«Forse ho esagerato»: un selfie e Carlo Maria ritira le dimissioni da sindaco

Il sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro riunisce per due ore la sua maggioranza ed annuncia il ritiro delle dimissioni. La partita interna di Forza Italia. L'ombra del sospetto da eliminare. Poi a cena ma in due posti diversi.

«Non c’è bisogno di aspettare i venti giorni: la decisione la prendiamo adesso e insieme. Se andare avanti o fermarci lo stabiliamo ora»: Carlo Maria D’Alessandro poco dopo le 18.30 chiude la porta e riunisce la sua maggioranza.

Il confronto va avanti per quasi due ore. Fino a quando, verso le 20.30, l’ingegnere annuncia che la crisi è rientrata, mercoledì mattina ritirerà anche formalmente le dimissioni rassegnate la scorsa settimana al culmine di un’accesa discussione. (leggi qui Lite e dimissioni: «Carlo offendi la mia intelligenza» ecco perché D’Alessandro ha mollato)

E noi, già ieri sera… ve lo avevamo detto (leggi qui Evangelista si dimette: per fare l’assessore appena il sindaco rientra).

 

Si decide adesso

Nella stanza ci sono tutti.

Carlo Maria D’Alessandro attacca dicendo «Non ho nessuna intenzione di aspettare i venti giorni previsti dalla legge. Decidiamo adesso e decidiamo noi. Collegialmente. Aspettare i 20 giorni sarebbe da vili, le persone serie i problemi li risolvono anche in sei giorni: è inutile aspettarne altri 13, le condizioni per ripartire o ci sono adesso o non ci saranno nemmeno tra due settimane».

Il sindaco in realtà ha già deciso. Sa benissimo da lunedì mattina cosa vuole fare. Lo sa dal giorno in cui ha rimesso piede in municipio dopo il week end sabbatico seguito alla litigata ed all’arrivo dell’ambulanza nel palazzo municipale.

Che avesse deciso di ritirare le dimissioni era chiaro: era rientrato in ufficio ma non aveva alcun atto nel quale fosse indispensabile la sua firma, agli ausiliari del traffico che protestavano davanti alla sua porta ha parlato del futuro e non ha detto ‘Vedetevela con chi verrà dopo di me’. Fuori aveva lasciato filtrare che stesse facendo gli scatoloni ma non era vero.

O è un caso psichiatrico o è chiaro che avesse deciso di rientrare.

Infatti, alla sua maggioranza dice: «Secondo me dobbiamo rimanere in sella per dare risposte alla città. Perché abbiamo fatto molto di più di quello che siamo riusciti a comunicare. Siamo stati un’amministrazione responsabile nel votare il dissesto dopo anni in cui si è mentito. È vero: è stata una decisione difficile ma andava presa, qualcuno lo doveva fare e noi abbiamo avuto le palle per farlo. Altri questo non lo hanno avuto».

Ma cosa chiede in cambio per ritirare le dimissioni?

«Voi dovete essere il mio braccio armato, dovete supportarmi in questa azione».

Ma perché, non lo facevano già prima? In pratica gli sta chiedendo nulla.

 

Forse ho esagerato

Carlo Maria D’Alessandro ammette d’avere agito d’istinto.

«Le dimissioni sono state un atto d’impulso.  Sono sei mesi che dal punto di vista politico siamo sotto pressione. Probabilmente può esserci stata una reazione spropositata rispetto a quello che è stato il singolo episodio, la settimana scorsa».

Conferma che non si è dimesso per la litigata con la consigliera Francesca Calvani. (leggi qui La triste parabola già scritta su Carlo Maria D’Alessandro). Ma erano la reazione ai tanti episodi di logoramento avvenuti in queste settimane.

«Ma bisogna agire con la testa e non con la pancia: lo dobbiamo alla città».

 

L’ombra del sospetto

C’è una cosa che in realtà il sindaco chiede alla sua squadra. «Basta il sospetto su ogni decisione che si prende: è stato questo a logorare i nostri rapporti. Se non usciamo da questo clima di sospetti e di veleni non potremo mai ripartire. O ci fidiamo l’uno dell’altro o non saremo mai squadra».

Il riferimento è ai voti mancati durante le elezioni Provinciali. Alle coltellate sferrate per vendetta nel segreto delle urne. Facendo mancare i voti a Tommaso Ciccone, il candidato presidente che era stato indicato da Mario Abbruzzese: il padre politico di questa amministrazione.

 

Il tesoretto per gli altri

C’è anche un motivo economico a convincere Carlo Maria D’Alessandro che si deve andare avanti. «Saremmo fessi ad andarcene ora. Ci siamo assunti la responsabilità di fare le cose più dolorose. ma ci sono tante cose in cantiere che stanno per partire e non è giusto lasciarle a qualcun altro».

A cosa fa riferimento? Ai quattro milioni di euro che stanno per arrivare dallo Stato e destinati a finanziare la messa in sicurezza delle scuole. L’accredito è previsto a febbraio.

Lunedì parte il cantiere per rifare l’arredo rubano in piazza Zamosh. Il 20 novembre vengono pubblicati due concorsi per l’assunzione di personale. A giorni verrà affidata la gestione del teatro Manzoni. Sono ormai pronti i bandi per la gestione dell’Historiale e della Villa Comunale.

«Perché regalare tutto questo ad altri? Lo abbiamo costruito noi».

 

La partita aperta

C’è una partita politica che resta aperta. È quella legata alle dimissioni di Franco Evangelista. Che le avesse rassegnate perché sfiduciato dalla situazione politica era una balla: lo ha fatto per intelligente calcolo politico.

È stato proprio questo l’altro grande indizio che già lunedì faceva capire l’imminente fine della crisi (leggi qui Evangelista si dimette: per fare l’assessore appena il sindaco rientra).

Il consigliere delegato alla Manutenzione si è dimesso per opzionare un posto in giunta. Lasciando il suo posto in aula a Dana Tawinkelova attuale assessore ai Lavori Pubblici, per niente felice di quella retrocessione. Ma è lei la prima dei non eletti in Forza Italia ed a lei tocca entrare in Consiglio.

In tarda mattinata c’era stato il timido tentativo di proporre una soluzione alternativa. Troncato subito dal sindaco con un sonoro “Se è cosi potete andare affanc…» (leggi qui Il vaffa di Carlo Maria alla maggioranza, il vaffa di D’Ambrosio al Pd)

Ora cosa accadrà in Forza Italia lo sa solo Forza Italia: il sindaco ha già detto che non interferirà sulla vita politica dei Gruppi. Rossella Chiusaroli resterà capogruppo? L’assessorato verrà dato a Evangelista?

 

Tutti a cena ma in posti diversi

Le dimissioni verranno ritirate. Tornano i sorrisi. A suggellare la pace ed annunciare al mondo che il sole è tornato a splendere provvede un selfie scattato da Rossella Chiusaroli, capogruppo di Forza Italia.

Poi tutti a cena. Ma non insieme. I ‘ragazzi’ vanno a mangiare la pizza da Sir Jaspers’ . Il sindaco mantiene la promessa fatta quattro settimane fa e va cena con il nuovo primario di Ortopedia, il direttore sanitario dell’ospedale santa Scolastica, il dirigente di Oculistica Luigi Pinchera.

sarebbe piaciuto a William Shakespeare: “Tanto rumore per nulla”.

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