D’Alessandro azzera la giunta: è guerra alla Lega

Il sindaco di Cassino Carlo Maria D'Alessandro azzera la giunta. E affonda il vice sindaco leghista. "Basta turisti per caso". "Fuori le segreterie dei Partiti: deciderò da solo i nuovi assessori"

La bomba la lancia direttamente il sindaco: dopo avere preso il caffè e letto i titoli dei giornali del mattino. Carlo Maria D’Alessandro ha poggiato la tazzina, sollevato il telefono e chiamato a uno ad uno i capigruppo: «Signori, vi comunico che azzero la giunta comunale, convoco la stampa per annunciarlo».

A mandarlo su tutte le furie sono state le dichiarazioni rilasciate dal suo vice, Carmelo Geremia Palombo a Ciociaria Oggi nell’edizione del 25 aprile. «Il problema è il sindaco: è poco trasparente». Oggi nessuna retromarcia dell’esponente leghista. Allora è stato il sindaco a partire all’attacco.

Azzerando l’intero esecutivo, in realtà cacciando il suo vice e togliendogli soprattutto la fascia. È lui il vero obiettivo.

«Non accetto diktat e – tuona Carlo Maria D’Alessandro che si possa addebitare a me qualsiasi sospetto di mancata trasparenza e sopratutto dirlo sui giornali. Una lista della spesa c’era, me l’hanno portata. E io l’ho cestinata. La cultura della lista della spesa non mi appartiene: o se ne fanno una ragione oppure è un problema loro».

Il vero problema è Palombo e l’azione di logoramento che da mesi la Lega ha messo in campo. Pretendendo il rispetto del suo peso e del suo ruolo politico. Rifiutando qualsiasi subordinazione. Arrivando a candidare proprio Carmelo Palombo alle Regionali in aperta sfida a Pasquale Ciacciarelli l’uomo indicato ufficialmente dall’amministrazione, per raccogliere alla Pisana l’eredità di Mario Abbruzzese.

 

Con l’azzeramento deciso in maniera unilaterale questa mattina, Carlo Maria D’Alessandro toglie la fascia da vice sindaco a Palombo, lo estromette dalla giunta, avverte la Lega che o si allinea ed entra in piena sintonia oppure si va alla rottura definitiva. Perché quella di questa mattina non lo è. «Non so come disegnerò la nuova giunta, dipende dl confronto che avrò con i gruppi. Una cosa è certa: sono nato uomo, sono diventato politico, non so se morirò politico ma è certo che morirò da uomo».

 

In realtà è il segnale che con molta probabilità la Lega pagherà un prezzo salatissimo. Forse anche per saldare una parte del conto che da settimane si è aperto tra il leader di Forza Italia Mario Abbruzzese ed il deputato della Lega Francesco Zicchieri., coordinatore regionale delle truppe di Matteo Salvini nel Lazio.

Ed a pagare per tutti potrebbe essere proprio Palombo. La giubilazione del vice sindaco leghista è stata subito segnalata a Montecitorio. Ma Carlo Maria D’Alessandro (e Mario Abbruzzese) alzano subito un muro contro qualsiasi possibile rivendicazione leghista.

 

«Fuori le segreterie dei Partiti. La prossima Giunta verrà decisa insieme ai Gruppi consiliari. Sono loro ad andare in aula ed assumersi insieme a me il peso delle responsabilità. Darò il giusto peso politico a tutti i gruppo consiliari ma sia chiaro che è inutile venire qui con diktat». Francesco Zicchieri è avvisato.

 

Saranno anche altri assessori a saltare. Ma nel loro caso il problema è amministrativo e non politico. Gli viene imputata l’assenza di risultati: quelli che dovevano ora essere proposti alla cittadinanza per dimostrare che l’esecutivo D’Alessandro produce. e che invece non sono arrivati. Le loro teste saranno l’incontestabile pretesto da porre di fronte a Francesco Zicchieri per dirgli: “Nulla di personale contro la Lega”.

 

«La prossima giunta sarà composta da assessori che siano competenti e presenti. Non voglio turisti per caso. Se io posso rinunciare il mio lavoro, lo possono fare anche loro. Non sono disposto a discutere di frivolezze quando ogni giorno mi devo confrontare costantemente con i dirigenti per il rischio di default» attacca Carlo Maria D’Alessandro.

 

Ci sono due nuove mine sulle quali i conti della sua amministrazione rischiano ora di saltare. Ci sono pendenze per gli espropri che arrivano a sfiorare i 10 milioni di euro, c’è la sentenza che riconosce alla Turriziani un risarcimento da 1,7 milioni per un contenzioso nato nel 1996. Nulla di tutto questo è nel piano di riequilibrio.

Rischiano di essere il colpo di grazia per il bilancio.

«Io so solo che nel 1996 ancora ero piegato sui tavoli da disegno per preparare la tesi di laurea ed oggi devo trovare una soluzione. Non ho il tempo per le frivolezze di certi assessori. Meglio azzerare».

La posizione del Pd

Dura la reazione del Pd. Definisce “Gravissime le motivazioni che hanno indotto il sindaco ad azzerare la giunta e quindi contestualmente ad aprire la crisi politica al Comune di Cassino. Ricordando che nel 2016 lo stesso sindaco vinse grazie alle divisioni del centrosinistra e in particolare del PD cittadino, pensiamo che sia giunto il momento di essere chiari con i cittadini di Cassino e rassegnare le dimissioni alla luce non della crisi politica aperta ma per le motivazioni che dicono in sostanza che il sindaco è ostaggio dei consiglieri eletti e di chi da dietro lo manovra come un burattino”.

Per il segretario Marino Fardelli, il presidente Romeo Fionda ed il vice segretario Armando Russo “Le dichiarazioni che ha reso alla stampa sono gravi e che dimostrano quello che tutti in città pensano: che non comanda lui ma che comandano altri in Comune. Per queste ragioni e per le tante prese in giro che dalla sua campagna elettorale ad oggi ha raccontato ai cittadini, come PD di Cassino pensiamo che sia giunto il momento di rassegnare le dimissioni e tornare a votare”.

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