Cassino come Roma: troppi assembrati. “Così non tiene”

Troppi assembramenti. I casi di Cassino e del centro di Roma. Ma anche del litorale Pontino e di quello romano. L'allarme di D'Amato: "Così il sistema non regge". Anelli invica un lockdown nazionale e totale "Altrimenti sarà una tragedia"

Strade piene. Affollate di persone a meno di un metro. Sabato sera nel centro di Cassino, domenica nelle vie dello struscio a Roma; sulle spiagge del litorale Pontino e di quello romano. Con la mascherina sul viso: ma a quella distanza è come non averla. Soprattutto se tanti toccano lo stesso tavolino e non disinfettano le mani. Ne basta uno con il SarsCov-2 nell’organismo per provocare un’ondata di contagi.

Come è successo nelle settimane scorse a Vercelli. Lì è saltato tutto il sistema di tracciamento per via di un uomo soltanto. Arrivato in aereo da un viaggio ai Caraibi: non si è segnalato alla Asl, non è rimasto in casa i 14 giorni previsti. Andava di fretta, si doveva divertire: così va in piscina, nelle due discoteche che gestisce, partecipa ad un funerale. E quando inizia a salirgli la febbre, a diminuire l’aria nei polmoni, si presenta al Pronto Soccorso nonostante sia stato detto in tutte le lingue di non farlo se si hanno i sintomi di Covid. Lo ha ricostruito nei giorni scorsi Repubblica: dopo 3 giorni di ricovero via a casa perché i posti letto servono. E via ancora in giro anzichè la quarantena: festa del patrono, un altro funerale… Risultato: 126 contagi accertati, due ricoveri, un morto, duemila tamponi solo nelle prime settimane. E ancora oggi ci sono le conseguenze. ne è bastato uno.

Il sindaco di Cassino Enzo Salera sabato sera ha urlato la sua rabbia ed invocato l’uso dell’Esercito. Poche ore fa l’assessore regionale alla Sanità del Lazio Alessio D’Amato ha detto che così il sistema non tiene.

Il sistema non regge

Ambulanze in attesa nell’area Covid

Si rimane basiti – ha detto Alessio D’Amatoad assistere alla folla che ieri ha animato le vie del centro. Così come gli affollamenti sul litorale complice il bel tempo. Non si è capito che siamo in una situazione di guerra alla pandemia e tali comportamenti aiutano solo il virus a colpire di più. Stiamo facendo uno sforzo enorme per la tenuta del sistema ospedaliero, ma se i comportamenti sono questi prevedo che rapidamente andremo incontro a un peggioramento. La rete ospedaliera, già sotto stress, non può tenere all’infinito e l’arma che abbiamo a disposizione più forte è quella del rigore nei comportamenti”.

Se vedete folla, allontanatevi

In serata, dopo avere ricevuto dalle Asl i vari numeri del fine settimana Alessio D’Amato e Nicola Zingaretti hanno lanciato un altro avvertimento: “si fa presto ad andare in zona rossa, dipende solo dai comportamenti individuali”. Hanno ricordato che il Lazio si trova nella zona gialla a livello di pericolo ma i numeri del contagio aumentano

Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato. Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Nicola Zingaretti ha definito assurde le scene di affollamento. Ed ha rivolto un appello: “se vedete strade, spiagge, piazze troppo affollate in cui non viene rispettato il distanziamento o l’uso delle mascherine allontanatevi e portate via i vostri cari perché sono luoghi pericolosi”

I numeri del giorno gli danno ragione. Nelle ultime ventiquattrore sono stati effettuati oltre 22mila tamponi nel Lazio (-1.968), hanno portato a scoprire 2.153 casi positivi (-336), ci sono stati 16 i decessi. Calano sia i casi che il rapporto tra positivi e tamponi a 9%. Nella Asl di Frosinone si registrano 54 nuovi casi , tutti isolati a domicilio, infettati per essere stati a contatto con un caso già noto o con link familiare. Ci sono stati 5 decessi.

Allo Spallanzani ci sono 259 ricoverati con il Covid. Di loro, 41 sono in Terapia Intensiva. Il sistema regge, per ora. Ma a questi ritmi, i posti letto sono sempre meno e non dureranno all’infinito.

