Ore 18, firmata l’ intesa tra Petrarcone e Mignanelli. La Lega è rimasta sola

Firmata alle 18 l'intesa tra Petrarcone e Mignanelli. Tutti i retroscena. Le urla durante la notte al tavolo con la Lega. Che resta sola. Sebastianelli "Il mio nome non è in pista".

L’accordo lo hanno firmato alle 18. L’ex sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone e l’ex vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli andranno insieme alle urne. «La città ha bisogno di essere governata al più presto – annuncia Mignanelli – per questo ho messo da parte le mie ambizioni personali e deciso di dare vita con Peppino ad uno schieramento forte e capace di vincere le elezioni al primo turno».

La rinuncia difficile

Massimiliano Mignanelli si era mosso subito dopo la caduta dell’amministrazione di centrodestra guidata da Carlo Maria D’Alessandro. Un tassello dopo l’altro ha costruito una coalizione civica calibrata sulla sua candidatura a sindaco. Ad un certo punto la Lega ha pensato di attirarlo sul Carroccio e metterlo alla guida della coalizione di centrodestra (leggi qui). Bruciandolo appena poche ore dopo avere iniziato a tessere un dialogo. (leggi qui).

Un’esperienza utile per mettere in chiaro un dato: in campo ci sono molte debolezze. C’è la possibilità di vincere al primo turno se si ha il coraggio di costruire una coalizione. È quello che Mignanelli ha iniziato a fare in silenzio e con discrezione. E giovedì sera ha rotto gli argini: lanciando la sua proposta a Peppino Petrarcone. (leggi qui)

Ma nel pomeriggio di venerdì lo ha richiamato la Lega che nel frattempo aveva bruciato tutto il candidabile. Mignanelli è andato ad ascoltare per puro atto di cortesia. Ha capito subito che era il preludio ad una seconda bruciatura: ha chiesto dove fossero i rappresentanti cittadini del Partito. Assenti. Chiaro che si trattasse di una mossa disperata per mettere qualcuno sul carro della Lega e lasciarlo correre da solo. (leggi qui La Lega frega tutti due volte. E ri-brucia i suoi candidati)

Sabato mattina l’ex numero 2 della Provincia è tornato lì dove aveva già iniziato a definire un percorso da giovedì: con l’ex sindaco Petrarcone, con i dissidenti di Forza Italia, con il Polo Civico ed il cartello che aveva già allestito per la sua candidatura.

Sabato pomeriggio la rifinitura. Con la rinuncia più difficile: quella alla candidatura a sindaco di Cassino. Il candidato sarà Giuseppe Golini Petrarcone.

Non è un ‘Ciao Nemico’

«Ho valutato il quadro politico e quello amministrativo. cassino ha bisogno con urgenza di essere amministrata. Anche le due settimane di ballottaggio rischiano di essere un periodo immenso. Abbiamo il dovere di mettere da parte le nostre ambizioni personali ed abbiamo il dovere morale di mettere Cassino al primo posto. È per questo che ho deciso di rinunciare alla mia personale ambizione di concorrere come sindaco di Cassino. Per il bene della città, insieme al mio gruppo, convergiamo su Peppino Petrarcone».

Hanno fatto opposizione insieme per tre anni. Il paradosso vuole che Petrarcone abbia perso la rielezione dopo il suo primo mandato e abbia dovuto cedere la fascia di sindaco al gruppo del quale faceva parte Mignanelli. A distanza di oltre dieci anni poi è tornato sindaco, sconfiggendo l’alleanza nella quale Mignanelli era stato presidente del Consiglio Comunale.

Non è però un abbraccio tra nemici. “Basti pensare – spiega Massimiliano Mignanelliche il centrodestra di oggi nulla ha a che vedere con quello che ha vinto le elezioni nazionali un anno fa. Il mondo politico che ci ha visto avversari con Peppino non esiste più da oltre un decennio. Il mondo va avanti, la società si evolve. E la politica deve essere al passo con l’evoluzione della società. Cassino chiede di mettere insieme l’esperienza e la forza politica mia e di Peppino e noi lo facciamo“.

