Cassino, via al primo Consiglio: Salera divide et impera

Il primo consiglio comunale di Cassino schiera tutta la potenza di fuoco del Centrosinistra Cassinate. Condizionerà lo scenario politico provinciale. E quello del Pd. Da subito: Di Rollo capogruppo all'unanimità e Pse accanto al Pd nel nome del Gruppo.

Carlo Alberto Guderian
Carlo Alberto Guderian

già corrispondente a Mosca e Berlino Est

Il primo consiglio comunale dell’era di Enzo Salera sindaco a Cassino ha già detto una cosa precisa: l’orizzonte politico provinciale cambierà in conseguenza del rientro in campo della città martire e gli effetti non riguarderanno solo il centrosinistra.

Per comprendere la portata del cambiamento è sufficiente una coppia di numeri: 8 e 3. Tre sono i capigruppo dei 15 consiglieri di maggioranza. Otto sono i capigruppo degli otto consiglieri di opposizione. Quando si andrà ad eleggere il prossimo presidente della provincia di Frosinone andranno alle urne anche i Consiglieri comunali di Cassino, assenti nella tornata di marzo perché il Comune era commissariato a causa della crisi. Su uno scenario di voto ponderato, i 15 voti Cassinati sono pesantissimi, micidiali, capaci di condizionare qualunque risultato. Anche perché l’opposizione inciderà pochissimo: è divisa, frastagliata, composta da otto rivoli.

Questo effetto si produrrà anche su tutte le altre elezioni in cui ci sia il voto ponderato dal numero degli abitanti: Cassino è la seconda città della provincia preceduta solo da Frosinone. Ma i consiglieri delle due città hanno lo stesso peso ‘ponderato’. Il voto di Cassino sarà strategico nell’assemblea Saf, nella discussione sulle strategie per l’Acqua, nelle decisioni per il Cosilam.

La compattezza s’è vista già al momento della votazione per eleggere l’ufficio di Presidenza: il presidente del Consiglio Comunale con i due vicepresidenti. Il risultato è arrivato alla prima chiama ed all’unanimità. Il presidente sarà Barbara Di Rollo (Pd) designata come riconoscimento per il maggior numero di preferenze ottenute nelle elezioni di maggio. Il vice presidente vicario è Alessandra Umbaldo di Demos. La vice presidenza di garanzia destinata all’opposizione è andata alla leghista Michelina Bevilacqua.

All’interno del Pd provinciale il peso di Cassino, così compatto e granitico, può finalmente legittimare un riconoscimento. La città “non intende innescare guerre con il Provinciale” ha già messo in chiaro nei giorni scorsi il sindaco. Ma nemmeno intende fare il carro vuoto nel convoglio trainato da Frosinone. Un primo segnale è arrivato nel momento in cui i 7 consiglieri Pd hanno eletto Gino Ranaldi come loro capogruppo. Hanno indicato che il nome non sarà Gruppo Partito Democratico, bensì Gruppo Pd – Pse con un chiaro riferimento al Partito Socialista Europeo del quale il Pd è parte. In pratica è un calcio all’ortodossia stabilendo con orgoglio un punto di differenza. del PD. Tantissima sostanza dietro una cosa in apparenza solo formale.

Il restio dei capigruppo. Gli altri due di maggioranza: Edilio Terranova per i 6 consiglieri della Civica del Sindaco mentre per i due di “Demos” èAlessandra Umbaldo.

Gli otto capigruppo dell’opposizione. Il centrodestra esprime Mario Abbruzzese per la “lista Di Mambro”, Francesca Calvani per “Forza Italia”, Franco Evangelista per la Lega. Il centrosinistra: Giuseppe Golini Petrarcone per “Io democratico”, Massimiliano Mignanelli per “Cassino nel cuore”, Renato De Sanctis per la “lista De Sanctis”, Salvatore Fontana per “Orgoglio cassinese, Luca Fardelli per “Bene Comune”.

La premessa per Enzo Salera è positiva: ha proposto a tutti di collaborare, nella realtà lo scenario è da divide e impera.