Dal tavolo delle Grandi Opere ai banchi del mercato: tanta fuffa a caccia di un like

Frosinone sviluppa il suo piano di marketing territoriale per affittare case e terreni, riempire Conservatorio e Accademia di Belle Arti. A cassino in una settimana si passa dal Tavolo delle Grandi Opere ai banchi del mercato. Senza concludere nulla. Tutto per un like in più

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Il tavolo per le grandi opere? La consulta per avere la stazione Tav a Cassino? Le progettualità e le mega infrastrutture? Fuffa. Titoli di giornale e nulla più. È una narrazione che serve a raccogliere like sui social a quei consiglieri travestiti da influencer che avvertono l’esigenza di postare i loro pareri a ogni piè sospinto, anche se la maggior parte delle volte nessuno li ha richiesti.

Con questi dirigenti non vinceremo mai!” tuonava Nanni Moretti dal palco di piazza Navona nel 2002. L’urlo del regista risuona forte, oggi più che mai, anche nella città martire. Solo martedì scorso, una settimana fa, in Consiglio comunale veniva istituita la commissione grandi opere. Trascorsi sette giorni, non solo non si capisce cosa debba fare di preciso questa Commissione oltre a far prendere i like su Facebook ai proponenti, ma neanche chi sono i cinque consiglieri che ne faranno parte.

Le chiacchiere di Cassino, il marketing di Ottaviani
Il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani presenta il logo del Consorzio per il marketing territoriale

Ancora non si sa perchè in questi sette giorni, la politica di Cassino, è rimasta paralizzata a discutere, nell’ordine: dello spostamento del mercato, della movida del sabato sera, della preghiera del Ramadan e del taglio di due piante (due!). Polemiche sollevate soprattutto dall’opposizione di centrodestra in tandem con i renziani.

Molto sommessamente, negli stessi giorni, il sindaco di centrodestra del Capoluogo Nicola Ottaviani ha dato vita al Consorzio Frosinone Alta Velocità, ragionando su un massiccio marketing territoriale con cui ‘vendere‘ Frosinone ai romani. (leggi qui Cassino chiacchiera e Frosinone fa gli affari). Lasciando i leghisti di Cassino a fare caciara in mezzo agli ambulanti per creare un po’ disturbo all’amministrazione comunale. Perchè il fine ultimo è solo quello: fare ostruzionismo, innervosire, strumentalizzare le proteste di chi è in difficoltà e cerca una cassa di risonanza.

Tutto legittimo da un punto di vista politico. Più che legittimo, anzi. In molti paesini del circondario – quelli sotto i 5.000 abitanti, per intenderci – è la routine litigare per le buche e per piccole azioni di manutenzione. In una città che aspira a diventare il punto di riferimento del Lazio Meridionale, che batte i pugni per avere la stazione della Tav, che parla di grandi opere e ipotetiche infrastrutture, il dibattito, i litigi, gli scontri, dovrebbero avere al centro argomenti ben più importanti che le bancarelle e lo spartitraffico. E invece proprio questi sono diventati gli argomenti da cavalcare, con buona pace del tavolo per le grandi infrastrutture, chiesto solo una settimana fa, ma che ora probabilmente non è più trending topic.

Divisi anche sul mercato
La protesta degli ambulanti sabato scorso

Probabilmente da quando il sindaco Enzo Salera e l’assessore al commercio Chiara Delli Colli hanno comunicato la volontà di far svolgere il mercato del sabato lungo le vie del centro perchè il Dpcm dava indicazioni di svolgere i mercati in luoghi aperti dove non si crei assembramento. Apriti cielo!

Quello che noi della minoranza intendiamo capire è il motivo per cui l’area di piazza Miranda (tra l’altro approvata anche dall’attuale sindaco quando l’assessore al commercio era il professor Costa nella giunta Petrarcone) improvvisamente è divenuta inadeguata. E soprattutto inadeguata in un momento storico dove gli spazi sono cosa essenziale. Perchè accalcare nuovamente banchi e furgoni? La città e gli ambulanti che sono l’anima dell’economia nel fine settimana aspettano una risposta chiara e soprattutto a stretto giro. Basta che questo modo di fare prepotente e anti democratico come se il Comune non fosse un bene comune ma semplicemente casa propria” scrivono in una nota i consiglieri Giuseppe Golini Petrarcone, Salvatore Fontana, Massimiliano Mignanelli, Mario Abbruzzese e Michelina Bevilacqua.

Partiamo dal dato squisitamente politico: ormai le divisioni nella Lega a Cassino sono diventate una non notizia, ed è anche un po’ sparare sulla Croce Rossa visto che il Partito continua a calare nei sondaggi. Al punto che lo stesso Matteo Salvini nei giorni scorsi ha chiesto maggiore radicamento nel Lazio: sono queste divisioni senza senso a disorientare l’elettore. Non è un caso che il coordinatore regionale Francesco Zicchieri sia stato costretto a riprendere il timone della Lega anche in provincia. (leggi qui Promoveatur o amoveatur: cosa c’è dietro al ritorno di Zicchieri a Frosinone).

Tra i temi che sarà costretto ad affrontare c’è proprio il fatto che fino ad oggi i due consiglieri leghisti eletti a Cassino Michelina Bevilacqua e Franco Evangelista non riescano a firmare insieme neanche un comunicato stampa. Sarebbe ora di fare chiarezza e di provvedere in maniera ufficiale a dividersi tra i due Matteo: Salvini per Evangelista e Renzi per la Bevilacqua.

