«Caro Giulio, rispediamo al mittente i tuoi ‘inviti’»

Il Coraggio di Cambiare rispedisce al mittente i messaggi 'concilianti' del segretario Pd di Ceccano. Che ha addossato a loro la responsabilità delle occasioni perse per l’avvio della costruzione di un Campo largo. In fondo, come a Frosinone, è ancora tutta una questione di tavoli e primogeniture

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

È dopo una lunga premessa, i classici puntini sulle i, che Il Coraggio di Cambiare fa scattare una replica all’intervista rilasciata ad Alessioporcu.it dal segretario del Pd Ceccano Giulio Conti: che, dalla storica sezione in via di ripristino, ha aperto le porte a tutti ma addossando al contempo allo stesso coordinamento di centrosinistra la responsabilità delle occasione perse per l’avvio della costruzione di un Campo largo. (Leggi qui Pd operaio: riapre la sezione storica e non chiude le porte a nessuno).

Dalla Casa Comune, sede del coordinamento rappresentato dai consiglieri Emanuela Piroli e Andrea Querqui, viene inferta una stilettata: «Si rimane basiti di fronte alle attuali interviste del segretario del Pd che, piuttosto che impegnarsi nella ricostruzione del suo partito, uscito da una storica sconfitta alle ultime elezioni, si impegna a polemizzare con le altre forze di centrosinistra presenti a Ceccano. Noi non lo seguiremo su questo piano, ma non siamo disponibili ad essere offesi gratuitamente e rispediamo al mittente le sue illazioni. La nostra città merita una politica migliore».

Quali illazioni? Conti ritiene di essere stato preso in giro a ridosso della convocazione dell’evento “Cosa succede in città”: la prima iniziativa pubblica organizzata da Il Coraggio di Cambiare e allargata al resto del centrosinistra. Il coordinatore della coalizione Salvatore Raoni (Verdi Europei) non gli avrebbe detto nulla di persona prima che l’invito fosse inviato alla federazione provinciale del Partito democratico. Il segretario dem ci ha visto del marcio: «Ci saremmo andati sia noi che i Socialisti, ma le prese in giro non le tolleriamo – ha tuonato giustificando l’assenza dell’asse Pd-Psi -. È per questo che abbiamo disertato l’incontro».

Raoni: «Nessun indirizzo mail dal Pd Ceccano»

Il taglio del nastro della Casa Comune da parte del coordinatore Salvatore Raoni

La ricostruzione di Raoni, chiamato in causa, sgonfierebbe invece il caso: «Capisco che è la parola di uno contro quella dell’altro, ma io potrei dire benissimo di averglielo comunicato telefonicamente – sostiene il coordinatore de Il Coraggio di Cambiare -. In ogni caso, l’invito formale è stato mandato al Pd provinciale semplicemente perché non ci è stato ancora fornito un indirizzo e-mail del circolo cittadino».

Un circolo che, d’altronde, è ripartito praticamente da zero a seguito del congresso che quattro mesi fa ha messo fine al commissariamento punitivo: dovuto alla debacle elettorale dei civici Democratici per Ceccano, il Pd senza simbolo, che non è riuscito a centrare nemmeno un seggio consiliare.

Un congelamento che è stato anticipato dalle dimissioni del segretario Davide Di Stefano, ora presidente del circolo, e seguito dall’elezione del suo successore Conti: con una lista unica ma, per via dei dissidenti, non unitaria. (Leggi qui Conti segretario Pd: l’unità è solo un miraggio e anche qui Pd Ceccano, la tregua armata è già finita).

Il malpancismo nei confronti del Pd di Conti

La nomina di Giulio Conti a segretario del Pd Ceccano

Che all’interno della Casa Comune ci sia del malpancismo è ormai chiaro. Alle elezioni 2020, del resto, il Pd ha sostenuto la candidatura a sindaco del destrorso Marco Corsi: già presidente del Consiglio nella prima amministrazione guidata dal sindaco di FdI Roberto Caligiore.

