Sei ore per ‘volerse bene’. Mario cuce, Enzo si insinua

Via le mozioni su Tav e tributi e gioco di forbice sulle unghie delle opposizioni. Cassino avrà tavolo per la grandi opere e multisala. E l'unità di intenti si stempera nella crisi di identità delle minoranze.

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Dopo essere stati costretti a fare retromarcia nel Consiglio di venerdì sulla mozione nella quale chiedevano di cancellare i tributi per l’anno 2020 in virtù dell’emergenza Covid, i consiglieri di opposizione Fontana, Petrarcone, Mignanelli e Bevilacqua nell’assise di ieri hanno ritirato anche la mozione due. Quella con la quale chiedevano di istituire un tavolo tecnico per la Tav. Cioè per avere la stazione nel Cassinate e non a Ferentino. Il sindaco Enzo Salera è riuscito ancora una volta ad incunearsi nelle divisioni delle minoranze e a farle implodere. Come già accaduto venerdì scorso.

Il tavolo ‘si mangia’ il caso Tav

Un momento del Consiglio comunale in Sala Restagno

Ma il vero vincitore sul piano politico è stato Mario Abbruzzese. Aveva fatto da mediatore già nel Consiglio di venerdì scorso quando aveva detto: “Questa mozione non va né bocciata né approvata” (si riferiva alla cancellazione dei tributi). Ieri, approfittando di un ordine del giorno che lui aveva presentato per progettare le grandi opere nel Lazio Meridionale è riuscito a convincere l’opposizione di “Italia Viva” e Lega a ritirare la mozione sulla Tav e il sindaco Salera ad accettare di costituire a Cassino un tavolo comunale che progetti le grandi opere (e quindi anche l’Alta Velocità). Questa mini consulta sarà composta da cinque consiglieri comunali: tre di maggioranza e due di opposizione.

Ma si è giunti a questa soluzione dopo un Consiglio lungo oltre sei ore che era iniziato con Franco Evangelista che ha puntato il dito contro la delibera anti-haters e ha chiesto di far parte dell’osservatorio che verrà costituito. L’assessore Maria Concetta Tamburrini ha spiegato che l’organismo sarà prettamente tecnico, composto da esperti della materia. Quindi dopo una serie di interrogazioni sempre di Evangelista – nessuna delle quali presentate insieme alla sua compagna di partito Michelina Bevilacqua, che è ormai la terza gamba di Italia Viva – ecco che Salvatore Fontana è andato al microfono.

A far cosa? Ad illustrare la mozione sulla Tav.

La mascherina non copre le parole

Salvatore Fontana durante il suo intervento

Rivolgendosi al sindaco Enzo Salera ha detto: “Siamo felicissimi che abbia cambiato idea, perché in un primo momento si era detto molto contento della fermata Tav a Cassino e addirittura esultava. Ma un impegno deve essere chiaro: non possiamo accettare la Tav a Ferentino. Deve dire con chiarezza che quell’impegno era sbagliato. Noi come consiglieri faremo tutto il possibile per aiutarla: anche attaccare i manifesti”.

“Non serve”, sussurra Salera. La mascherina non riesce a coprire il commento, e Fontana invita il sindaco a maggiore umiltà.

Peppino cita se stesso come esempio

Giuseppe Golini Petrarcone

Intanto alla postazione del microfono va l’ex sindaco Peppino Petrarcone. Oggi nelle file dell’opposizione, dice: “Non so se la scelta della Tav a Ferentino sia stata una ‘marchetta’. La cosa grave è che questa scelta è stata avallata da Zingaretti e, come la discarica a Rocasecca, ci è caduta fra capo e collo. Siamo ancora nelle condizioni di sovvertire tale decisione ma bisogna unire tutta la diplomazia come abbiamo fatto nel 2012, quando io ero sindaco, per salvare il Tribunale.

Poi l’ex sindaco tira in ballo Alessioporcu.it. “Voglio ribadire in questa sede che non sono un personaggio in cerca d’autore, quello che ha scritto qualche giornalista vicino alla maggioranza non corrisponde al vero. Spifferare il contenuto di conversazioni private al giornalista amico la ritengo una cosa di basso profilo”. (leggi qui Peppino ed Enzo, ritorno di fiamma con Ranaldi ‘sensale’ e leggi qui I protagonisti del giorno. Top e Flop del 19 maggio 2020)

Tre, due, uno… Mario alla lavagna

Mario Abbruzzese capisce che è il suo turno. Va al microfono per dare regole di grammatica istituzionale. Riprende il battibecco che il primo cittadino aveva avuto con Fontana che si era detto disposto anche ad attaccare i manifesti.

