Bye bye ore piccole, adesso il Bilancio passa facile

Cassino Consiglio

Esercizio finanziario 'alla camomilla', con 17 si e nessun emendamento. Cassino vive la stagione delle baruffe. Con Salera e Petrarcone che tornano a beccarsi. Ovviamente sulla batosta elettorale del 2019.

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Diciassette voti favorevoli, zero emendamenti e meno di due ore di discussione. Il Consiglio comunale di Cassino approva il bilancio di previsione 2020. Un’assise che ha messo a nudo tutte le lacune dell’opposizione: tante chiacchiere, molta voglia di protagonismo, ma pochi fatti.

Non era mai accaduto, almeno nella storia recente di Cassino, di votare un Bilancio di Previsione senza che arrivasse almeno un emendamento dalle opposizioni.

Fontana dà il via e fa il pignolo

L’intervento di Salvatore Fontana

Ogni anno il Bilancio è sempre stato approvato nella notte, dopo una seduta-fiume (che in genere prendeva il via alle 18, mentre oggi l’assise è iniziata alle 15). E dopo una pioggia di emendamenti.

Oggi, invece, il nulla.

Il consigliere Salvatore Fontana ha lamentato il comportamento del presidente del Consiglio. Dicendo che le diverse informazioni fornite dal presidente Di Rollo, dal segretario comunale Sanzone e dalla dirigente del settore Tallini non hanno dato modo all’opposizione. Di far cosa? Di poter presentare gli emendamenti.

Alessandra Umbaldo, consigliere comunale eletta nelle file di Demos, si prende l’onere di mettere a nudo le opposizioni. Con pacatezza e determinazione chiosa: «Ci siamo allontanati dagli argomenti che erano all’ordine del giorno. Le obiezioni che voi fate sul fatto che negli ultimi giorni non avete potuto presentare gli emendamenti non sono riscontrabili». Domanda e si domanda. «Scusate, ma da 20 giorni avevate il dischetto con il Bilancio e potevate chiedere quello che volevate, perchè non lo avete fatto.

Opposizioni zittite. Si va al voto.

Salera getta l’esca e aspetta…

Alessandra Umbaldo

Mai un Consiglio comunale sul bilancio era terminato in meno di 120′.

«Ricordo che quando ero assessore al Bilancio dovevo prendere 15 fogli di appunti per replicare alle critiche dell’opposizione. Oggi nulla di tutto questo è avvenuto. Eppure – ironizza Salera rivolgendosi alle opposizioni – se venite negli uffici non vengono i body guard. Potete chiedere tutta la documentazione che avete diritto a visionare. Ma anche oggi si è preferito parlare di altro ed ho recepito solamente attacchi velenosi».

Il riferimento di Salera è indirizzato principalmente a Salvatore Fontana e a Giuseppe Golini Petrarcone.

Petrarcone abbocca: solo promesse

L’ex sindaco prendendo spunto dalla data del 10 giugno, giorno della vittoria elettorale di Salera, ha tracciato un bilancio tutt’altro che positivo dei primi 12 mesi di governo.

«La manutenzione quando se ne occupava Franco Evangelista durante l’amministrazione D’Alessandro andava molto meglio di ora perché non faceva figli e figliastri».

E ancora: «L’area archeologica è abbandonata. Un cittadino che manca a Cassino da un anno e torna oggi si può accorgere solo della deforestazione e del rattoppo di asfalto in piazza Diamare che fa male agli occhi e e all’asfalto. Il resto sono solo promesse. La cittadella dello sport, il mercato coperto al campo Miranda, la funivia, piazza Labriola, la vecchia Cassino, il Put. Fino ad oggi non c’è nulla di tutto ciò».

Salera alza la canna

Consiglieri e pubblico in Sala Restagno

La replica di Salera è al curaro «Al netto della pausa estiva intervenuta poco dopo la vittoria e del lockdown dovuto all’emergenza Covid la macchina amministrativa ha lavorato a pieno regime solo per sette mesi. Non per un anno. Ma non è questo il punto. La verità, consigliere Petrarcone, è che lei non è ancora riuscito a smaltire la sconfitta».

«Non può dire che vuole collaborare e poi ci denuncia per un ritardo di dieci minuti e presenta continui esposti al prefetto. Ma forse – chiosa Salerala colpa è delle cattive compagnie. Ci avete rimproverato per le telecamere in piazza Labriola e per gli incarichi. Bene: se si ritiene che possano esserci degli illeciti rivolgetevi alla procura della Repubblica. Queste cose non vanno dette in qualche trasmissione e basta».

