Caschera pronto a spaccare: “Mi candido sindaco, anche senza FdI e Forza Italia”

Caschera (Lega) conferma di volersi candidare sindaco. Anche senza Forza Italia e Fratelli d'Italia. Azzurri pronti a smarcarsi. In gioco c'è la leadership del centrodestra.

Tazio Murari-Pizzi
Tazio Murari-Pizzi

Rem tene, verba sequentur

Sogno o incubo, dipende dai punti di vista. Ma è durato solo una notte. Non ha superato l’alba il tentativo di realizzare una grande coalizione di centrodestra per convergere verso lo schieramento civico costruito da Luca Di Stefano. E unirsi a lui nella corsa per diventare sindaco di Sora.

Il giovane consigliere che per cinque anni ha rifiutato presidenze ed assessorati restando all’opposizione, andrà avanti con il suo progetto: senza contaminazioni. Sollevato per la piega presa dagli eventi: Lega, Fratelli d’Italia ed in parte Forza Italia hanno governato al fianco del sindaco Roberto De Donatis. Lui potrà continuare a salire sui palchi e dire che ha niente da spartire con le cose fatte in questi anni a Sora. (Leggi qui Una grande coalizione per Luca. Per vincere subito).

Lino Caschera

A toglierlo da ogni possibile impaccio è stato il niet pronunciato dal neo leghista Lino Caschera (Lega) una volta messo di fronte all’ipotesi di FdI e Forza Italia: proponevano di ricostruire intorno a Luca Di Stefano il progetto di centrodestra unito. La risposta di Caschera è che non gli servono aspiranti sindaci: perché il candidato vuole essere lui. E il No già pronunciato a questa ipotesi da FdI e Forza Italia? Caschera manda a dire che andrà avanti lo stesso.

Il centrodestra perde pezzi

Il consigliere comunale delegato alle Manutenzioni del Comune di Sora non arretra di un millimetro.

Al Tavolo del centrodestra riunito nei giorni scorsi ha fatto ritirare la proposta di sostenere il sindaco uscente Roberto De Donatis per un mandato bis ed ha fatto mettere il suo nome sul piatto dal nuovo responsabile cittadino della Lega Filippo Porretta. (Leggi qui Al tavolo del centrodestra nessuno nomina De Donatis).

Il no di Forza Italia e Fratelli d’Italia è stato chiaro e immediato, Lui sembra proprio non curarsene: «Non mi vogliono? Meglio così. Poi quando verranno a chiedermi di stare nella mia coalizione sarò io a dire di no a loro».  

Lino Caschera e Filippo Porretta

Una posizione che se verrà ripetuta in modo ufficiale al Tavolo del centrodestra determinerà lo smembramento dell’alleanza. Forza Italia lo ha già detto: «se uno dei Partiti della coalizione si smarca noi a quel punto abbiamo le mani libere».

Significa che Forza Italia non appoggerà Lino Caschera della Lega. E che nemmeno proseguirà il percorso al fianco di Fratelli d’Italia. A questo punto gli restano gli schieramenti di Luca Di Stefano e quello dell’ex sindaco Ernesto Tersigni.

Il veto su Caschera sindaco

«Caschera non ha le qualità per fare il sindaco. Perderebbe anche contro Roberto De Donatis»: lo va ripetendo a ogni angolo di Sora il consigliere di Fratelli d’Italia Massimiliano Bruni. L’altro giorno lui e Caschera sono stati visti discutere animatamente su corso Volsci, nei pressi del Municipio. Ma c’è chi giura di averli visti insieme in macchina dopo poco: sintomo che il dialogo è aperto a 360 gradi. Si tratta solo di capire chi cederà prima: Bruni o Caschera.

La matematica dice che alla fine staranno insieme. Non hanno altra via. A meno che non decidano di scommettere sulla frammentazione e giocarsela così. Rischiando però. Perché la frammentazione abbassa il quorum a vantaggio di tutti.

Questione di leadership

Roberto De Donatis

Ma perché questo sbarramento sul nome di Caschera candidato sindaco? In fondo, fino alla scorsa settimana è stato detto che il centrodestra deve andare unito alle Comunali di Sora. Ed è stato detto con chiarezza che bisogna evitare di «cadere nell’errore della piattaforma civica del 2016». Cioè quella Piattaforma che salvò tutti dall’eccessiva frammentazione, aggregandoli in maniera trasversale intorno al nome ed al progetto di Roberto De Donatis.

Perché, dunque, Lino Caschera non va bene? Il problema è molto più semplice di quello che sembra ma va analizzato da un altro punto di vista, fuori dal recinto della politica locale. È una questione di leadership. Molto semplicemente sta accadendo anche a Sora quello che si registra a Roma. Dove, dopo la scelta della Lega di virare al centro e sostenere il governo di Mario Draghi, è iniziata la guerra per la leadership nel centrodestra. Altrettanto a Sora: Massimiliano Bruni non vuole che Lino Caschera si candidi a sindaco perché diventerebbe il naturale leader del centrodestra. E in ballo ci sono anche le altre candidature: Provincia, Regione e parlamento.     

3 strade dei Fratelli per un sindaco

Fratelli d’Italia, allo stato dell’arte ha tre possibilità.

Massimiliano Bruni

Prima: cedere a Lino Caschera nel tentativo di tenere dentro anche Forza Italia.

Seconda: andare avanti con la candidatura a sindaco del dottor Giuseppe Ruggeri e giocare il primo tempo da soli. Così da contarsi e poi far valere il proprio peso specifico negli accordi di ballottaggio.

Terza: cercare accordi altrove, soprattutto dalle parti di Luca Di Stefano. Ma resterebbe sempre il veto sulla candidatura di Massimiliano Bruni in lista. Di Stefano ha detto no perché vuole presentarsi come l’alternativa ai cinque anni di governo De Donatis: un governo del quale Bruni ha fatto parte.

Eppur si muove

Qualcosa sembra muoversi in modo più consistente anche sul fronte del centrosinistra. Confermato l’accordo siglato tra Pd e Azione a livello provinciale: il Partito di Carlo Calenda porta in dote diversi candidati. Sono almeno quattro o cinque. Andranno a rafforzare una delle tre liste a cui tutto il Partito Democratico sta lavorando sotto la guida del commissario Stefania Martini e del sub commissario Adamo Pantano.

Aperta anche una linea di dialogo con Mario Cioffi: l’accordo dell’avvocato con i Cinque Stelle starebbe sfumando.

Stefania Martini

Ma soprattutto cominciano ad agire le correnti interne al Pd.

Qualcosa si muove nell’area del presidente della Provincia Antonio Pompeo: sta caldeggiano la candidatura di Maria Paola D’Orazio. E Agostino Di Pucchio potrebbe vedersi costretto a seguire la sua corrente. Che è la stessa.

Resta più che attiva l’altra corrente: quella che vorrebbe candidato sindaco l’ex assessore allo Sport Stefano Lucarelli.

Ma quella di Pompeo potrebbe essere soltanto una strategia. Perché c’è chi giura che alla fine il candidato del centrosinistra sorano sarà Ernesto Tersigni.