Carind passa a Cartiere Carrara

Cartiere Carrara compra Carind, il gioiellò industriale specializzato nella produzione di Carta Tissue. Alla base dell'operazione c'è il boom previsto nel settore Away From Home. Il ceo Tommaso De Santis resta in azienda.

Cartiere Carrara apparecchia in provincia di Frosinone e si mangia Carind, l’eccellenza industriale nella produzione della Carta Tissue, più nota come il tessuto – non tessuto. I due gruppi industriali hanno raggiunto un accordo: prevede la creazione di una new company alla quale Carind trasferirà tutte le sue attività e poi entro la fine del 2020 il totale trasferimento delle azioni alla SpA toscana. Lo hanno ufficializzato in Unindustria.

Chi sono

Lo stabilimento Carind di Arpino

Carind è una delle eccellenze industriali del territorio. Fondata nel 1988 da Tommaso De Santis si è specializzata nella produzione di Carta Tissue. Lo stabilimento è ad Arpino e si sviluppa su una superficie di circa 80mila metri quadrati, dei quali circa 14mila sono coperti. Lì realizza articoli igienici monouso in carta per il mercato AFH (Away From Home) cioè il consumo fuori casa, per il segmento Ho.Re.Ca. (Hotellerie – Restaurant – Catering). Inoltre produce per gli Enti Pubblici, la grande distribuzione sia tradizionale che organizzata. Tutto nel segmento medio-alto.

Negli ultimi anni Carind ha robotizzato lo stabilimento avviandolo alla piena realizzazione del 4.0: robot che si integrano con gli operatori umani, condividendosi i compiti.

Cartiere Carrara è una realtà con 6 stabilimenti e 568 dipendenti. Ha sede a Capannori (in provincia di Lucca). Può contare su sei macchine a produzione continua e 35 linee di converting. Nata 145 anni fa, oggi vanta una produzione annua di circa 240 mila tonnellate di carta made in Italy ad alto standard qualitativo. Realizza asciugamani, asciugatutto, carta igienica, fazzoletti, veline, tovaglie e tovaglioli di alta qualità.

Perché l’operazione

Uno degli stabilimenti delle Cartiere di Carrara

Alla base dell’operazione c’è l’esplosione del mercato mercato AFH (Away From Home) per il quale si prevede una crescita di 26 miliardi entro l’anno 2030. Gli analisti hanno stimato un’espansione anche per il segmento Ho.Re.Ca. (Hotellerie – Restaurant – Catering) seppure in maniera più moderata.  L’Italia è il terzo mercato europeo specifico in Europa (circa 593 miliardi di euro) con una market share del 14%.

È un mercato molto frazionato. Nel quale è strategica la distribuzione diretta del produttore ai punti di consumo. Ma rappresenta una modalità costosa che consente di presidiare solo limitate quote del mercato complessivo.

Carind ha una importante fetta di mercato ed è al massimo della sua espansione. L’operazione con Cartiere Carrara la inserisce in un sistema più ampio, in grado di ottimizzare i costi e di ampliare potenzialmente la produzione.

I dettagli

Uno stand Carind allestito per una recente fiera internazionale

Tutti i posti di lavoro vengono confermati, con lo stesso contratto di lavoro e l’anzianità di servizio. Resta anche il management: Tommaso De Santis continuerà a seguire lo sviluppo di Carind Tissue ma in accordo con le linee strategiche globali individuate da Cartiere Carrara. “Non vi liberate di me” ha detto l’imprenditore sorridendo al tavolo di Unindustria.

Prudenza è stata espressa dall’amministratore delegato di Cartiere di Carrara. Ai sindacati che chiedevano quali possibilità ci fossero per nuove assunzioni ed espansioni su altri mercati ha risposto che al momento occorre volare basso e innanzitutto confermare i buoni risultati già raggiunti da Carind; solo poi si potrà pensare ad una crescita.

Ottimismo è stato espresso da Pasquale Legnante (Fistel – Cisl), Angelo Astuti (Uilcom Uil), Ada Iafrate (Ugl Carta). “È un’operazione che può solo portare ad un’ulteriore crescita dello stabilimento – ha spiegato Legnante – l’inserimento in un contesto più ampio rafforza Carind e fornisce ulteriori garanzie al personale. Ci auguriamo che questa operazione porti ad una crescita in termini occupazionali e produttivi. Ci sono tutti i presupposti”.

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