Sottoscrive e conferma Peppino Petrarcone. “Abbiamo il dovere di guardare al futuro immediato con ottimismo e concretezza. Per tre anni io e Massimiliano abbiamo lavorato insieme, stando entrambi all’opposizione di un’amministrazione che ha messo in ginocchio la città. Uniamo le nostre forze, le nostre esperienze, ci ritroviamo in un progetto nel quale entrambi abbiamo rinunciato a qualcosa. Ma lo facciamo volentieri e con piacere, per il bene della città. Così c’è la possibilità di vincere al primo turno“.

In arrivo i civici

L’accordo firmati questa sera da Peppino Petrarcone e Massimiliano Mignanelli apre la strada all’intesa con il Polo Civico di Gianfranco Pizzutelli che a Cassino è rappresentato dall’avvocato Francesco Malafronte.

Sullo stesso percorso anche i civici guidato dal segretario provinciale del sindacato Fenadip Vincenzo De Nisi.

In serata è già partito il dialogo con il gruppo dei dissidenti di Forza Italia che un mese fa ha determinato la caduta dell’amministrazione D’Alessandro.

Petrarcone invece prepara un appello analogo a quello che dal centrosinistra hanno rivolto a lui. Ma a ruoli invertiti: inviterà lui gli scontenti del centrosinistra a convergere sul suo nome. Pensa a Salvatore Fontana, già componente dell’assemblea nazionale Dem ed all’avvocato Alessandro D’Ambrosio consigliere comunale uscente.

Il tutto va ad aggiungersi al nucleo già costituito e che che vede all’interno Niki Dragonetti, il coordinatore de Lo Scarpone del consigliere regionale ed ex sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi.

Il grande assente: Lega

C’è un grande assente: è la Lega. Che ha bruciato tutti i possibili candidati. E venerdì sera ha bruciato anche la possibilità di una convergenza su Mignanelli.

I toni sono stati tutt’altro che amichevoli. Al punto che si è innescato un vivace scambio di battute tra la deputata ed il segretario provinciale De Nisi. Il quale ha smascherato il gioco della Lega. «Onorevole, ho l’impressione che qui manchi la sostanza: non vedo né il coordinatore provinciale del Partito né il coordinatore cittadino…».

«Embé, io sono una parlamentare: non vado bene?»

«No signora. Lei non è legittimata in quanto non ha la delega con firma autenticata del segretario nazionale con cui viene autorizzata a disporre del simbolo della Lega. In assenza di quel documento, a Cassino ne sono depositari il segretario di circolo o il coordinatore provinciale. Può esibirmi la delega per favore?»

I testimoni presenti riferiscono di un’imprecazione a polmoni pieni. Alcuni si spingono a sostenere che sia stato un bestemmione. Nessuno specifica se la voce fosse femminile o maschile.

Sta di fatto che il seguito vede il mite Vincenzo De Nisi che nel pieno della sua foga sindacale dice «Voi non avete il simbolo e non avete nemmeno una lista con i candidati: come potete chiederci di convergere sul nulla? Ci chiedete di venire con voi solo perché avete il simbolo politico che in questo momento ha il vento in poppa. Ma non si vincolo così le elezioni: poi si deve governare».

Sebastianelli dice no

Dall’incontro di ieri se n’è andato quasi subito Giuseppe Sebastianelli. Il consigliere comunale di lungo corso ha scoperto che era stato convocato per appoggiare un progetto e non per essere candidato sindaco.

Torna in pista? «Penso che il mio nome non è più in pista. La Lega deve trovare un nome nuovo che serve per portare le liste su Abbruzzese ed unire il centrodestra».

Ma presenterà una sua lista? «Domenica ci riuniamo con gli amici e decidiamo».


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