Il peggiore incubo della Lega nel giorno della candidata

Il centrodestra ritrova l'unità. Ma la Lega perde se stessa. Si candida con chi aveva giurato non l'avrebbe mai fatto. Applaude D'Alessandro 7 settimane dopo averlo buttato giù. Per il cambiamento. Invece sono di nuovo tutti lì. I tormenti della campagna elettorale.

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il peggiore incubo per la Lega si materializza all’inizio della conferenza stampa. Quella convocata in fretta e furia lunedì sera per presentare l’unità ritrovata ed il candidato sindaco del centrodestra. Il terzo in ordine cronologico: il primo era stato Claudio Lena poi scaricato dopo ventiquattrore (leggi qui), il secondo era stato Carlo Maria D’Alessandro che venerdì ha tenuto la conferenza di presentazione (leggi qui). È riuscito a trovare un corridoio di fuga ed evitare di tornare sui palchi. Così ora tocca alla commercialista Paola Carnevale. (leggi qui).

Ad evocare l’incubo è stato l’ex coordinatore provinciale di Forza Italia Pasquale Ciacciarelli: in apertura di conferenza, dopo il saluto di circostanza fatto dall’onorevole leghista Francesca Gerardi. Ciacciarelli dice: «Invito tutti a fare un caloroso applauso a Carlo Maria D’Alessandro che per l’unità del centrodestra ha rinunciato alla sua candidatura e fatto un passo di lato».

A quel punto la pattuglia riunita di corsa nella sala del Pavone applaude. Applaudono tutti. Pure il capogruppo comunale uscente Robertino Marsella: quello che solo 7 settimane fa aveva firmato per mandare a casa proprio lo stesso D’Alessandro, rinunciando ad un posto da vicesindaco per la Lega pur di non governare Cassino insieme a lui.

Applaude Francesca Gerardi, colei che appena investita del compito di coordinare le trattative con cui individuare il sindaci aveva esordito dicendo «Mai con Forza Italia, mai con Mario Abbruzzese». Ora stanno seduti accanto.

Applaude convinta, con il sorriso soddisfatto.

È proprio questo l’incubo. Il peggiore. L’unico che non potrà essere governato nel corso della campagna elettorale. L’incubo è un punto interrogativo. Una serie di punti interrogativi. Infatti a questo punto nessuno potrà spiegare perché i consiglieri della Lega 7 settimane fa hanno fatto cadere l’amministrazione di centrodestra se oggi sono insieme a quelli che avevano sfiduciato? Che hanno firmato a fare se ora gli battono le mani? Quale piano politico li ha fatti rinunciare alla soluzione della crisi, già raggiunta il 17 febbraio dal segretario provinciale Carmelo Palombo con il coordinatore cittadino Ernesto Di Muccio ed il dirigente Lello Valente? Gli davano un vice sindaco, la gestione del progetto per mettere in sicurezza la città attraverso le telecamere, due presidenti di commissione. Invece no.

Il 18 febbraio hanno firmato le dimissioni e determinato la caduta di Carlo Maria D’Alessandro. Invocavano il cambiamento. In modo radicale. Un metodo diverso. È andata a finire che Carmelo Palombo oggi in sala non c’è e nemmeno Ernesto Di Mucco. Invece c’è Abbruzzese al tavolo della presidenza e battono le mani a D’Alessandro .

Bruciati e candidati

Il vero problema della campagna elettorale di Paola Carnevale è proprio questo. È un insieme di contraddizioni al limite della schizofrenia politica. Impossibile da spiegare. Pure per una persona per bene come la dottoressa Carnevale.

Come dimostra il lungo elenco di candidati bruciati durante queste settimane. Sono tutti in campo. Ma negli schieramenti avversari. Come ha fatto Peppe Sebstianelli (leggi qui Scherzi a parte: la Lega brucia anche il candidato dell’Ugl) che in mattinata ha firmato con il candidato del centrosinistra Enzo Salera. Al quale in giornata si è unita anche Italia in Comune, la formazione del sindaco di Parma Federico Pizzarotti.

