Il vaffa di Carlo Maria alla maggioranza, il vaffa di D’Ambrosio al Pd

Il sindaco manda sonoramente affanc... tre esponenti della sua maggioranza. È accaduto alle 13.30 mentre tornava a casa dopo la seconda mattinata in ufficio. Sul fronte opposto, duro sms di D'Ambrosio al Pd. Irritato per la scelta di Di Rollo alle Primarie per l'assemblea regionale

«Va bene, se è così allora andatevene affanculo!»

Alla fine Carlo Maria D’Alessandro li ha mandati a quel paese. Lo ha fatto alla fine della sua seconda giornata in municipio dopo le dimissioni rassegnate la settimana scorsa. (leggi qui Lite e dimissioni: «Carlo offendi la mia intelligenza» ecco perché D’Alessandro ha mollato)

 

Così come aveva fatto lunedì mattina è rimasto chiuso in ufficio anche oggi dalle 8.30 fino alle 13, 30. All’ora di pranzo ha preso il paltò ed ha sceso le scale del Municipio per raggiungere la famiglia, come prevedono le nuove regole di vita che si è imposto. (leggi qui Evangelista si dimette: per fare l’assessore appena il sindaco rientra)

All’uscita si è trovato di fronte un manipolo di persone della sua maggioranza: il presidente del consiglio comunale, Dino Secondino; suo fratello Lucio Secondino; l’assessore ai Lavori Pubblici Dana Tauwinkelova, destinata ad entrare in Aula al posto del dimissionario Francesco Evangelista.

Hanno iniziato ad avere un confronto, davanti all’uscio del Palazzo Comunale. Hanno parlato per più o meno cinque minuti: una discussione sempre più intensa e concitata. Al culmine della quale si è sentita la voce del primo cittadino che ha chiuso il diverbio con un «va bene se è così andatevene affanculo!».

 

Ha girato i tacchi e se ne è andato, sbuffando e scuotendo il capo.

Mentre stava entrando in macchina però è stato investito dal sussulto di orgoglio dei tre compagni: «Ricordati che hai delle responsabilità», hanno urlato verso il sindaco.

Magari come il buon Massimo Troisi, nell’indimenticabile film “Non ci resta che piangere” il possente Carlo Maria avrà pensato di rispondere “Vabbuò, mò me lo segno“.

 

Il vaffa di D’Ambrosio

Non altrettanto esplicito è stato il vaffa pronunciato dal consigliere Alessandro D’Ambrosio al Partito Democratico.

In tarda mattinata ha girato un messaggio sulla chat del gruppo WhatsApp in cui ha messo in chiaro che non ha intenzione di riconoscere il Pd cittadino se alle prossime elezioni comunali non adotterà una strategia chiara ed unitaria.

L’avvocato, che siede ai banchi dell’opposizione, ha chiesto un impegno di tutti i consiglieri comunali uscenti a candidarsi nella lista del Partito Democratico. E quindi a sostenere un solo candidato sindaco.

Nel messaggio ha scritto “Non riconosco questo Pd fino a quando la Segreteria e tutto il Direttivo non si impegneranno a sostenere la lista unitaria con il candidato designato dal Partito“.

 

Un sassolino chiamato Barbara

C’è un sassolino in particolare che dà fastidio nelle scarpe di Alessandro D’Ambrosio. È la designazione di Barbara Di Rollo a capolista nello schieramento Sud che sosterrà Bruno Astorre alle primarie con cui eleggere il nuovo Segretario regionale Dem. (leggi qui Lo scontro di retrovia sulla candidatura di Barbara e leggi anche qui I segnali nascosti nelle liste per le Regionali del Pd)

Nel messaggio, l’avvocato scrive che non intende riconoscere il partito «Fino a quando si stabiliranno nomine ed incarichi al di fuori del Direttivo».

Chi lo ha letto assicura che D’Ambrosio abbia chiesto al Circolo di Cassino uno scatto d’orgoglio. E di non farsi trattare esattamente come due anni e mezzo fa: il riferimento è alla spaccatura tra due candidati Pd alle Comunali, divisione della quale il consigliere ed il suo partner politico Salvatore Fontana ritengono responsabile la Direzione provinciale Pd.

Il nodo è esattamente lo stesso di allora. Alessandro D’Ambrosio ha evidenziato al Partito che ad oggi ci sono almeno tre potenziali candidati a sindaco: Giuseppe Golini Petrarcone, Marino FardelliSarah Grieco.

Per questo ha chiesto al Segretario cittadino di accelerare sulla creazione di un unico gruppo in Aula: presupposto fondamentale per arrivare ad una lista unitaria ed un candidato unico.

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