E dopo Cassino, la politica mette la Provincia nel mirino

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Siccome la vendetta è un piatto che si gusta freddo, nel Pd potrebbe succedere di tutto. Nonostante si continui a ripetere che l’Amministrazione Provinciale non può e non deve rappresentare il terreno della resa dei conti, è proprio lì che si stanno delineando gli scenari più suggestivi.

Le Province non spariranno. Se dovessero vincere i sì al referendum, verrebbero trasformati da enti di rilievo costituzionale e in enti di area vasta. Ma resterebbero.


La partita doppia nel Pd di Cassino potrebbe essere questa: Marino Fardelli ricandidato alle regionali e Giuseppe Golini Petrarcone proposto per la presidenza della Provincia. Sarebbe un triplo attacco: ad Antonio Pompeo, a Francesco Scalia, a Francesco De Angelis. Ma il Pd andrebbe in difficoltà.


Il consigliere regionale di Forza Italia Mario Abbruzzese ha già pronta la controffensiva: il sindaco di Cassino Carlo Maria D’Alessandro candidato per la presidenza della Provincia, magari chiedendo il sostegno alla parte del Pd che non vuole Petrarcone. Scatenando un derby cassinate.

Però Antonio Pompeo non starebbe a guardare. I giochi sono cominciati.

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