Come conferma la scelta dell’ex vice presidente della Provincia Massimiliano Mignanelli (leggi qui Ore 18, firmata l’ intesa tra Petrarcone e Mignanelli. La Lega è rimasta sola). Bruciato due volte dalla Lega, ha stretto un patto d’acciaio con Giuseppe Golini Petrarcone. A loro sta per aggiungersi il blocco dei dissidenti che con la loro firma hanno buttato giù l’amministrazione di centrodestra. L’ex capogruppo di Forza Italia Rossella Chiusaroli e l’ex presidente di Commissione Gianluca Tartaglia hanno preparato la lista a sostegno. Non è certo cosa farà l’ex presidente del Consiglio Comunale Dino Secondino, che sembra intenzionato ad avere un periodo sabbatico.

Il dramma delle liste

L’altro incubo sono le liste da riempire. In serata si sono riuniti diversi esponenti del circolo di Cassino della Lega. Più di uno ha detto che non intende partecipare perché gli elettori gli riderebbero in faccia quando andrà a spiegargli che ha fatto cadere “la giunta di Mario Abbruzzese” per candidarsi con Mario Abbruzzese. Voci incontrollate dicono che se ne vanno e stanno preparando una lista. Da schierare a sostegno di un altro candidato sindaco: forse Petrarcone.

A proposito di liste. Quella della Lega non c’è più. Nel senso che è sparita quella sulla quale fino ad oggi aveva lavorato Di Mucccio. C’è al suo posto la lista che nel commercialista Peppino Tedesco aveva preparato per Claudio Lena: tenuta in piedi con innesti di Forza Italia. Come Francesca Calvani in tandem con Alessio Ranaldi. Non è un passaggio di poco conto: lei proviene dalle lista di Forza Italia e Ranaldi da quella di Benedetto Leone. In pratica Abbruzzese inizia a colonizzare il Carroccio senza metterci piede. Altro che Nicola Ottaviani.

Forza Italia dovrà lavorare molto sulla lista. La certezza al momento è Gianrico Langiano. Ma rispetto a tre anni fa mancano quelli che hanno portato più preferenze: non c’è la Chiusaroli, né Secondino, tantomeno il delegato al cimitero Gianluca Tartaglia. Non c’è l’assessore Dana Tauwikelova e nemmeno l’assessore Franco Evangelista (dicono che saranno in campo ma in un altro schieramento). Anche Mario Arcaro andrà con i dissidenti.

Il nervosismo evidente

La situazione è tesa. L’aria è elettrica. Alla prima conferenza stampa Paola Carnevale è visibilmente emozionata. Non ha un solo obiettivo sul quale caratterizzare il progetto e così ricorre agli stantii “Metteremo la città al centro, risponderemo alle esigenze dei cittadini“. È spiazzata quando le chiedono “Da quando è leghista?” Prova ad abbozzare ‘Da sempre’ e finisce subito all’angolo “E allora perché la tirano fuori solo adesso?“. Le sarebbe bastato dire che è un tecnico prestato alla politica così come buona parte dei leghisti.

Quando chiedono “Perché non c’è il coordinatore provinciale? E quello Comunale?” risponde Francesca Gerardi: “Palombo è andato all’aeroporto a prendere il nipotino“. Ribattono: ammazza e quanto viaggia sto ragazzino, ad ogni conferenza Palombo manca perché deve andare a prendere il nipote all’aeroporto.

Mario Abbruzzese cerca di buttarla in caciara e la butta in rissa per distrarre l’attenzione. Accusa chi fa le domande di rendersi protagonista di buffonate e pagliacciate in conferenza stampa. Non ci casca il direttore de L’Inchiesta Stefano Di Scanno: «La domanda di Giorgio Pistoia invece ha un senso: avete detto ‘mai con Forza Italia’ e invece ci state insieme. Fino a venerdì l’alleanza non era possibile e ora state insieme. Noi vogliamo capire cosa è accaduto».

Mario Abbruzzese risponde che le difficoltà nella coalizione ci sono dappertutto, a livello nazionale. A Cassino – spiega – siamo riusciti a trovare una sintesi.

Qualcuno giura di avere sentito il rumore delle dita sul vetro. Sarà una campagna elettorale tutta in salita.