’esito del vertice in corso a Roma. Dove le tre anime del carroccio sono state convocate dall’onorevole Claudio Durigon per chiarire la questione del capogruppo in Provincia. L’area di Nicola Ottaviani lo rivendica per il suo Andrea Amata, evidenziando che Luca Zaccari (area Pasquale Ciacciarelli) ha avuto la presidenza d’Aula e Gianluca Quadrini (area Francesca Gerardi) ha avuto la delega alle Partecipate. Ad opporsi nei giorni scorsi era stata l’onorevole Gerardi: per una questione di forma più che di sostanza. (leggi qui Lega, giù le mani dal capogruppo).

Uno scontro a Roma potrebbe far scattare la ritorsione ad Alatri. Cosa farà a quel punto Borrelli? Resterà in maggioranza o passerà all’opposizione? Magari potrebbe fare un pensierino e avvicinarsi a Fratelli d’Italia, facendo tandem con l’altro ribelle Iannarilli, Partito che sempre a caccia di nuovi consiglieri. In questa fase storica stapperebbe la bottiglia se “scippasse” un consigliere alla amata-odiata Lega. Facendo poi un dispetto a Nicola Ottaviani visto il feeling tra Borrelli e il sindaco di Frosinone.

Scenari quindi aperti ma le prossime ore saranno decisive e il consiglio di lunedì sarà il bando di prova. Tensione quindi altissima. Ma forse è giunta l’ora di un chiarimento o della definitiva rottura. In vista del Carnevale la Lega getta la maschera una volta per tutte? Si vedrà.

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