Contagi e temi caldissimi: Cassino fra politica e paura

Il virus si diffonde a Cassino. Pronta la macchina di 'Cassino Risponde' in caso di nuovi blocchi. Il nodo del prossimo Consiglio. L'assedio delle minoranze. La tattica del rinvio nei confronti del Congresso Pd

Massimo Gentile
Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Il virus torna a galoppare: a Cassino sono oltre 150 le persone contagiate dall’inizio della seconda ondata. Il conto parte dal 20 agosto. E’ stato quello il giorno in cui nella città ai piedi dell’abbazia si è verificato il primo caso dopo molti mesi a contagi zero. Ora i numeri fanno paura.

L’assessore alla Coesione Sociale Luigi Maccaro è già pronto ad accendere nuovamente i motori di “Cassino Risponde”, il servizio che ha ottenuto il riconoscimento dall’Anci, Associazione Nazionale dei Comuni Italiani. Riconoscimento come uno dei migliori messi in campo in tutta Italia durante la fase acuta dell’emergenza sanitaria.

Inevitabilmente l’azione amministrativa ora subisce un’altra frenata. Il timore è quello di un nuovo lockdown che congeli tutto. Il sindaco Enzo Salera in queste ore cerca di tenere aperti più fronti per non “congelare” l’iter dei provvedimenti già avviati. (Leggi qui La rivelazione choc: lockdown con più di 2.300 in terapia intensiva).

BARBARA DI ROLLO MENTRE PRESIEDE IL CONSIGLIO

In primis quello dei concorsi: proprio in questi giorni si stanno svolgendo le prove scritte e orali a Cassino. Ieri, a Frosinone, si è svolto invece l’ultimo test preselettivo: quello per vigili urbani. Nonostante la spada di Damocle del ricorso giudiziario degli ex agenti precari che chiedono la stabilizzazione, anche questo concorso va avanti. In totale saranno 23 le nuove unità che andranno a rafforzare l’organico entro la fine dell’anno.
E la settimana prossima tornerà a riunirsi anche il Consiglio comunale. La data viene stabilita questa mattina nel corso della conferenza dei capigruppo convocata dal presidente del Consiglio Barbara Di Rollo.

Consiglio in streaming?

Più che la data, quello che sarà interessante sapere, è cosa deciderà la conferenza in merito alla modalità. Cosa significa? Che potrebbe essere alle porte un provvedimento governativo ancora più restrittivo, che impedirebbe anche lo svolgimento del Consiglio comunale. Per questo il presidente Di Rollo si è già portata avanti con il lavoro. E con apposito decreto – protocollo 0043626 del 20/10/2020 – ha stabilito il regolamento per il Consiglio da svolgere su una delle piattaforme telematiche messe a disposizione dall’Anci in modalità di videoconferenza. (Leggi qui Covid, «Se non cala, reggeremo solo un mese»).

Non è escluso che già per il Consiglio che dovrebbe tenersi la prossima settimana la conferenza dei capigruppo possa decidere di sperimentare la modalità telematica. In ogni caso, quale che sia la sede – la sala Restagno o il web – una cosa appare certa sin da ora. Che cioè sarà un Consiglio comunale incandescente. Non tanto per la sostanza degli argomenti. All’odg qualche regolamento e diverse interrogazioni. Quanto perché l’opposizione affila le armi e andrà all’attacco su tre temi in particolare. Cioè la sanità, con riferimento al temporaneo depotenziamento di Pneumologia del “Santa Scolastica”. Questo per rafforzare il reparto Covid dello Spaziani. Poi la pista ciclabile in centro. E gli sviluppi sulle indagini circa il presunto voto di scambio.

