Proteste e lumini, la chat dei Consiglieri di Cassino si infiamma

La chat, messaggio per messaggio, innescata dal capogruppo Pd Gino Ranaldi. Il confronto sull'isola pedonale. Il silenzio del sindaco. Il pranzo con Prodi. E la lotta per recuperare la tessera Dem

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Il tempo di leggere la rassegna stampa, poi ha dato fuoco alle polveri. L’immancabile sigaro Toscano Garibaldi l’ha dovuto accendere di buon mattino per scaricare lo stress dovuto alla lettura dei giornali che riportavano le cronache delle proteste dei commercianti contrari al nuovo servizio dei parcheggi a pagamento. Gino Ranaldi, capogruppo del Pd in Consiglio comunale a Cassino, con una mano fumava, con l’altra ha iniziato a compulsare in maniera nervosa la tastiera del suo smartphone.

Un lungo messaggio ha svegliato ieri mattina tutti i consiglieri comunali presenti nella chat con gli esponenti della maggioranza. Il WhatsApp del capogruppo si può riassumere in poche parole: l’amministrazione deve proseguire come un treno con l’isola pedonale permanente senza farsi dettare la linea dai commercianti.

Accelerare, senza paura

Il presidente del Consiglio Comunale Barbara Di Rollo con il sindaco Enzo Salera e l’assessore Danilo Grossi

La prima “benedizione” gli è arrivata dal presidente del Consiglio Comunale di Cassino Barbara Di Rollo. Che senza girarci troppo attorno ha spiegato al resto del Gruppo che la linea dettata da Ranaldi non può non essere condivisa. Appaiono icone con gli applausi. Nessuno dissente.

Maggioranza più che granitica sul tema. Anzi c’è chi accelera: come gli assessori Luigi Maccaro e Francesco Carlino. Scrivono la loro opinione ai colleghi: dicono che non bisogna aspettare, bisogna fare subito l’isola pedonale. Senza farsi frenare dalle critiche dei commercianti. La fotografia la scatta bene il pragmatico Emiliano Evangelista: “Se vogliamo restare nella storia dobbiamo accelerare, altrimenti saremo un’amministrazione come tante“. Il non detto è: senza arte né parte.

È a quel punto che i consiglieri più giovani, e senza peli sulla lingua iniziano ad inveire pesantemente contro chi in questi giorni continua ad attaccare l’amministrazione. E viene riportato questo esempio: “Leggo ora sul giornale che Mario Abbruzzese vuole che la città sia aperta al traffico. Questo basta e avanza per capire che bisogna fare il contrario“. Il messaggio sembra rivolto a quei consiglieri che non prendono parte alla discussione. Il sottinteso del WhatsApp è infatti il seguente: “Chi non è d’accordo all’isola pedonale è d’accordo con Abbruzzese. Pensateci bene“.

Ma sulla chat dell’amministrazione fino alla tarda mattinata di ieri non si è registrata nessuna voce contraria. A un certo punto anche la pacatissima Alessandra Umbaldo, la consigliera eletta nelle fila di Demos, riprende quanto scritto da Emiliano Evangelista e spiega che bisogna accelerare.

Ma Enzo non risponde

Enzo Salera con Marco Delle Cese

Intanto Gino Ranaldi accende un altro Garibaldi, ostinandosi a non passare ai Toscani Antica Riserva: meno acidi, più calibrati, appaganti. Sono le 11 e sono trascorse ormai tre ore dal suo messaggio mattutino: questa volta la fumata se la gode di più. Si compiace di essere il trascinatore di tutta la maggioranza. Ma guarda lo smartphone in modo compulsivo. Il sindaco Enzo Salera legge, ma non risponde. Sarà mica contrario? Vorrà mica cedere ai commercianti? Sulla chat sono ormai intervenuti quasi tutti. Almeno quelli che contano.

Enzo Salera legge ma è impegnato in Comune in una riunione con i vertici del Cosilam e della società A&A per risolvere la questione del depuratore che tiene ferma la Reno De Medici di Villa Santa Lucia. Il presidente del consorzio industriale Marco Delle Cese ed il presidente della società di depurazione regionale Ricardo Bianchi vogliono individuare una soluzione permanente: non sono disposti a mettere la classica pezza che risolve il problema oggi per riproporlo tra qualche settimana appena la toppa si sarà scollata.

Viene stilato il cronoprogramma per sbloccare la situazione: “Si aprono degli spiragli, entro mercoledì prossimo dovrebbe essere presentato un progetto per consentire alla procura di valutare la validità tecnica della soluzione proposta” spiega il primo cittadino.

