Cassino avanguardia, Frosinone retroguardia

La vivacità politica del sud della provincia anticipa scenari e disegna possibili “laboratori” futuri. Nel capoluogo invece la leadership di Ottaviani è avvolgente. Anche nei confronti dell’opposizione.

Non è soltanto perché a Cassino si vota e a Frosinone no. Il fatto è che la vivacità politica del sud della provincia sta caratterizzando un periodo importante e delicato, dando delle “letture” che presto potrebbero essere alternative anche su una scala diversa.

Intanto nel centrodestra, dove la partita tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia viene giocata anche all’interno delle rispettive squadre. Mentre nel Pd le primarie, come al solito, non hanno in realtà definito la situazione. Se si pensa che comunque dai Democrat arriva Giuseppe Golini Petrarcone, che lo stesso Massimiliano Mignanelli due anni fa è stato eletto consigliere provinciale nella lista del partito e che si attendono ancora le decisioni di Marino Fardelli.

Nel centrodestra, oltre al solito “Mario Abbruzzese contro tutti”, sarà interessante verificare come si collocherà alla fine (perché non è finita) la Lega. E perfino Fratelli d’Italia.

Nel capoluogo invece la leadership di Nicola Ottaviani è schiacciante nel centrodestra, indipendentemente dal fatto che il sindaco sia passato da Forza Italia alla Lega. Il dopo Ottaviani segnerà una frammentazione enorme e questo è indicativo della mancanza di dibattito all’interno della coalizione.

Nel centrosinistra, invece, non ci i pone il problema delle prossime elezioni, perché prima o poi ci saranno. Così come nel Movimento Cinque Stelle.

Per sintetizzare: Cassino va a tremila, Frosinone a tre.

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