Capraro sale da Villa e fa come il Conte di Montecristo

Via al secondo giro di consultazioni del sindaco Paola Villa per evitare il ritorno alle urne. Capraro ha dettato le sue condizioni. Nelle prossime ore tocca a Forza Italia

L’incontro aveva preso il via con una domanda. L’ospite non ha apprezzato. «E allora.. Antò?» ha domandato il sindaco dimissionario di Formia Paola Villa. Il capogruppo della civica Formia Vinci Antonio Capraro ha risposto in maniera asciutta, riportando il fronte nel suo esatto orientamento. «Guarda, Paola, mi hai invitato tu. Tu devi dirmi…».

Sono stati toni quasi pirandelliani quelli che hanno caratterizzato l’incontro con cui si è concluso il primo giro di consultazioni avviato dal sindaco. Un tour fatto per verificare se c’è una via d’uscita dalla crisi culminata con le dimissioni rassegnate a fine novembre. Per individuarla c’è tempo fino a domenica: poi parte la procedura di scioglimento e ritorno alle urne. (Leggi qui Il sindaco Villa si dimette: “Costa è stato il burattinaio e mandante”).

Antonio Capraro

La professoressa Paola Villa ha dovuto attendere 48 ore per incontrare il capogruppo della lista “cenerentola” della sua ex maggioranza. Capraro prima di salire in municipio – era giunto domenica da Bologna dove lavora come infermiere – ha fatto melina con la scusa di “sentire i miei”. Dopo i 35 minuti dell’incontro si sono fatte più deboli le chances che Capraro possa tornare in maggioranza.

L’infermiere sperava che il sindaco Villa impostasse l’incontro su un piano meno inquisitorio. Sperava che le considerazioni del sindaco fossero più di natura politica e propositive. Perché è lei a non avere i numeri con cui approvare in Consiglio comunale la salvaguardia degli equilibri di bilancio. È lei ad essersi dimessa definendo «terminato» il progetto politico con cui è stata eletta nel 2018.

Tre condizioni tre

Giovanni Costa

Ad un certo punto dell’incontro Capraro ha capito che dal sindaco non sarebbero arrivate proposte concrete circa il suo difficile ma non impossibile rientro in maggioranza. Lei non glielo ha proposto.

A quel punto allora il Consigliere ha rotto gli indugi. Ed ha fornito i suoi ingredienti per “cominciare almeno a parlare”. Sono stati essenzialmente tre: revoca immediata della Giunta «inspiegabilmente ancora in piedi». Poi un nuovo esecutivo «ma senza il recupero a macchia di leopardo di questo o di quell’assessore in carica». Infine un segnale di rottura con il passato sui «grandi programmi» di cui la città necessità per avviare una forma, seppur minima, di rilancio.

Capraro sapeva che questo era il suo momento. Momento atteso da quando, due anni e mezzo fa, la sua lista, protagonista del successo elettorale, era stata ghettizzata, isolata e esclusa dalla Giunta. Il capogruppo di Formia Vinci è stato severo quando ha invocato l’adozione, per iscritto, di un crono programma. «Devo sapere, per esempio, se il Bilancio di previsione 2021 dovrà essere approvato entro una tale data. Qualcuno (il sindaco) me lo dovrà dire subito».

In poco più di mezzora si è tolto dalle scarpe diversi sassolini. Roba che non gli aveva reso una passeggiata la sua prima esperienza politico-amministrativa. «Se il sindaco accetterà o meno le mie richieste non lo so. – ha commentato – Paola mi ha soltanto risposto che ne parlerà mercoledì sera nella riunione della sua maggioranza».

Domenica sera si avvicina

Paola Villa

I giorni intanto trascorrono e domenica sera, allo scoccare della mezzanotte, la professoressa dovrà parlare al segretario comunale Alessandro Izzi. Gli dovrà comunicare se ritirerà o meno le sue dimissioni.

Prima però vuole sentire di nuovo le minoranze. (Leggi qui Via al secondo giro “salva Villa” per risolvere la crisi).

Il secondo giro è indispensabile per chiudere il cerchio. Antonio Capraro ha messo a nudo la situazione: nel corso dell’incontro ha detto al sindaco «Mi fai capire chi intende evitare il ricorso al commissariamento del Comune?».

Trittico di opzioni: da no a ‘forse’

La situazione al momento vede le opposizioni divise su tre posizioni. Nella prima c’è il Pd: ha già fatto sapere di non essere interessato a «salvare nessuno». Nella seconda ci sono – secondo il resoconto di Capraro – Udc, Forza Italia, Fratelli d’Italia-Formia con te e l’indipendente Giovanni Costa. Sono disposti al dialogo a condizione che il sindaco cambi tutto.

Pasquale Cardillo Cupo e Gianfranco Conte

Poi c’è la Lega. Che venerdì scorso ha ribadito una posizione con cui si è creato qualche scompiglio. Lo ha creato a Paola Villa ed a quel che resta della maggioranza civica. «Ti daremo una mano ad evitare il commissariamento del Comune, alla luce della fase d’emergenza in corso. Però appena il premier Conte la definirà conclusa, si ricorrerà alle urne nella prima finestra elettorale utile». Che possa essere la primavera o, al più tardi, l’autunno 2021.

La posizione del sindaco? L’unica possibile: allargare il perimetro della risicata coalizione di governo con un programma di fine consiliatura.

La quota minima per sopravvivere è a 13 consiglieri. Tuttavia, alla luce dei dubbi e delle perplessità evidenziate da Capraro, questo limite minimo appare lontano da raggiungere. Da qui la decisione del sindaco di dar vita ad un secondo giro di consultazioni che inizierà nelle prossime ore con i potenziali “collaborazionisti”. L’avvio – secondo le anticipazioni di Capraro – ci sarà con la delegazione di Forza Italia. Cioè la stessa che ha ricevuto dal suo coordinatore regionale e senatore Claudio Fazzone un preciso diktat: «Nessun inciucio, per favore». (Leggi qui Fazzone imposta la rotta: niente soccorsi a Paola Villa).

Claudio Fazzone

L’ultima carta sarebbe quella della giunta di salute pubblica a causa del Covid. Un’amministrazione a tempo.

Ma Capraro tornerà in comune o ha intenzione di farlo quando sarà il suo turno? La risposta è stata tutto un programma: «Io sino a giovedì mattina sarò a Formia. Se qualcuno mi chiama, valuterò. Rispondere da Bologna, con il Covid che continua a fare vittime e danni, sarà un po’ più complicato».

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