La chat si scalda

Intanto la chat si scalda. Scappa qualche parola di troppo contro i commercianti. “Non scendiamo al loro livello“, “Basta con queste finte associazioni“, “Non pensano al bene della città“. Il sindaco Enzo Salera capisce che è ora di intervenire. E lo fa in maniera diversa dal solito. Per una volta riesce a tenere alla catena il pitbull che è dentro di lui, lavora su se stesso come lo ha quasi supplicato l’altro giorno l’assessore Danilo Grossi. Ora Salera guarda lo smartphone, si compiace nel vedere la compattezza della sua maggioranza, ma smorza i toni. Chi si aspettava un Salera incendiario scopre invece un sindaco pompiere.

Il progetto della funivia a Cassino

È la stessa strategia che ha iniziato ad adottare nel confronto con l’Abbazia di Montecassino: sul progetto per la funivia non si rassegna. Allo stesso modo non vuole la guerra con i commercianti ma sul suo progetto di isola pedonale non si arrende. Per questo tiene alla catena il pitbull che è in lui e inizia a lavorare di diplomazia.

I commercianti li vuole far cuocere nel loro brodo: “Prima o poi queste sceneggiate finiranno – scrive ai suoi – noi dobbiamo solo a mantenere la calma“. La stessa calma che ha avuto un mese fa quando disse che 2.000 tesserini per i disabili erano un numero certamente sproporzionato. Fu sbeffeggiato sui social. L’opposizione lo invitava a controllare le cose serie, non i presunti furbetti. Disabili, poi. Dopo tre settimane di controlli incrociati tra comando della polizia locale e ufficio anagrafe si è scoperto che c’è nulla di presunto ma molto di vero: oltre 200 pass per parcheggiare negli stalli riservati ai disabili sono intestati a persone defunte. Oltre ducento su circa duemila, e il controllo è appena cominciato.

Quando Salera ha avuto la comunicazione dal neo comandante dei vigili avrebbe potuto rispondere sui social a chi lo aveva bistrattato. Ma ha preferito mantenere un alto profilo. Nessuna rivalsa, nessun ringhio.

A pranzo con Prodi

È quindi andato a Roma con il presidente del Consiglio Comunale Barbara Di Rollo e l’assessore Danilo Grossi: ha presenziato alla conferenza stampa per le celebrazioni dei giorni di San Benedetto con i sindaci di Norcia e Subiaco. Oggi lo attendono altre celebrazioni a Montecassino per il 76° anniversario del bombardamento.

Romano Prodi © AdnKronos

Ma prima inaugurerà l’isola ecologica nella zona industriale. “Mancava da due anni, come i parcheggi: con noi questa città sta ripartendo” ha caricato i suoi. Nel mezzo della giornata odierna un importante pranzo che dovrebbe vedere la presenza dell‘ex presidente della Commissione Europea ed ex presidente Consiglio dei Ministri italiano Romano Prodi.

Piaccia o no, soprattutto all’establishment del Partito Democratico provinciale Enzo Salera è il sindaco Dem della città più importante da Roma in giù. E si comporta come tale. Il sindaco è convinto che a Roma lo abbiano capito mentre a Frosinone un po’ meno, tant’è che la guerra intestina continua. (leggi qui La contromossa del sindaco: vincere il congresso e nulla agli avversari).

Voglia di tessera

Il consigliere comunale Luca Fardelli dopo le pessime anticipazioni che arrivano dal nazareno (leggi qui Pochi dubbi al Nazareno: niente tessera Pd a Fardelli e Falese) continua a rivendicare il suo impegno nel turno di ballottaggio in favore di Salera. E pretende quindi di avere la tessera del Pd.

Luca Fardelli

Nello stesso tempo Sarah Grieco, dopo essere stata scoperta da AlessioPorcu.it a fare un ‘pacchettino’ di tessere Pd (leggi qui La contromossa del sindaco: vincere il congresso e nulla agli avversari) a mezzo stampa su Ciociaria Oggi tuona: “Perché tanto clamore se un dirigente ha fatto esattamente quello che fa da tredici anni a questa parte: invitare simpatizzanti e amici ad iscriversi al proprio Partito? Voglio dire, senza titubanze, che questo non lo considero solo un diritto, ma un dovere di tutti noi“. Una differenza c’è: prima si potevano fare porcherie di ogni genere, comprando intere valigie di tessere; e se il Pd di Cassino finiva sulle cronache nazionali, poco male. Oggi nel Pd di Nicola Zingaretti ognuno si fa la tessera per sé stesso. E valigie, pacchi e anche pacchettini non vengono guardati con favore. (leggi qui Pd, impugnato il tesseramento boom a Cassino: «Non si voti»).

Il Salera di una volta sarebbe stato pronto alle sciabolate, invece va di fioretto: «È vero che bisogna mettere fino alla guerra nello spirito unitario di Nicola Zingaretti, ma chi ha innescato la guerra e l’ha persa non può pretendere che ci sia un colpo di spugna per cancellare tutto».