Cassino, ecco come arriveranno ai nomi dei candidati

A Cassino vincerà chi avrà il coraggio di riaprire il 'laboratorio' politico che per anni è stato caratteristica della provincia di Frosinone. Qui è stato sperimentato l'Ulivo. A Cassino basterebbe rimettere insieme i cocci. Nel centrosinistra e nel centrodestra. Ecco perché non accadrà

La provincia di Frosinone è stata storicamente un laboratorio politico. Qui vennero svolti i test sui quali sperimentare la tenuta elettorale dell’Ulivo di Romano Prodi. Questa volta sarebbe molto più semplice. Perché si tratterebbe di rimettere insieme i cocci di quelle coalizioni che oggi sono del tutto diverse da ciò che erano un paio di anni fa. Cassino con le sue elezioni comunali si presta ad essere il laboratorio politico ideale. Ma non verrà aperto.

Centrosinistra

Il Partito Democratico sembra orientato alle primarie. Il ‘sembra‘ è legato al fatto che la candidatura dell’avvocato Alessandro D’Ambrosio arriva senza una vera convinzione politica. Ma è stata messa in campo solo per evitare che il commercialista Enzo Salera ricevesse l’investitura di candidato unitario del Pd. (leggi qui Due candidati, ipotesi Primarie il 31: Fardelli si consola con Pizza & Babà).

Il coraggio di un laboratorio politico vedrebbe insieme i big cassinati: Giuseppe Golini Petrarcone, Francesco Mosillo, Salvatore Fontana, Marino Fardelli, Sarah Grieco, Barbara Di Rollo. In questo momento nessuna scienza politica potrebbe imporre una simile alchimia, nemmeno il massimo intervento del Segretario Nazionale Nicola Zingaretti.

Il Pd a Cassino non esiste. È un coacervo di interessi, un insieme di bande àscare un po’ eritree ed un po’ yemenite come quelle che intruppammo nel fronte africano: ognuna alla fine non combatteva per il Re d’Italia bensì per i propri interessi territoriali. Lo era la Democrazia Cristiana cassinate e lo sono stati di più i suoi eredi confluiti nel Pd. Mentre il Pci era numericamente insignificante a Cassino: città basata sul potere economico e non su quello operaio.

Le primarie saranno monche. Non parteciperanno i sostenitori di Giuseppe Golini Petrarcone, ai quali l’ex sindaco ha detto che se ne starà a casa e si occuperà della famiglia. (leggi qui Pd, Petrarcone rinuncia. Fardelli: “Potrei candidarmi”). Non è detto che alla fine parteciperanno le truppe di Salvatore Fontana: la sua insofferenza per un dibattito basato sui nomi e non sui progetti è emersa anche durante la tumultuosa riunione dell’altra sera. (leggi qui Due candidati, ipotesi Primarie il 31: Fardelli si consola con Pizza & Babà). Si è defilata Sarah Grieco, che ha già smesso di partecipare alle riunioni dopo il naufragio del ticket che la vedeva in campo come vice di Petrarcone.

L’ago della bilancia sarà il segretario cittadino Marino Fardelli. Una sua candidatura in contrapposizione a quella di Enzo Salera richiamerebbe alle urne i sostenitori di Petrarcone, in una conta all’ultimo voto capace di tenere in bilico il risultato finale. E in caso di vittoria eliminerebbe dal campo Salera con il suo alleato Francesco Mosillo, ottenendo quella legittimazione personale che fino a poche ore fa sembrava impossibile. O, in caso di sconfitta, darebbe piena e totale legittimazione alla candidatura di Salera.

Centrodestra

Il centrodestra viene dalle dimissioni di massa che hanno interrotto la consiliatura del sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Un evento politicamente traumatico. Difficile pensare di rimettere a posto gli stessi “cocci” che sono stati mandati in frantumi. Eppure c’è chi pensa di poterlo fare. Ma come? Rimettendo insieme la coalizione di centrodestra: Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia.

Ma negli “azzurri” è difficile pensare che chi ha sfiduciato D’Alessandro possa oggi rappresentare il “perno” del Partito in vista delle comunali. Ancora più complicato pensare ad una effettiva riconciliazione tra Mario Abbruzzese (che è sempre quello che tiene i fili tra gli “azzurri”) e Rossella Chiusaroli.

Ma l’orizzonte per certi versi più sorprendente è quello che vede seduti allo stesso tavolo Mario Abbruzzese (Forza Italia), Francesco Zicchieri (Lega) e Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia). Cosa che è avvenuta a Roma l’altro giorno. Ma bisognerà verificare quale sarà la sintesi e chi poi la rappresenterà. Il candidato cioè. Perché rimane l’impressione che in realtà Abbruzzese, Zicchieri e Ruspandini abbiano un altro scenario sul tavolo e che giochino anche per un altro obiettivo: quello delle successive candidature a Camera, Senato e Regione. E che quindi Cassino rappresenti solo una “casella” in uno scenario ben più ampio.

Il vero ‘laboratorio’ anche in questo caso sarebbe la riaggregazione. Del centrodestra. Per il motivo spiegato dal coordinatore provinciale di FdI Paolo Pulciani l’altra sera durante A Porte Aperte: il centrodestra di oggi non è più quello che ha vinto le elezioni tre anni fa, ora si basa su uomini e schemi diversi, su mutati equilibri nazionali. (leggi qui Cassino senza candidato: evocati Formisano e Picano).

Ci sarà il coraggio di aprire questo laboratorio? Occorrerebbe un elemento catalizzante. Che non può essere un Carlo Maria D’Alessandro né un qualsiasi esponente della società. L’aggregazione potrebbe avvenire solo nel nome di un candidato di grosso calibro politico: come potrebbe essere Francesco Zicchieri o Mario Abbruzzese. Ecco perché nei giorni scorsi circolava il nome del vice coordinatore nazionale Enti Locali di Forza Italia.

Il tavolo al quale i tre referenti nazionali del collegio si siederanno per esaminare i nomi, molto probabilmente invece si arenerà sulle secche dei veti incrociati. A quel punto l’unica soluzione sarà convergere su uno dei candidati già in pista: Claudio Lena se si perseguirà la partita unitaria; Carlo Maria D’Alessandro per Forza Italia e FdI se la Lega andrà divisa dal resto del centrodestra come avvenuto alle Provinciali; con il Carroccio che da tempo ha una linea telefonica segreta attiva con Massimiliano Mignanelli. Se non al primo turno, certamente per il ballottaggio.

A pensarci bene, sia nel centrodestra che nel centrosinistra, passi avanti veri non ne sono stati fatti.

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