La sottile strada imboccata da Casinelli 2.0

Oggi a Villa Ecetra assemblea generale per eleggere il presidente e il gruppo dirigenti di Federlazio. Cosa c'è dietro la strategia dell'imprenditore Alessandro Casinelli

La lunga marcia di Alessandro Casinelli è iniziata un anno fa. Quale sia la meta finale è possibile solo immaginarlo. Ma il percorso è del tutto simile a quello già visto una decina di anni fa, sull’altro fronte industriale della provincia di Frosinone: quello di Confindustria.

 

Alessandro Casinelli è un imprenditore, amministra un gruppo di aziende che operano nel settore della Sanità. Una parte è patrimonio di famiglia ed una parte è roba sua.

Le cose di famiglia: il vincitore della maratona Spartan Race ha corso su una gamba di carbonio progettata e realizzata da loro; progettano e assemblano nei loro laboratori componenti utilizzati da alcuni degli atleti arrivati alla Paralimpiadi. Non amano farlo sapere.

Le cose sue. Un giorno, poco più che ragazzino, Alessandro Casinelli si presentò in banca e chiese un prestito, il direttore gli disse che era sufficiente compilare il modulo che ben conosceva dal momento che il padre lo mise ad amministrare appena compiuti i diciotto anni; Casinelli non volle firmare alcun modulo, non chiedeva denaro per il gruppo ma per la sua prima scommessa imprenditoriale fatta da solo e non volle alcun paracadute con i soldi di famiglia, che gli sarebbero abbondantemente bastati. Il personaggio è questo.

 

Nel pomeriggio si appresta ad essere rieletto presidente di Federlazio, la Federazione delle piccole e medie imprese della provincia di Frosinone. È la costola ciociara dell’organizzazione di imprenditori fondata 45 anni fa ed ora conta circa 3.200 aziende per un totale di 70mila addetti e più di 10 miliardi di euro l’anno di fatturato.

Tutto qui? No.

Alessandro Casinelli da alcuni mesi ha avviato un radicale cambio di rotta. Alla sua presidenza ed alle sue relazioni. In silenzio, a fari spenti, ha avviato un percorso che poco alla volta lo ha condotto ad uscire da quell’isolamento nel quale Federlazio era venuta a trovarsi.

Superava strategie decise in parte da altre dirigenze ed in parte decise da lui su quel solco: giuste o sbagliate che fossero avevano prodotto l’esclusione di Federlazio dai meccanismi decisionali che contano.

Sono mesi che il presidente di Federlazio ha intrapreso una sottile via diplomatica, attraverso la quale riallacciare rapporti, consolidare quelli esistenti, crearne di nuovi. Il risultato è che oggi Federlazio Frosinone ha capacità di dialogo e di interlocuzione su quasi tutti i tavoli.

Frosinone e Latina stanno per ritrovarsi tra le mani l’ottava Camera di Commercio in Italia per importanza e Casinelli ha tutta l’intenzione di far recitare un ruolo a Federlazio: nelle scelte del futuro presidente, nel disegno delle strategie, nella definizione dei progetti che possono trasformare in modo definitivo il sud del Lazio da periferia dell’impero a porta della ricostruzione.

Tutto qui? Ancora no.

 

L’inserimento di Federlazio all’interno di un ‘sistema’ di relazioni molto più ampio ha anche un altro scopo. Moltiplicare il peso specifico di Frosinone all’interno del sistema regionale. Il Casinelli 2.0 che è in scena da alcuni mesi ascolta moltissimo i consigli di quel potentissimo Luciano Mocci che è il direttore regionale di Federlazio, considerato uno degli ultimi grandi strateghi rimasti in circolazione.

Non è un caso che alla Convention annuale di Unindustria, l’organizzazione degli industriali del Lazio che fa capo a Confindustria, proprio Casinelli (accompagnato da Mocci) fosse presente a rappresentare la sua associazione regionale.

 

In Ciociaria, alcuni anni fa, esisteva quello che venne definito ‘Il Sistema Frosinone’. Era una rete di relazioni, alleanze, strategie, che vedeva insieme personaggi del calibro di Maurizio Stirpe e Marcello Pigliacelli più un’altra mezza dozzina di nomi: ciascuno era camera di compensazione e di integrazione dell’altro. Portò Frosinone ad esprimere decisioni pesantissime e strategiche sullo scenario regionale ed in parte anche nazionale.

La strada intrapresa dal Casinelli 2.0 assomiglia molto a quel percorso. Ancora da affinare, integrare, mettere a sistema.

Ma la strada, e l’obiettivo finale, sono gli stessi.

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