Max Mignanelli e il Padreterno…

L’intervento di Massimiliano Mignanelli

Con eleganza e astuzia si toglie qualche sassolino delle scarpe anche il presidente del Consiglio Barbara Di Rollo.

«Chiedo scusa al consigliere Fontana se l’ho indotto in errore. Tuttavia mi sono fidata di chi ha fatto il presidente del Consiglio comunale per dieci anni».

Massimiliano Mignanelli, che ha presieduto l’assise tra il 2001 e il 2010 con Scittarelli sindaco, ed oggi siede all’opposizione, perde la testa e l’aplomb istituzionale: «Barbara, non è che “putemm’esse tutti padreterni!».

Fine delle schermaglie, si va alla conta: e Luca Fardelli torna ad azzannare.

Il voto muto di Fardelli, un segnale

Luca Fardelli

Sembra essere tornato a suo agio in veste di consigliere di opposizione. Vota no senza spiegare il perché del suo voto contrario. Ovvero: non contesta il fatto che ci siano pochi soldi su un capitolo di spesa piuttosto che su un altro.

Vota no senza fare un intervento, senza dichiarazione di voto. Solo per lasciare un chiaro, legittimo e trasparente segnale politico che ora la maggioranza, se vorrà, potrà cogliere. Altrimenti Luca Fardelli tornerà tra le braccia di Petrarcone.

Un altro chiaro segnale arriva anche dall’altro consigliere della cosiddetta “opposizione amica“, ovvero Renato De Sanctis che un anno fa aveva sostenuto Salera al ballottaggio.

Il suo e un vero e proprio ultimatum a Salera. «Sindaco, o prendiamo un impegno serio per portare avanti la battaglia per le fasce più deboli della città, oppure questo accordo lo strappiamo. Se c’è l’indirizzo politico lo portiamo avanti altrimenti lasciamo perdere. L’ufficio acqua bene comune, tanto per dire, a distanza di un anno ancora non c’è. A me non servono i contentini, servono i fatti. Io oggi voto si al Bilancio, ma valuterò quello che si farà nei prossimi tre o quattro mesi».

Concorsi ed assunzioni, via libera

Il municipio di Cassino

Il Bilancio viene insomma approvato con 17 voti favorevoli (16 della maggioranza più De Sanctis) e 7 contrari. Unico assente Mario Abbruzzese.

Adesso, con l’ok al Bilancio previsionale si potrà procedere con i concorsi per le assunzioni.

Il piano di fabbisogno del personale varato dalla giunta prevede 16 nuovi ingressi e 7 avanzamenti di carriera. Per quanto riguarda le imposte, poche novità. Nessun rincaro per la tassa sui rifiuti che però, a causa dell’emergenza sanitaria, slitta di tre mesi.

Nei prossimi giorni nella cassetta della posta dei cittadini di Cassino arriveranno i modelli F-24 per i pagamenti in quattro rate. La prima il 31 agosto, la seconda il 31 ottobre, la terza il 31 dicembre. Per finire quarta il 31 marzo 2021.

L’addizionale Irpef è confermata allo 0,8%, l’Imu tariffa base allo 0,60% e allo 0,60% per gli immobili di prima abitazione non esenti.

Tasse invariate, ma…

L’imposta sulla pubblicità è confermata nella stessa misura dell’anno precedente. Inoltre agevolazioni sono previste per la Tosap, ovvero la tassa di occupazione del suolo pubblico. E’ prevista l’esenzione totale fino al 31 ottobre per le attività di pubblico esercizio.

Sono previste entrate per 31 milioni di euro e uscite per 33. Quasi 7 milioni la spesa per il personale, 8 milioni la spesa generale, 6 milioni per i rifiuti.

A questi si aggiungono oltre 4 milioni per il sociale, di cui un milione per l’asilo nido, 900.000 euro per gli anziani, 800.000 per lo Sprar e quasi un milione e mezzo per il disagio economico.

Mezzo milione di euro circa è la spesa prevista per viabilità ed infrastrutture e quasi un milione di euro alla pubblica istruzione. Ancora troppe poche risorse, invece, per la cultura e il turismo: solo 100.000 euro.

Ma in questo senso si lavora ad importanti progetti per il 2021. Covid permettendo.