Forza Italia all’opposizione, D’Alessandro resta solo

Verso lo scontro finale a Cassino. Una riunione ieri sera ha decretato la fine politica dei dissidenti di Forza Italia. Secondino in bilico. Chiusaroli pronta ad annunciare il passaggio di Forza Italia in opposizione. Martedì interviene Fazzone

La riunione carbonara si è tenuta nella serata di ieri. Presenti: gli stessi che hanno dato il via all’operazione di San Silvestro, decidendo la nomina di Franco Evangelista ad assessore con lo scopo di isolare l’ala dissidente di Forza Italia, togliendosi così dal fianco la spina politica che sta tormentando la risicata maggioranza al governo di Cassino.

Nella stanza del sindaco Carlo Maria D’Alessandro, oltre al titolare c’erano l’assessore Benedetto Leone, il consigliere Gianrico Langiano (l’ultimo fedelissimo di Mario Abbruzzese), il neo assessore Franco Evangelista. Riuniti per decidere la seconda fase dell’operazione varata il 31 dicembre: emarginare i dissidenti, togliendogli gli ultimi margini di agibilità politica rimasti nelle loro mani.

Nel mirino, la capogruppo (ancora per poco) di Forza Italia Rossella Chiusaroli, il presidente d’Aula Dino Secondino, il consigliere Gianluca Tartaglia. Cioè quelli che dicono no al sindaco ed al padre politico della sua amministrazione (l’ex presidente del Consiglio Regionale, Mario Abbruzzese). Che nell’ultimo consiglio comunale hanno osato bloccare un’altra volta la variante Urbanistica, diventata ormai come lo scoglio delle Scole per la Costa Concordia.

L’indiscrezione filtrata dalla riunione carbonara sostiene che il destino politico di Rossella Chiusaroli e Gianluca Tartaglia sarebbe segnato. Invece il presidente d’Aula Dino Secondino sarebbe in bilico: per lui ci sarebbe stata una ‘garanzia’ di fedeltà messa sul tavolo dall’assessore Leone, assicurando che alla fine resterà a sostegno del sindaco ed Abbruzzese.

Forza Italia all’opposizione

Una manovra decisa in concomitanza con quella stabilita dalla capogruppo, in accordo con i vertici Provinciale e Regionale di Forza Italia: schierare il Partito all’opposizione. Togliendo così l’ultima patente politica all’amministrazione di Carlo Maria D’Alessandro.

Il suo governo, nato con una coalizione composta da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Noi con l’Italia, civici di centrodestra, in questo modo si riduce ad un Monocolore Abbruzzese, formato dagli ultimi fedelissimi dell’ex consigliere regionale e vince responsabile nazionale Enti Locali del Partito.

La decisione di passare all’opposizione è stata discussa a lungo nel corso di due telefonate: nella prima, Rossella Chiusaroli si è confrontata con il coordinatore provinciale Adriano Piacentini, nella seconda ha fatto il punto con il coordinatore regionale Claudio Fazzone.

Se nessuno interverrà nel frattempo, oggi verrà chiesta in uso la sala Restagno per venerdì alle ore 16.

Il tavolo regionale

E la mozione di sfiducia aperta presso uno studio notarile, firmata fino ad oggi sono da una parte del Pd (4 consiglieri) e della Lega, ben lontana dalle 13 firme necessarie a far cadere l’amministrazione? Per ora non verrà firmata.

A tentare di evitare lo schianto con lo scoglio delle Scole sarà Claudio Fazzone. Rientrerà a Roma martedì ed alla segreteria ha già fatto fissare in agenda un vertice sul caso Cassino.

Una prima indicazione l’aveva già fornita nel giorno di San Silvestro il numero 2 di Forza Italia Antonio Tajani, durante il pranzo nel quale pacificare le due anime del Partito. (leggi qui Forza Italia, tregua con i mitra spianati tra Frosinone e Cassino). Aveva suggerito una collaborazione, spiegando alle parti il rischio di non ritrovarsi con un vincitore ed uno sconfitto ma con due perdenti.

Abbruzzese assediato

La strategia decisa in queste ore rischia di trasformarsi in un doppio assedio: da un lato gli assediati sono Chiusaroli e Tartaglia (forse pure Secondino), dall’altro gli assediati sono Abbruzzese e D’Alessandro. In una situazione nella quale il fronte si ribalta in continuazione. Come nel film ‘I due nemici’ girato nel ’61 e che ebbe come protagonisti Alberto Sordi e David Niven, nei panni di un ufficiale italiano ed uno inglese, nel deserto, in piena Seconda Guerra Mondiale: a turno, le forze dell’uno fanno prigioniere quelle dell’altro, durante la marcia verso Addis Abeba.

Se la riunione carbonara di D’Alessandro punta a chiudere i conti e togliersi dal fianco la spina dissidente, la manovra di Fazzone e Piacentini punta a mettere a nudo la situazione. E cioè: se Cassino dovesse cadere sarebbe un fallimento di Mario Abbruzzese e non di Forza Italia che nel frattempo sarebbe passata all’opposizione del suo vice responsabile nazionale degli Enti Locali.

Il rischio è che accada come nel film, dove ad un certo punto i due nemici finiscono entrambi prigionieri di Ras Degeda insieme ai loro soldati. Il centrosinistra è diviso in bande come quelle dei Ras africani: ma sta già affilando lance e coltelli, in attesa che il centrodestra completi la propria opera di autodistruzione, dopo avere perso la battaglia per il controllo pubblico degli acquedotti (finiti invece ad Acea), chiuso i grandi attrattori culturali (Teatro e Historiale), dichiarato il primo dissesto nella storia cittadina.

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