Anziché la corsa di Emanuela Piroli: che nel 2018 fu defenestrata da segretaria del Pd Ceccano per via della rivolta di venticinque dirigenti, in primis l’allora capogruppo consiliare Conti, contro i suoi propositi di rottamazione del partito.

Ormai da oltre un anno, dopo la vittoria del centrodestra al primo turno, lo stesso Conti ha però «contatti e rapporti costanti con Il Coraggio di Cambiare – ha tenuto a mettere in chiaro -. In particolar modo con i consiglieri Piroli e Querqui».

Il fatto, però, è che non è gradito da tutti gli esponenti del coordinamento fondato da Cives, Europa Verde-Democratici (Verdi e Articolo Uno) e Ceccano a Sinistra (Comunisti): le tre liste elettorali che volevano Emanuela Piroli come sindaco e sostengono la sua leadership nell’universo del centrosinistra.

Il Coraggio di Cambiare «il vecchio modo di fare politica»

I consiglieri comunali Emanuela Piroli e Andrea Querqui (Il Coraggio di Cambiare)

Se in conclusione invita velenosamente Conti a badare più alla ricostruzione del Pd, Il Coraggio di Cambiare accentua inizialmente la sua natura e il proprio peso politico: «Il nostro gruppo, formato da forze civiche, ambientaliste, democratiche, progressiste e di sinistra, si è proposto alla città sulla base di un programma innovativo e di rottura di un vecchio modo di fare politica del centrosinistra».

E poi ancora: «Questa proposta ha avuto uno straordinario successo, certificato dall’elezione di due consiglieri comunali, mancando per pochi voti l’elezione di un terzo consigliere». Sottinteso: al contrario del Partito Democratico, rimasto a secco.

«I nostri eletti – vanno avanti – stanno conducendo una costante e quotidiana battaglia di opposizione all’attuale amministrazione di destra, riuscendo nel contempo anche a costruire un dialogo e una alleanza con una parte dell’opposizione, per dare più forza in consiglio comunale alle proposte alternative alla politica reazionaria che governa Ceccano». Con “una parte dell’opposizione” sembrano intendere più i consiglieri di centrosinistra Mariangela De Santis (Nuova Vita) ed Emiliano Di Pofi (Psi) che l’indefinito Marco Corsi (Ceccano Riparte).

Centrosinistra: la questione della leadership 

Antonio Ciotoli, segretario del Psi Ceccano

Ma nemmeno Nuova Vita, ovviamente, vuole un tavolo unitario in cui ci sia già seduto qualcuno a capotavola: ovvero Emanuela Piroli. La sua non è di certo un’autoinvestitura a leader: gliel’hanno riconosciuta dapprima i suoi alleati e poi gli elettori di sinistra. Da qui in avanti, per l’investitura politica, sarà un altro paio di maniche.

Riguardo al Partito socialista, poi, va aperta una parentesi a parte: il segretario Antonio Ciotoli, a differenza del democrat Conti, non ha sinora riallacciato alcun rapporto con chi non ha voluto convintamente sostenere alle scorse elezioni.

Ormai da un mese, però, ha istituito la “Delegazione del Psi di Ceccano per i rapporti con il territorio”: ovvero anche con le altre forze politiche, come già successo con il Pd. Ne fanno parte i membri del direttivo Anna Simoni, Angelo Belli e Mauro Casalese, ma non il consigliere Di Pofi: che, tra l’altro, è pure vice segretario. In pratica: deve occuparsi del lato amministrativo, ma non più delle strategie politiche. E pare proprio che sia dovuto alla troppa vicinanza con Il Coraggio di Cambiare.  

«La nostra proposta politica non si limita, però, al dibattito in consiglio comunale – precisa poi Il Coraggio di Cambiare -. Siamo presenti nel territorio sia con le iniziative delle singole forze che compongono il coordinamento, ma anche con le manifestazioni unitarie, come l’apertura della sede “Casa Comune” e l’assemblea pubblica ad un anno dall’insediamento della nuova amministrazione. A queste seguiranno assemblee nelle contrade cittadine e una grande manifestazione unitaria sull’ambiente, problema drammatico nel nostro territorio».