Sono altri però i numeri ad allarmare. Ed a far invocare il ritorno al Lockdown generale.

Serve un nuovo lockdown

Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Tutto si potrà dire meno che non aveva avvertito. Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici, è letteralmente saltato dalla sedia quando ha letto i dati definiti “allarmanti” dell’ultimo bollettino che fotografa la situazione del Coronavirus in Italia, quello emanato dal Ministero della Salute. I numeri sono chiari: 32.616 contagi registrati nelle ultime 24 ore, per un totale dall’inizio dell’emergenza sanitaria di 935.104 casi. 

Il presidente ha deciso di dire la sua con un post pubblicato sulla pagina Facebook ufficiale della FNOMCeO: “Lockdown totale, in tutto il Paese”. Dall’alto della sua esperienza non può esistere un altro modo, altrimenti per l’Italia sarà un ulteriore dramma. (Leggi qui Da eroi a capri espiatori. Scaricabarile sui medici).

A preoccupare sono soprattutto i numeri che riguardano degenze e malati in terapia intensiva: sono 26.440 i ricoverati con sintomi, 2.749 le persone in terapia intensiva, in aumento di ben 115 unità. Una situazione che per gli operatori sanitari sta diventando insostenibile. Il blocco  nelle aree rosse stabilite con l’ultimo Dpcm firmato nei giorni scorsi non può bastare. Occorre quello totale. E Anelli lo scrive: “La situazione fra un mese sarà drammatica e quindi bisogna ricorrere subito ad una chiusura totale. O blocchiamo il virus o sarà lui a bloccarci perché i segnali ci dicono che il sistema non tiene ed anche le regioni ora gialle presto si troveranno nelle stesse condizioni delle aree più colpite”.

Riaprire ospedali? Servono medici

Foto Carlo Lannutti (Imagoeconomica)

Poi il presidente dei medici, nel corso di un intervento su Radio Rai 2, ha parlato anche della carenza di medici specialisti, mentre 23000 medici laureati sono in attesa di potersi specializzare. E le graduatorie sono bloccate per via dei numerosi ricorsi. Anelli ha chiesto, ancora una volta, di ammetterli tutti. Dicendo: “Sarebbe una boccata d’ossigeno per il sistema”.

Invece, sullo switch di medici specializzati in altre branche verso la cura del Covid è apparso dubbioso e ha affermato: “Se un oculista deve diventare un internista qualcosa non funziona. La formazione non è un optional”.

Non è la prima volta che Anelli lancia l’allarme. Lo aveva già fatto una settimana fa dalle colonne dell’HuffPost,  quando aveva definito la seconda ondata della pandemia “uno tsunami”,  specificando: “I medici sono preoccupati, inutile nasconderlo. Il lockdown generale ci farebbe comodo perché abbasserebbe subito la curva, ma ci rendiamo conto che il Governo deve guardare anche alla tenuta del sistema economico, comprendiamo gli sforzi e i tentativi che sta facendo per tutelare le attività produttive”.

Chiudere subito

Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Ma oggi ha corretto il tiro rilevando: “Il lockdown “soft” della zona arancione dispiegherà i suoi effetti tra 20 giorni, quando rischia di essere ormai troppo tardi. Anche considerando che il trend di crescita rimanga costante e non abbia un andamento esponenziale, all’Immacolata rischiamo di avere 400 morti e la saturazione dei posti letto Covid che la Puglia ha a disposizione”. Solo con riferimento alla Puglia.

Ma il sistema è in tilt dalla Valle d’Aosta alla Sicilia e il Dpcm con i vari semafori non sembra funzionare. Filippo Anelli ha affermato: “Con la media attuale, in un mese arriveremmo ad ulteriori 10.000 decessi”. 

Walter Ricciardi, consulente scientifico del ministro della Salute, ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa, è stato altrettanto chiaro: “In certe aree metropolitane il lockdown va fatto subito. Io avrei fatto Napoli zona rossa due settimane fa. La situazione è drammatica, a volte tragica, in continuo peggioramento. Questa si profila come una tragedia nazionale, sono necessari interventi rapidi. Era tutto prevedibile. Con il ministro Speranza già il 6 aprile avevamo preparato un piano che però doveva essere recepito dalle Regioni. Alcune lo hanno fatto, altre no”. 

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