Tre punti chiave, e Fontana…

Salvatore Fontana

Su questo tema in particolare picchia duro Salvatore Fontana, che non risparmia critiche al sindaco neanche per la gestione della Sanità. Anche se ad un certo punto, preso dalla foga, incappa in una scivolata. Accade quando dice: «Ci è capitata la più grande crisi dal dopoguerra. Con la peggiore classe dirigente della storia, a tutti i livelli. Alla quale, purtroppo, si sono aggiunti i peggiori giornalisti della storia dell’umanità!». Dimentica di far parte di un Partito che è al governo del Paese. E che lui stesso è un uomo delle istituzioni. Quindi pure lui fa parte della ‘peggiore classe dirigente della storia’ dal momento che il giudizio è ‘a tutti i livelli. Se sfiora il ridicolo non è colpa della stampa.

A Frosinone, i due Coordinatori provinciali di Italia Viva Germano Caperna e Valentina Calcagni stanno cercando di capire cosa sta accadendo all’interno del loro Partito nella seconda città della provincia di Frosinone. E se la dichiarazione del Consigliere debba essere interpretata come una nuova presa di distanze dell’imprenditore già vicino al centrodestra, poi fulminato sulla via di Rignano; quindi eletto nell’assemblea nazionale del Pd con Emiliano, poi tornato leopoldino nel Partito che oggi sostiene il Governo.

Evangelista e gli assessori ‘guardoni’

Franco Evangelista

Più sul concreto va invece il consigliere della Lega Franco Evangelista. Che invece di scomodare i cronisti, concentra le sue critiche nei confronti dell’amministrazione comunale.

Definisce gli assessori della giunta Salera «spettatori non paganti delle decisioni del sindaco».

La sua critica non è del tutto infondata. In che senso? Con ogni evidenza Enzo Salera è allergico alle liturgie di Partito e agli equilibrismi di comodo. Lo ha dimostrato in campagna elettorale ed è coerente con la sua linea. Che assomiglia in certi tratti a quella del governatore della Campania Vincenzo De Luca. Entrambi sono decisionisti e autonomi. Faticano cioè a restare ingabbiati o obbedienti alle linee del Partito. Gradiscono operatività piuttosto che le chiacchiere.

È vero che Enzo Salera a volte “invade” il campo di alcuni assessorati. La giustificazione è che lo fa per non restare ingabbiato nella macchina della burocrazia. Altrettanto vero è che i dirigenti di alcuni settori a volte fanno fatica a stargli dietro.

Un esempio: quando ha deciso di rinviare l’inizio dell’anno scolastico a Cassino dal 14 al 24 settembre, ha osato. Dopo la conferenza stampa si è creato il gelo con i funzionari. «Enzo, ma come ti è passato per la testa. L’ultimo Dpcm è chiaro: i sindaci non hanno potere per lo spostamento dell’inizio delle elezioni. Rischiamo il richiamo della Prefettura, come ti è venuto in mente di fare una conferenza stampa». Ma Enzo come un caterpillar era già concentrato su altri provvedimenti. E invitava i dirigenti a lavorare: «Tranquilli, non ci darà niente nessuno, ho studiato già tutto».

Morale della favola: quasi tutti i comuni del Lazio, e non solo, hanno rinviato l’inizio delle lezioni a dopo il Referendum, proprio come aveva fatto Cassino.

La melina sul congresso Pd

ENZO SALERA E LUCA FANTINI

Cassino è stato tra i primi. Anche se in effetti i sindaci in quella fase – a differenza di oggi – avevano pochi poteri. Quello è uno dei casi in cui gli assessori sono stati spettatori non paganti, come dice Evangelista.

Anche per questo, forse, Salera continua a fare melina sul congresso del Pd. Perché non ama le riunioni infinite dove alla fine non si decide nulla. Anche per questo continua a lasciar cuocere nel loro brodo i fratelli Fardelli e gli uomini del Pd che non lo hanno sostenuto.

Una strategia che potrebbe anche essere giusta e vincente. Questo se Enzo Salera intende fare il sindaco altri 3 anni e mezzo e poi lasciare le politica. Altrimenti farebbe bene a valutare l’orizzonte in prospettiva. Perché vale sempre la massima di Nicola Zingaretti: «Da soli si va più veloce, ma insieme si va più lontano».

Enzo Salera deve scegliere se andare veloce o andare lontano!