Copioni elettorali: ecco tutti quelli che a Cassino hanno copiato il programma

Foto: © Can Stock Photo / oksun70 Edit: Ichnusa Papers

La polemica sui programmi elettorali copiati a Cassino. Chi ha copiato e da dove. Soprattutto quanto e cosa. Tutti copioni? Non proprio. Il risultato dell'analisi.

Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

La polemica sui programmi elettorali copiati a Cassino. Da quello di Giuseppe Golini Petrarcone preso (in parte) in prestito ad Antonio Pompeo fino a quello di Mario Abbruzzese nel quale ci sono alcune frasi lette anche altrove. Ma ‘quanto’ sono copiati i programmi a Cassino. Quanto c’è di originale. E come si sono comportati anche gli altri tre candidati a sindaco Enzo Salera, Renato De Sanctis e Giuseppe Martini?

Questi sono i risultati.

Giuseppe Martini

Copiato no. Ma riciclato si. Il programma depositato dall’avvocato Giuseppe Martini, candidato sindaco del Movimento 5 Stelle è composto da 22 pagine e 5.163 parole. In apparenza non risulta originale il 57,5% del testo. I fatti però stanno in un altro modo.

Il programma viene in larga parte da quello che il M5S aveva messo a punto per le scorse elezioni: quelle del 2016 vinte poi da Carlo Maria D’Alessandro. Tre anni durante i quali i problemi di Cassino non possono essere cambiati: logico quindi che l’intelaiatura del programma pentastellato 2019 si appoggi in larga parte sulla struttura messa su nel 2016, adattando poi alcune parti in base alla sensibilità del candidato sindaco Martini e della sua squadra.

Il 51,2% del testo proviene da quello del 2016 dal quale risultano recuperati 142 passaggi.

Il restante 6,3%? Su alcune dichiarazioni di principio, il programma si è ispirato al programma depositato dal M5S a Pesaro. Mentre una decina di righe proviene dal modello di gestione del territorio e rifiuti urbani di Modena e di Imola. Ai quali il progetto del M5S per Cassino intende ispirarsi.

Copiato? No. Il 42,5% è tutto materiale nuovo, introdotto per questa tornata elettorale, il 51,2 sono i principi cardine validi tre anni fa ed altrettanto oggi, il 6,3 sono progetti di sviluppo M5S comuni dappertutto..

Mario Abbruzzese

Nove pagine, 3884 parole: il programma del Centrodestra è originale al 79,7%. Ma la percentuale è ancora più alta se si tiene conto che tre concetti ‘non originali‘ appartengono a Carlo Maria D’Alessandro.

Si tratta di 4 righe che risultano copiate da una dichiarazione rilasciata dal sindaco al quotidiano L’inchiesta il 13 luglio 2016 sui progetti in materia di pedonalizzazione. Dal vecchio programma di D’Alessandro derivano altre 5 righe, mentre 11 sono della sua Lettera alla città scritta in occasione della scorsa tornata. Il che fa salire a 88,3% il testo originale del programma di Abbruzzese.

Una sbirciata però è stata data alle idee adottate da altri candidati.

Otto righe vengono dal programma della lista Progetto Brugherio con il suo candidato sindaco del 2013 Vincenzo Panza. (Incidenza, 3,7%)

Un concetto è stato preso dal programma di Silvia Chiassai, candidata nel 2016 a Montevarchi: è quello sulla necessità di aumentare i servizi alla persona. (Incidenza 1,1%)

Due frasi sono le stesse usata dal M5S di Prato nel 2014 (1,2%). Una frase risulta già usata dal M5S di Cagliari per sollecitare l’aumento degli spazi per i giovani. (0,7%)

Ci sono poi due frasi generiche che risultano usate in un caso da Sergio Pignatiello quando si è candidato sindaco ad Arpaise (Benevento) con la civica “Costruiamo il futuro” (0,5%) e nell’altro dal Comune pugliese di Lesina per presentare le proprie attività didattiche (0,2%).

Un’occhiata più consistente è stata data invece ai ‘Progetti di educazione ambientale‘ pubblicati dal network Fattore Mamma.

Il totale del testo non originale nel programma di Mario Abbruzzese sale al 11,7%.

Enzo Salera

Il candidato del centrosinistra scelto con le Primarie ha depositato un programma elettorale composto da 5028 parole su 10 pagine.

Il 99,6% del testo risulta originale. Il restante 0,4%? È l’elenco dei finanziamenti ottenuti: impossibile non copiarlo.

Renato De Sanctis

Il programma del candidato civico Renato De Sanctis è composto da 18 pagine su cui risultano scritte 4.588 parole.

Il 98,8% del testo è originale. Ma in realtà la percentuale è più alta: in quelle diciotto pagine c’è una frase che è stata usata nel 2017 a Viterbo quando Nicola Zingaretti andò a parlare di rigenerazione urbana. Si tratta di una definizione: impossibile non copiarla per intero.

Giuseppe Golini Petrarcone

Nove pagine, 5130 parole. E tante polemiche. Del suo programma si è detto e scritto di tutto. Che provenga in larga parte da quello usato nel 2013 da Antonio Pompeo a Ferentino non c’è dubbio. (leggi qui Elezioni di Alife o di Cassino: il programma del sindaco è lo stesso). Con conseguenze anche imbarazzanti (leggi qui E Petrarcone riabilita D’Alessandro: «Voglio amministrare come lui»).

Ma quanto è copiato? E quanto c’è di originale? Circa un terzo viene da Ferentino (il 38,3%, con 117 citazioni copiate).

Quel testo deve essere piaciuto molto: perché risulta copiato quasi di sana pianta in moltissime elezioni in giro per l’Italia. Risulta scopiazzato, dove di più e dove di meno, in 55 altre occasioni: a mani basse nel comune di Alife, in buona parte a Calitri, a San Giovanni Teatino, a Moio della Civitella, Ustica e addirittura Corleone. E poi Gorizia, Follonica e tanti altri.

Una sorta di modello al quale appoggiarsi. Magari leggendolo prima però.

error: Attenzione: Contenuto protetto da copyright