«Cara Inps, sulla cassa in deroga proprio non va»

Foto © Imagoeconomica / Vince Paolo Gerace

L'assessore regionale al Lavoro fa le pulci all'Inps sulla cassa in deroga. Le domande sul suo tavolo sono 60mila. Ma l'istituto ne ha censite solo metà. Con le famiglie del Lazio appese alla speranza.

A brutto muso. La Regione Lazio prende di petto l’Inps. E reclama un cambio di passo sulla gestione delle pratiche di Cassa Integrazione. È l’assessore alle politiche del Lavoro della giunta Zingaretti Claudio Di Berardino. Perché la Regione Lazio ha lavorato giorno e notte per smaltire in tempi da record tutte le richieste di cassa integrazione piovute dalle attività bloccate dal lockdown. Ma all’Inps non corrisponde altrettanta velocità.

La conseguenza è stato il gesto disperato compiuto nelle settimane scorse del ristoratore frusinate che minacciava di dare fuoco al locale: nessuno dei suoi collaboratori, dai camerieri agli chef, aveva ricevuto un centesimo dall’Inps. Non solo: nel frattempo sul tavolo dell’assessore sono continuate a piovere le segnalazioni sulla latitanza del denaro della cassa in deroga.

La rabbia dell’assessore

L’assessore al Lavoro Claudio Di Berardino © Stefano Carofei / Imagoeconomica

Claudio Di Berardino lo dice chiaramente: “Sono circa 60mila le domande di cassa in deroga che come Regione Lazio abbiamo decretato e inviato all’Inps per la liquidazione. Quello compiuto dai nostri uffici è stato un lavoro costante e quotidiano. Dal 25 marzo scorso non si è mai arrestato, neanche durante i giorni di festa.

Ci auguriamo ora che l’Inps possa velocemente aggiornare i propri elenchi. In particolare quello relativo al numero di domande di cassa integrazione in deroga del Lazio”.

L’augurio ha il tono di una stoccata di assaggio. E infatti l’affondo è a seguire, netto e di punta. Perché chi l’assessore ha davanti cifre e dati: viene dal sindacato e sa che dietro ognuno di quei numeri c’è un nome, una storia, una famiglia. Per questo ci va giù duro, in punto di etica e di tecnica.

L’Inps, solo metà delle pratiche

Di Berardino chiede all’Inps di accelerare le pratiche

“Non si comprende come la tabella dell’Istituto pubblicata sul sito istituzionale, alla voce Lazio riporti solamente 35.903 domande. Chiediamo all’Inps di aggiornare il proprio sistema informatico. Questo affinché possa leggere e prendere in carico le altre migliaia di domande decretate che il Lazio ha inviato da giorni all’Inps.

Risultano caricate a sistema Inps solamente 35.903 domande pari a nostre 169 determine dirigenziali. Quelle correttamente inviate dal Lazio sono circa 60 mila domande contenute in 266 determine autorizzate dalla Regione”.

Sanato il gap, resta il problema della velocità. Di come capire cioè che carburare in momenti di crisi come questi fa la differenza fra la vita e la morte.

“Oltre a questo aggiornamento del sistema e a una corretta pubblicazione dei dati, chiediamo altro. Che l’Inps possa quanto più velocemente procedere al pagamento delle mensilità ai lavoratori. L’obiettivo, sicuri che sia da tutte le parti condiviso, deve essere dare risposte concrete e tempestive ai lavoratori in difficoltà.

Tempi certi e celeri per pagare

Foto © Carlo Carino / Imagoeconomica

Alla fine la soluzione, che è mezzo calumet della pace e mezzo piattone di lama. “Per questo, in uno spirito di costruttiva collaborazione, già nell’interlocuzione con L’Istituto, ho richiesto il potenziamento dell’attività di gestione delle domande. Domande che in particolare nella provincia di Roma risultano più rallentate”.

Cosa significa? Che ci sono uffici sommersi dalle pratiche: l’Inps ha dovuto continuare a garantire le prestazioni, non ha potuto accantonare tutto il resto e concentrare ogni uomo / donna disponibile sulla lavorazione delle 60mila pratiche di cassa integrazione piovute da ogni parte del Lazio.

Una situazione ancora più drammatica in periferia: dove gli uffici provinciali, come Frosinone e Latina, storicamente hanno bisogno di personale.

L’assessore vuole certezze. “Ho chiesto la comunicazione di tempi certi per la lavorazione e per i pagamenti. Da quello che capiamo, sono ancora troppo poche le pratiche lavorate da Inps. Liquidazioni troppo lontane nel tempo rischiano di essere poco incisive nella vita delle famiglie. E sono famiglie che in questo momento hanno bisogno di avere fiducia nelle istituzioni.”

No, cara Inps, non ci siamo proprio. Almeno per ora.

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