Casinelli contro la politica e le lobby in Camera di Commercio

Una frustata alla politica. «Deve smetterla di lasciarsi distrarre dalle elezioni con le quali conservare il proprio ruolo». Non bada al ‘politically correct’ Alessandro Casinelli, presidente della Federazione delle Piccole e Medie Imprese della provincia di Frosinone.  Il richiamo parte subito dopo la presentazione dei dati congiunturali del II Semestre 2016.

I numeri dicono che in provincia di Frosinone la crisi sta frenando, la produzione sta riprendendo. Dicono che produciamo pochissimo per l’Italia e poco per l’Europa. E’ l’estero a salvarci: i nostri prodotti vanno fuori dai confini Ue. Gli investimenti stanno tornando, aumenteranno anche nei prossimi mesi. Ma non porteranno nuove assunzioni. Perché nell’industria che si modernizza sarà la macchina a fare la produzione. E il lavoratore? Dovrà essere in grado di ‘dialogare’ con la macchina, interagire con lei.

E’ lo scenario del 4.0 che nei mesi scorsi era già stato tratteggiato dal vice presidente nazionale degli industriali Maurizio Stirpe (leggi qui). Ora Casinelli conferma il concetto e lo porta dalla grande industria anche tra le piccole e medie imprese.

Nel futuro della provincia di Frosinone ci sarà pochissimo spazio per gli operai generici. Si va verso un’occupazione sempre più specializzata. Perché le stesse imprese devono specializzarsi: cambiare la filosofia che le ha portate fino ad oggi, agganciare l’innovazione, tendere verso il tecnologicamente avanzato. Oppure non ci sarà più posto per l’industria in provincia di Frosinone. E nemmeno per l’industria ciociara nel Mondo

E’ per questo che fa due richiami. il primo è al sistema delle imprese. «Gli imprenditori devono guardare al futuro e innovare se vogliono continuare ad essere competitivi. Senza una sinergia con la ricerca universitaria verremo tagliati fuori dallo scenario industriale mondiale».

Il secondo richiamo è per la politica. «Il sistema istituzionale deve accompagnarci in questo processo di trasformazione. Le elezioni sono un elemento di distrazione dalle priorità del territorio».

Ce n’è per tutti. Anche per gli imprenditori nel momento in cui fanno politica. Come nel caso del rinnovo della Camera di Commercio. Ora che è saltata la fusione tra Frosinone e Latina è partita la  gara per rinnovare la presidenza. «Mi spaventa il rinnovo della Camera di Commercio – dice Casinelli – Potrebbe essere un’opportunità. O potrebbe essere solo uno spostamento dell’attenzione dai veri problemi. Sbaglieremmo se vedessimo questa fase solo come l’elezione del nuovo presidente. il rinnovo della Camera di Commercio deve essere congruo alle esigenze del territorio. E non alle esigenze delle lobby».

La volta scorsa, Marcello Pigliacelli fece terra bruciata intorno a Federlazio ed al suo presidente di quel periodo, Silvio Ferraguti. Lasciò fuori dalla stanza dei bottoni solo la Federazione delle Piccole e Medie Imprese ed i Commercianti dell’ex presidente Florindo Buffardi. La guerra ebbe altre battaglie all’Asi ed al Cosilam.

Ora si riparte. Il segnale di Federlazio è lanciato.

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