Cassino evita l’effetto Frosinone: Pd e Azione dialogano

I segnali di Carlo Calenda. La chiusura del comizio di Lucca con Letta. Il confronto avviato tra Dem e Azione. Con un patto di consultazione avviato due anni prima del voto

Alberto Simone

Il quarto potere logora chi lo ha dato per morto

«Noi andiamo dritti per la nostra strada. Faccio l’in bocca a lupo a Letta se vuole fare la calamita di Di Maio e Conte» sembra non lasciare spazio per una convergenza Carlo Calenda. Il leader di Azione nelle ore scorse ha detto a Tagadà su La7 che vorrebbe «fare una coalizione Ursula dopo le elezioni continuando con Mario Draghi. Questo credo sia nella semplicità il nostro progetto». Ma nelle ore successive arriva un segnale molto più distensivo. Parte da Lucca. A chiudere la campagna elettorale, sullo stesso palco ci sono il Segretario nazionale del Pd Enrico Letta e proprio Carlo Calenda.

«Qui, dove ognuno è andato un pò per conto suo, si è verificato un fatto politico importante. È molto importante che questa campagna elettorale a Lucca la chiudiamo io e Calenda, anzi Carlo Calenda e io… È una scelta importante quella di Carlo, lo ringrazio. Quando gli ho chiesto di chiudere qui, lui ha detto subito sì”. Insieme hanno chiuso la campagna elettorale a sostegno del candidato sindaco Pd Francesco Raspini.

Prove di dialogo cassinate

Matteo D’Aliesio

Sulla scia di Lucca, prove di dialogo nel “Campo Progressista” sono state tentate anche nel Centrosinistra di Cassino. Nella giornata di giovedì si è tenuto un incontro tra le delegazioni dei due Partiti. Il Segretario Dem di Cassino Romeo Fionda ha già iniziato a studiare il perimetro della coalizione che tra due anni dovrà presentarsi agli elettori per chiedere il bis sul sindaco Enzo Salera.

È per questo che si è visto con Andrea Vizzaccaro, Roberto Cassone, Pasquale Russo e Giorgio Verrecchia: i rappresentanti di Azione a Cassino. Con Fionda c’erano il suo vice Segretario Matteo D’Aliesio e Sergio Marandola. È solo la prima tappa di un giro molto più ampio: alla coordinatrice provinciale di Italia Viva Valentina Calcagni è stato chiesto un segnale sul referente cittadino dei renziani ora che Salvatore Fontana ha preso una pausa di riflessione. (leggi qui Stavolta nessun ripensamento: Fontana protocolla le dimissioni dal Consiglio).

Alleati? Coinvolgeteci e saremo Azione

Il Pd cercava una chiave di interpretazione. Perché da giorni Azione – che non è rappresentata in Consiglio – aveva assunto una posizione critica nei confronti del centrosinistra. Il confronto ha messo in chiaro che c’è «una comune volontà di lavorare per rafforzare la coalizione di centrosinistra istituzionalizzando un tavolo permanente alla presenza anche delle forze politiche oggi non presenti in consiglio comunale».

Andrea Vizzaccaro

In pratica, Azione vuole un riconoscimento politico. E quel Tavolo serve proprio a riconoscere che le truppe di Calenda a Cassino ci sono, rappresentano un interlocutore. È un segnale dalla doppia valenza quello che arriva dal Pd: i Dem non intendono chiudersi a riccio, il Partito si apre al confronto. Non solo politico ma anche amministrativo. «Anche sotto l’aspetto amministrativo si aprirà un confronto con l’amministrazione comunale su temi di particolare rilevanza quali: Ambiente, terzo settore, viabilità, valorizzazione dell’area storico/culturale».

Un’unità d’intenti che mai prima d’ora si era registrata tra le due forze politiche. Che lavorano d’anticipo per arrivare unite alle elezioni del 2024 a differenza – questo è il dato politico che fa riflettere – di ciò che sta avvenendo a Frosinone in questi giorni dove la compagine di Carlo Calenda si è schierata con il candidato del Centrodestra Riccardo Mastrangeli e contro la coalizione del Campo Largo di Domenico Marzi.

Un’ipotesi che a Cassino si vuole scongiurare, per questo si lavora di anticipo.

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