Cassino è una città brutta

Oggi inizia la presentazione dei candidati a sindaco. Fino ad ora nessuno ha parlato di programmi in modo serio. Proporranno funivie e stazioni Tav. In realtà Cassino ha bisogno di altro. E con urgenza

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Andate in piazza Diaz: è quella accanto al palazzone del Tribunale di Cassino. Mettetevi alle spalle la Direzione Generale della Banca Popolare del Cassinate e alla destra il distributore di benzina. Con lo sguardo osservate di fronte a voi i giardinetti con la Madonnina, accarezzate il Corso della Repubblica, ruotate fino a piazza Labriola. Ci sono tre lampioni: il primo ha la forma ovale degli anni Settanta, il secondo è a cubi come usava negli anni Novanta, il terzo è più sottile ed affusolato com’è l’ultima generazione. Il tutto in dieci metri di spazio. Cassino è una città brutta perché è trascurata. E nel giorno in cui iniziano a scendere in campo i candidati a sindaco è il caso di iniziare a fissare alcuni paletti.

Sentiremo in questi giorni le promesse più affascinanti. Dalle funivie per salire a Montecassino come se fosse Courmayeur fino alla ricucitura tra il centro cittadino ed il ghetto del polo universitario. Dal fantastici cartelloni culturali fino ad un interminabile viavai di turisti.

La realtà è un’altra. E cioè che mettere una circolare in grado di collegare gli studenti del Campus con le attività nel centro è stata un’impresa per la quale è stato quasi necessario chiedere una sessione straordinaria dell’Onu. Il teatro cade a pezzi ed un cartellone di eventi bilanciato (fine settimana con eventi di grido, settimana a cisto ridotto per avvicinare le famiglie e consentire una platea alle giovani compagnie) è un’utopia. L’Historiale è gloria passata e solo l’evento di questi giorni con l’Atelier Arte Cultura Bellezza gli ha dato un minimo di linfa.

Cassino è una città brutta perché è trascurata ed i suoi lampioni hanno la metà delle lampadine fulminate che nessuno cambia. I fatteli che illuminavano la madonnina sono stati presi a calci e non si sa perché qualche illuminato ha pure chiuso l’acqua iniziando a far seccare l’erba.

Cassino non ha bisogno di una Transiberiana, non le serve il casinò di Saint Vincent, non ha bisogno di luci e stelline. C’è un’emergenza, non più rinviabile: Cassino è una città che non viene vissuta, nella quale i commercianti sono stati costretti (non è nella loro indole) ad unirsi per creare un minimo di eventi. Non attrae, non si fa ammirare, non è bella.

È trascurata. All’inizio dei programmi che presenterete, per favore, mettete un po’ di sano realismo. Cassino ha bisogno di bellezza, di stile, di gusto: è come una bellissima donna raffinata ma vestita di stracci e senza un filo di trucco.

bastano dei lampioni uguali ed un po’ di erba tagliata.