Tre per la candidatura: Maccaro, Salera e Grieco

Tre candidati per le primarie del centrosinistra a Cassino: Maccaro, Salera e Grieco. No fino alla fine di Petrarcone. Fardelli è in stand-by. Il messaggio di Buschini: chi si schiera contro è fuori dal Pd

Tre nomi per una candidatura: Luigi Maccaro, Enzo Salera, Sarah Grieco. Saranno loro a sfidarsi il 6 aprile nel turno di Primarie che deciderà il nome del candidato sindaco di Cassino per il centrosinistra. Hanno presentato le richieste, le firme a sostegno ed il contributo di mille euro con cui sostenere le spese.

Le candidature

Il primo a consegnare le firme nella sede del Pd di Cassino al componente della Direzione Nazionale Mauro Buschini è stato Luigi Maccaro, direttore della comunità terapeutica Exodus. Alle 18:18 ha depositato la richiesta, accompagnata da 473 firme. Quarantanove anni, sposato, padre di tre figli, laureato in Scienze dell’Educazione: non è iscritto al Pd, lo sostiene l’associazione Demos.

Alle 18:55 è arrivata la seconda candidatura. È quella del commercialista Enzo Salera, sostenuto da un ampio cartello di centrosinistra. È lo storico assessore alle Finanze dell’amministrazione di centrosinistra, lo sostiene il gruppo che in questi anni è stato al fianco del due volte sindaco Giuseppe Golini Petrarcone. Con il quale, proprio per questa decisione, i rapporti si sono raffreddati. Cinquantaquattro anni, dottore commercialista, iscritto all’Albo al numero 208, capo dello staff del sindaco Angelo D’Aliesio di Cervaro: ha depositato 354 firme, raccolte tra esponenti del Pd, di MdP, l’area di Sel, Socialisti.

Alle 19:51 è arrivata la candidatura dell’avvocato Sarah Grieco. Candidata vicesindaco nel ticket che tre settimane fa la vedeva insieme a Giuseppe Golini Petrarcone e che è stato respinto poi dalla maggioranza del Pd. Ha depositato 428 firme. Sposata, madre di due figli, con lei c’era Armando Russo ed una parte del Pd che era pronta a sostenere Petrarcone.

Assenti a diverso titolo

Assenti l’ex segretario Marino Fardelli, dimessosi dopo l’intervento del segretario regionale Bruno Astorre. E l’ex sindaco Petrarcone. Ma si tratta di due decisioni diverse.

L’ex segretario riconosce lo strumento delle Primarie, ha detto ai suoi di andare a votare, senza dargli indicazioni. Non ha voluto fare incontri negli ultimi giorni per evitare si possa pensare che si sia spostato su qualcuno due candidati e voglia in qualche modo condizionare il risultato.

Diversa invece l’assenza di Giuseppe GoliniPetrarcone. È deluso. Non riconosce le primarie. Fino alla fine Mauro Buschini ha tentato di convincerlo a partecipare, ricordandogli tutto ciò che ha fatto per la città e per il centrosinistra in questi venticinque anni. Nei giorni precedenti anche Bruno Astorre lo aveva invitato a tornare suoi suoi passi. (leggi qui Peppino resta con noi o… se perdiamo la sconfitta sarà colpa tua). Ma venerdì sera è stata sciolta la riserva in maniera definitiva: «Queste primarie sono inopportune e intempestive. Non parteciperò». (leggi qui Petrarcone conferma il no. Respinto l’appello di Astorre)

Chi si schiera contro il candidato è fuori dal Pd

Ora non si scherza più. Il Pd ha dato a tutti tutto il tempo necessario per decidere. Da adesso, chi si schiera contro il candidato che verrà individuato dalle primarie è fuori.

La dichiarazione arriva al mattino e viene messa a punto parola per parola: “L’unica via per le elezioni comunali di Cassino è quella che passa per le Primarie del 7 aprile prossimo“. In apparenza è la ripetizione dell’ovvio, l’inutile conferma delle cose già dette due giorni fa. Ma in politica quasi nulla è come appare: soprattutto se quella frase viene pronunciata dal componente della Direzione Nazionale Mauro Buschini, incaricato dal Segretario del Lazio Bruno Astorre di riportare la pace a Cassino. Soprattutto se viene detta al termine di un’altra mattinata trascorsa a fare la spola in città.

Mauro Buschini in mattinata ha incontrato tutti i protagonisti, ancora una volta. In questi giorni ha sentito più volte il centrosinistra che sostiene l’ex assessore alle finanze Enzo Salera dopo essere stato per anni accanto al due volte sindaco Peppino Petrarcone. Ha sentito Petrarcone che gli ha confermato il no alle primarie (leggi qui Petrarcone conferma il no. Respinto l’appello di Astorre). Incontrato l’ala che tre anni fa fu protagonista della spaccatura: Barbara Di Rollo gli ha confermato la partecipazione alle primarie e l’appoggio a Salera. Ha preso atto delle voci di Sarah Grieco e Alessandro D’Ambrosio.

Sulla via del rientro, detta la frase con cui ricordare che l’unica via per il Pd e quella che passa per le Primarie.

Cosa vuole dire? Che la nuova missione con cui riportare a bordo Peppino Petrarcone non è andata a buon fine. Che resta l’amarezza nell’ex sindaco, rimane in lui la convinzione che dovesse essere candidato e non dovesse passare per alcun vaglio di alcuna elezione Primaria.

Quella frase allora è un ulteriore messaggio a chi sta pensando di spaccare il centrosinistra, presentando una lista civica contro il candidato unitario che uscirà dalle primarie. È il modo morbido, senza minacce, con cui ricordare le frasi dette tre settimane fa dal Segretario provinciale Domenico Alfieri: “Chi si schiera contro il candidato del Pd è fuori dal Partito“.

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