“Sindaco, lei vuole copiare De Luca (il governatore della Campania), ma non le riesce l’ironia. Lei non ha rispetto del Consiglio comunale, non ha aplomb istituzionale. Ce ne dobbiamo fare tutti una ragione. È il suo tallone d’Achille. Quindi il consiglio al sindaco: “A volte ci vuole anche una finzione di rapporto”. E

sempre Abbruzzese a proposito della Tav spiega: “Noi ci batteremo anche in Parlamento con i nostri rappresentanti per presentare apposite interrogazioni al ministro. Invito i colleghi di Italia Viva a fare la stessa cosa perché tanto la maggioranza non si attiverà in tal senso”.

Intervallo: parla De Sanctis

Dopo aver impartito la lezione di bon ton e aver istruito i colleghi di Italia Viva su quale strada intraprendere va al bar a prendere il caffè.

Ma il sindaco è a lui che vuole rispondere. Non parla finché non rientra. E tocca a Renato De Sanctis ingannare l’attesa, perché il messaggio implicito che manda il sindaco è il seguente: Abbruzzese merita una risposta, gli altri no. Infatti quando Abbruzzese fa rientro è a lui che il sindaco si rivolge. Ignorando tutta l’altra opposizione. E dice: “Le strade da percorrere per la stazione Tav nel nostro territorio sono due. O a Cassino attraverso l’interconnessione, o una stazione con fermata in linea, magari a Roccasecca o a Pignataro.

“Mario – dice Salera dialogando con Abbruzzese e ignorando il resto dell’opposizione – io sono aperto a tutto. Ciò che è insopportabile è la mistificazione della realtà. Non mi riferisco a te che ti sei attenuto ai fatti. Ma le cose non vere vanno respinte. Non c’è uno studio tecnico, documenti ufficiali dove si parla della stazione Tav a Ferentino. Noi vogliamo inserire nel tavolo tecnico la consulta dei sindaci, tu quando eri presidente del Cosilam ti eri dimenticato di coinvolgerla.

Peppì, tu neghi il nostro feeling? E io ti ridico bravo

Enzo Salera

Poi due messaggi chiari. Il primo. “Non è vero che non attiveremo i nostri canali in parlamento. Il secondo, più importante, quando per la prima volta durante il suo intervento parla rivolgendosi verso il gruppo di Italia Viva. “Peppino, ho apprezzato molto anche oggi il tuo atteggiamento pacato”. Pare ormai evidente, con buona pace di Petrarcone che lo nega, che i rapporti tra i due sono molto più distesi.

A quel punto il gruppo di opposizione diventa una maionese impazzita. Fontana vuole andare al voto. Abbruzzese si precipita al microfono senza neanche chiedere la parola. “No, non possiamo uscire spaccati. Non possiamo dire che vogliamo la Tav a Cassino e poi il Comune esce con una divisione interna. Il messaggio che noi mandiamo fuori è importante”.

Alle 13.33 il Consiglio è dunque sospeso. Si riuniscono i capigruppo. Si ritorna in Aula alle 14.16 con questa soluzione: i petrarconiani ritirano la loro mozione, Abbruzzese il suo ordine del giorno sulle infrastrutture. Le due opposizioni, in accordo con i capigruppo di maggioranza – dopo un lavoro sotterraneo che Abbruzzese ha portato avanti con Gino Ranaldi – danno vita alla consulta delle grandi opere di Cassino. Consulta che contempla, ovviamente, anche l’Alta Velocità. Vi faranno parte tre consiglieri di maggioranza e due di opposizione.

De Amicis scansate… pure i presepi

Abbruzzese e Ranaldi

Abbruzzese non fa nulla per non prendersi i meriti. Da gran cerimoniere va nuovamente al microfono senza chiedere la parola tanto da subire la reprimenda del presidente del Consiglio Barbara Di Rollo.

Poi dice: “Mi complimento con tutti. È stata scritta una bella pagina. Ringrazio Italia Viva per aver collaborato a scrivere il nuovo provvedimento”. E Petrarcone: “Tutti vogliamo il bene di questo territorio. Per questo abbiamo dato disponibilità a ritirare la mozione per far nascere la consulta grandi opere”.