Ambiente: niente Consiglio, meglio una manifestazione

I consiglieri comunali di centrosinistra

Si ribadisce così la volontà di organizzare un sit-in anziché richiedere la convocazione di un Consiglio comunale aperto incentrato sulla questione ambientale. Conti, ritenendo «inutile» la manifestazione, invoca invece un’apposita seduta consiliare.

Che, stando a una mozione votata all’unanimità nel 2018, dovrebbe essere ma non viene fissata con cadenza trimestrale. Dall’altra parte, invece, viene proposta una rivoluzione del centrosinistra.  

«Nelle proposte e nei fatti il nostro intento è unitario nei confronti delle altre forze politiche democratiche e di sinistra presenti a Ceccano – dicono a riguardo dalla Casa Comuneproprio perché abbandoniamo il vecchio conciliabolo tra dirigenti chiusi nelle sezioni, avendo intenzione di ricostruire una politica insieme ai cittadini ed impegnata nei quartieri e nelle strade».

Per questo invitano tutte le forze politiche, «dalle più tradizionali (Pd e Psi, ndr) alle più innovative come comitati e associazioni», a contribuire alla causa e contrastare il centrodestra: «Riteniamo l’attuale deriva amministrativa pericolosa dal punto di vista culturale e sociale e completamente negativa economicamente, visto il disastro del debito di bilancio in cui siamo precipitati, ascrivibile esclusivamente all’inettitudine governativa di Caligiore & Company».

Parlano del disavanzo di otto milioni di euro, che non è di fatto un debito ed è imputabile anche alle precedenti amministrazioni di centrosinistra. (Leggi qui Comune in deficit: tutti colpevoli, nessun colpevole).

Campo largo: Ceccano e Frosinone, gemelle diverse

Francesco De Angelis

A frenare in fondo la ricostruzione del centrosinistra a Ceccano, come a Frosinone, è ancora tutta una questione di tavoli e primogeniture.

Nel Capoluogo intendono evitare una spaccatura che nella cittadina fabraterna ha contribuito alla vittoria del centrodestra unito: addirittura al primo turno.  

Francesco De Angelis, leader della corrente maggioritaria provinciale del Pd (Pensare democratico), ha chiesto un passo indietro a tutti. Rivolgendosi in particolare a Psi, Articolo 1 ed Azione: «Azzeriamo insieme questo inutile dibattito sui tavoli e sulle primogeniture. Ripartiamo con una nuova e condivisa iniziativa. Ripartiamo insieme dai contenuti per costruire un rapporto di pari dignità in un’alleanza forte, attrattiva e inclusiva».

Per poi aggiungere: «Il passo indietro di tutti è segno di forza, di unità, di attenzione autentica alla città di Frosinone. Decideremo insieme l’alleanza e il metodo di scelta del candidato che dovrà guidare la coalizione di centrosinistra alla vittoria».

Una lettera aperta che arriva dopo l’intervento di Demos: il partito alleato del Pd a livello regionale, a Roma e a Cassino. «Riteniamo che il tavolo del centrosinistra debba essere uno, largo e inclusivo» ha dichiarato la coordinatrice di Demos Frosinone, Maria Grazia Baldanzi. «Profondamente rispettoso dei partiti minori ma con il Partito democratico a fare da perno». Rivendicando, quindi, un ruolo centrale del Pd.

Democrazia Solidale, non escludendo altresì la candidatura di un proprio esponente, si è poi detta più che favorevole alle primarie: che erano state lanciate e ora vengono rimesse in discussione dallo stesso De Angelis. Ma per fare in modo che non risultino imposte ma vengano concordate: per evitare spaccature irrimediabili prima delle elezioni e difficilmente riparabili in futuro. Ceccano docet. (Leggi qui Parola di Demos: a Frosinone Primarie e tavolo con il Pd e anche qui Frosinone, il Campo Largo si costruisce con le primarie).    

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