La dittatura della bancarella
Franco Evangelista

Per la cronaca Evangelista nel suo comunicato sul mercato si spinge a parlare di dittatura: “Senza parere tecnico non sembra che le cose siano troppo correte. Il parere tecnico della polizia locale in questo caso può essere superato solo dalla ratifica del Consiglio comunale ma la Giunta non può con un atto di indirizzo sostituirsi al parere tecnico e alla ratifica in Aula. Senza confronto con le parti non si può amministrare democraticamente, si può solo attuare una dittatura“.

L’amministrazione nella vicenda del mercato non ha certo brillato per la perfetta organizzazione e visti i tempi stretti sarebbe stato opportuno posticipare di una settimana il nuovo mercato in modo da limare tutto nel dettaglio, evitando le polemiche. La dittatura però è ben altra cosa, che sarebbe opportuno non banalizzare. Mai. Ci fosse la dittatura, Evangelista non potrebbe scrivere che c’è la dittatura. Ma ormai il linguaggio dei consiglieri è paragonabile a quello di una quinta elementare all’ora di ricreazione e quindi tutto sembra giustificato.

Dal tavolo delle grandi opere ai banchi del mercato
Mario Abbruzzese ai tempi della presidenza del Consiglio Regionale del Lazio

A quel punto sentendosi scavalcati dalla “dittatura” paventata da Evangelista, gli altri cinque consiglieri di opposizione si spingono oltre. Arrivano a chiedere addirittura un Consiglio comunale ad hoc sul mercato.

Mario Abbruzzese, il consigliere che si dà sempre l’aria di quello che ne sa una in più rispetto agli altri colleghi per via di quel lessico un po’ forbito e di quelle nozioni acquisite negli anni facendo il politico di professione; quello che parla di grandi opere, caselli autostradali, stazioni Tav; quello che lamenta il livello a suo dire mediocre del Consiglio comunale con la sua firma è stato decisivo per discutere in Consiglio dove posizionare le bancarelle (per richiedere un Consiglio serve almeno un quinto dell’assise: quindi 5 consiglieri su 25).

Dal tavolo delle grandi opere ai banchi del mercato è stato un attimo, insomma. Con questa perla di alta politica si è chiuso il sabato pomeriggio di Cassino.

La Covida
Angela Abbatecola (FdI)

Poi verso sera il trending topic era la “Covida” (il riferimento è alla movida che imperversava da Nord a Sud dell’Italia). E quindi giù con una serie di accuse contro i mancati controlli dei vigili urbani.

Ma il tempo è tiranno. Non c’è stato modo di andare a fondo perchè domenica mattina i musulmani si sono radunati nella villa comunale per la fine del Ramadan. Ad intestarsi la battaglia è stato questa volta il vice segretario di Fratelli d’Italia Gabriele Picano che si dichiara totalmente basito “di come il sindaco di Cassino, Enzo Salera, abbia potuto autorizzare un grande assembramento di persone nella villa comunale di Cassino, con discutibili misure di sicurezza al riguardo“.

La portavoce cittadina Angela Abbatecola si limita ad un like di circostanza, non si unisce al coro di quanti, sui social, plaudono a Picano. Ma almeno a differenza dei leghisti evitano di pubblicare due diversi comunicati.

Grandi opere? Meglio lo spartitraffico
Lo spartitraffico rimosso

E arriviamo a lunedì. Del tavolo grandi opere non parla più nessuno, anche perchè nel frattempo è stato eliminato lo spartitraffico in piazza Diamare per allargare lo spazio dinanzi la chiesa e pedonalizzare il centro. Anche per incentivare la mobilità ciclabile come stanno facendo molti comuni d’Italia nel post-Covid.

Non va bene… sono certo solo di questo” scrive Italia Viva, mentre viene superato nei sondaggi anche da Azione di Carlo Calenda. Sarà forse per questo che il gruppo consiliare dei renziani non è ancora stato costituito e il circolo cittadino fatica a vedere la luce.

Quel che è certo è che il sindaco Enzo Salera non può cullarsi sulle divisioni e sulle debolezze delle minoranze che impregnano di populismo la loro azione di opposizione: resta memorabile la proposta di “cancellazione (non sospensione) dei tributi comunali per i commercianti e l’addizionale IRPEF per i cittadini danneggiati dalla pandemia“. Perchè chiedere che sia tre volte Natale e festa tutto l’anno è sembrato troppo anche a loro.

Il freno di Salera
Il sindaco di Cassino Enzo Salera Foto © Roberto Vettese

Ma dicevamo: il sindaco Salera se vuole lasciare un segno concreto della sua consiliatura che vada oltre i like su Facebook, dopo un anno di governo. Superata l’emergenza Covid, deve togliere il freno a mano e accelerare. Deve passare dalle chiacchiere ai fatti.

Dalla rigenerazione urbana all’isola pedonale passando per la creazione della pista ciclabile e dei bandi per potenziare l’offerta dei luoghi culturali – in primis il teatro Manzoni – sono troppi i progetti annunciati e non ancora realizzati.

Non basta dire “è partito l’iter”, servono gli atti amministrativi concerti. Come avvenuto nel Consiglio di martedì scorso per l’alienazione della piscina comunale e la costruzione del multisala. Cassino non merita di stare sotto i riflettori per i litigi su dove posizionare le bancarelle del mercato, mentre Frosinone prepara il suo marketing territoriale. Cassino merita di più. Molto di più!