Su tutti chiosa Gino Ranaldi. “Era la decisione più ovvia quella del ritiro della mozione perché quello che veniva chiesto era superato dai fatti.

Petrarcone, sempre più dialogante con Salera, illustra poco dopo la mozione che impegna il sindaco a potenziare il reparto di Pneumologia e a non trasferirlo a Frosinone: il sindaco rassicura. Anche questa mozione viene ritirata.

A strappare un sorriso all’Aula dove la tensione è sempre più palpabile ci pensa ancora una volta Franco Evangelista. Tra i 12 punti all’ordine del giorno c’è anche la sua mozione che impegna il sindaco a incoraggiare l’allestimento dei presepi nelle scuole. Ma Natale è passato già da parecchio. Quindi Evangelista spiega: “Presenterò la mozione prossimamente visto che nel frattempo sono stati regolarizzati anche 600.000 migranti”. Il paragone sfugge ai più.

Tax free, finalmente si puo’ dire

Il consiglio comunale di ieri

Ma è già tempo di una nuova battaglia. Quella sulle tasse. Ovvero la mozione che l’opposizione aveva ritirata nello scorso Consiglio. Quando si è resa conto che era praticamente impossibile cancellare le tasse con un colpo di spugna. Ora chiede al sindaco di sospendere le tasse per il 2020 ai commercianti e a tutte le persone che hanno avuto danni economici derivanti dall’emergenza Covid. Questo se ci saranno risorse ad hoc da parte del Governo. Una mozione impossibile non votare all’unanimità, è un po’ come dire di voler bene alla mamma.

Tant’è che il sindaco spiega: “Questo ordine del giorno dice una cosa lapalissiana. È una cosa di una ovvietà unica. Noi siamo andati già oltre, stiamo cercando di intervenire sulle strutture alberghiere con i nostri rappresentanti in Parlamento. Questo quando ci sarà la conversione in legge del decreto. In ogni caso se il Governo stanzierà dei fondi lo farà per tutti i comuni, non ci sarà una norma valida solo per Cassino.

Poi precisa. “Le imposte comunali gravano per appena il 5% sulle imprese”. Ma all’opposizione tanto basta per esultare e parlare di Cassino come città tax free. Sono ormai passate le 16.30. Sei ore esatte dall’inizio del Consiglio.

Fardelli, il cinema e un ruolo nel cast

Un momento del Consiglio comunale di ieri

Ma c’è la terza battaglia che incombe: quella sul multisala. Preceduta solo da qualche schermaglia. Luca Fardelli manda un altro segnale alla maggioranza votando contro la convenzione con il comune di Pignataro per il servizio in forma associata della segretaria comunale.

Il sindaco illustra alcuni provvedimenti inerenti il bilancio che verranno poi discussi nell’assise del 10 giugno. Poi sale in cattedra il vice sindaco con delega ai lavori pubblici Francesco Carlino. Illustra il piano di alienazione del beni comunali e la possibilità di costruire il cinema multisala dove oggi si trova lo scheletro della piscina comunale, alle spalle dello stadio “Salveti“.

Lo scontro è ancora una volta con Fontana. Carlino evidenzia il suo conflitto di interessi visto che in qualità di imprenditore ha presentato un progetto per realizzare analoga struttura a Piedimonte San Germano. “Se c’è un conflitto di interessi vi invito a fare una denuncia formale altrimenti dite solo sciocchezze. Così tuona l’esponente di Italia Viva. (leggi qui E dopo il coronavirus litigheremo per il multisala)

Tocca a Gino Ranaldi ribattere: “Ora basta, non potete sempre insultare senza motivo”. Fontana e Petrarcone, che avevano comunque apprezzato il progetto, colgono l’occasione per lasciare l’Aula e non votare. La proposta viene comunque approvata all’unanimità dei presenti. Compresi i due leghisti e, questa volta, anche Luca Fardelli.

Carlino esulta: “Oggi è una giornata importante per la nostra città e per tutto il territorio: si avvia l’iter per l’alienazione dell’immobile “scheletro di piscina comunale” in via Appia. E dunque con il cambio di destinazione d’uso a cinema-multisala. In un colpo solo, e nel minor tempo possibile, centreremo tre obiettivi: riqualificare quell’area e porre fine ad uno scempio che persiste da decenni, simbolo di cattiva gestione di denaro pubblico. Infine dotare il nostro territorio di un cinema multisala!“.

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