Caro Babbo templare… (di R. Castellano Sindici)

Le cronache dalla Contea di Ceccano: l'unica città piatta in un mondo rotondo. Le luminarie, il castello con l'olio, la candidatura templare

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

LE LUCI DELLA CITTA’

Contea di Ceccano. Il Natale è alle porte. L’amministrazione “né destra, né sinistra, solo Fratelli d’Italia” ha messo qualche luminaria “rammediata” per le strade cittadine, ma si sa, anche nel contado sono tempi di crisi.

Pare, però, che il sindaco Caligiore Roberto, detto “capofila”, per il prossimo anno sia intenzionato a fare di meglio. Per dare uno smacco al suo collega del capoluogo Ottaviani Nicola che le ha messe a forma di campanile e pure firmate da un designer – riferisce qualche rana dalla bocca larga – il primo cittadino ha già chiesto a un noto esperto (uno dei vezzi di questa amministrazione sono i “noti esperti” solo a loro) delle luminarie a forma di Castello dei Conti da alternare a quelle con la sua effige: uno smile.

Ovviamente il noto esperto lo farà a titolo gratuito, solo per l’onore di servire cotanta amministrazione.

Quando le fioche luminarie sono state montate, alcuni ceccanesi (naturalmente quelli cattivi che parlano male di ogni cosa che fa questo lungimirante e dinamico governo cittadino) hanno pensato di trovarsi a Times Square, abituati come sono a muoversi con le lanterne ad olio in mano quando escono di notte nelle vie cittadine.

Leggenda narra che gli anziani, riuniti davanti ai focolari domestici, raccontino ai nipoti più piccoli di quando in città si poteva uscire di notte perché c’erano le luci dei lampioni a illuminare il cammino costellato di buche.

 

LA CITTA’ VERSO IL MEDIO EVO

L’amministrazione Caligiore con in testa l’assessore ai Grandi Eventi Ruspandini Massimo (qualche invidioso troglodita di quelli che, al contrario dell’assessore, è convinto che la terra sia tonda e non piatta, lo ha ribattezzato alle “Grandi bufale”), sta procedendo come da programma alla medievalizzazione della città.

I templari li ha messi, le strade al buio anche.

E ora, come hanno segnalato con tanto di foto i residenti, per rendere più credibile il tutto, sta procedendo alla “rattizzazione” di piazza XXV Luglio. Una grande idea. I simpatici roditori scorazzano sulla piazza in lungo e in largo (e più di qualcuno ci rimane anche stecchito) ma almeno i commercianti vedono un po’ di movimento davanti alla loro attività e la smettono di lamentarsi. Cosa si può chiedere di più?

 

LETTERINA A BABBO TEMPLARE

Pare poi che i ceccanesi abbiano scritto una letterina a Babbo Templare.

«Caro Babbo Templare, abbiamo un solo desiderio per questo Natale, tanto a toglierci gli altri ci sta pensando da due anni e mezzo la giunta Caligiore. Chiedi a Giorgia Meloni o al senatore Antonio Angelucci di candidare il nostro vicesindaco Ruspandini Massimo per qualche poltrona nazionale.

Sappiamo perfettamente che, nonostante si stia sbattendo come un pendolare tra Ceccano e Roma per ottenere l’ambito seggio, rimarrà probabilmente, a meno di un miracolo, a bocca asciutta. Ma noi gli vogliamo bene e la sua felicità sarebbe anche la nostra. Dica alla signora Meloni che le assicuriamo che non farà danni.

Qui da noi come assessore ai lavori pubblici in due anni e mezzo non ne ha combinato uno. Come si dice? Chi nulla, fa danni non crea. Certo come assessore ai Grandi Eventi si è dato un po’ più da fare.

Sa, caro Babbo Templare, a lui piacciono gli eventi. Magari, se eletto, si darà da fare per far lottare i templari al Colosseo o per realizzare l’Expo dentro alle terme di Caracalla. Lui è un vulcano di idee… degli altri. Insomma caro Babbo Templare mettiti una mano sulla coscienza.

Noi abbiamo bisogno di un assessore vero e soprattutto vorremmo riuscire a leggere qualche foglio privo della sua faccia stampata accanto alle sue “arditissime” elucubrazioni politiche un giorno sì e un giorno pure.

Grazie Babbo Templare».

 

MALA TEMPORA GIZZI

Intanto l’assessore Gizzi Stefano sta passando un periodaccio.

Il consigliere socialista Luigi Compagnoni lo “sfida” alle dimissioni se non farà capire a lui e ai cittadini, carte alle mano, come stanno i numeri del patrimonio immobiliare comunale. Il duello si svolgerà probabilmente in uno due prossimi consigli comunali.

La riunione dei capigruppo fissata a strettissimo giro potrebbe deciderne uno per il 14 dicembre (ambiente) e l’altro subito prima di Natale (patrimonio).

Anche la festa per l’inaugurazione, nei giorni scorsi, di due sale medievali del Castello dei Conti – stendiamo un velo sull’allestimento di cui sarebbe interessante conoscere il percorso storico, filologico corredato dalle fonti – è stato rovinato da qualche leone da tastiera (di quelli che non hanno niente altro da fare che attaccare l’amministrazione del fare) che ha pubblicato su Facebook la pavimentazione di un’altra sala del castello macchiata da una sostanza che sembrerebbe olio, qualcuno ha azzardato: olio di ricino.

Il giorno dell’Immacolata si è svolta in quella sala una manifestazione gastronomia organizzata da alcuni commercianti e qualche maligno assicura, ma noi non ci crediamo, che manchi la delibera di giunta.

Il solerte assessore alla Cultura in tarda serata, dopo le immancabili ed esilaranti scaramucce social, ha reso noto sull’organo ufficiale dell’amministrazione Caligiore, ossia Facebook, che si è provveduto a ripulire. Chi lo ha fatto non è dato sapere. E soprattutto chi ha pagato?

A rimettere di buon umore Gizzi Stefano ci ha pensato l’assessore ai Grandi Eventi Ruspandini Massimo che lo ha “allisciato” (qui gatta Firmina ci cova), sempre su Fb, per l’egregio lavoro svolto al Castello, cinguettando con il suo linguaggio “celodurista” al contempo “aulico”:

«È un lavoro che resterà a tutti i ceccanesi (che botta di… omissis ndr). Per molti la valorizzazione del nostro patrimonio storico, culturale, artistico e architettonico, precipuo di ogni amministrazione, è cosa da poco. Altri ne sono addirittura dispiaciuti. Per alcuni sarà motivo di scherno su Facebook… Per noi è motivo di vanto come per la stragrande maggioranza dei ceccanesi (ci traduce in termini percentuali “la stragranza”?). Grande Stefano».

E l’assessore alla Cultura, di rimando: «Grazie a tutti noi». Uno dialogo dalle vette letterarie irraggiungibili tra chi se la canta e chi se la suona.

 

CECCANO IN MOVIMENTO

Intanto mentre la macchina da Risiko dell’amministrazione Caligiore continua ad amministrare, gli avversari si preparano per le prossime elezioni comunali che, se Ruspandini Massimo non si siede a breve su qualche strapuntino, potrebbero arrivare prima del previsto.

I due ex consigliere di maggioranza Roma Mauro, ex ruspandiniano, e Aversa Michelangelo, ex caligioriano, hanno dato ufficialmente vita alla loro compagine politica “Ceccano in movimento” e hanno piazzato la sede vicino a Palazzo Antonelli (perfidi!).

Tra gli ingressi Trotta Valentino e Donvito Antonio, e altri dovrebbero essere annunciati a breve. Pare però che il sindaco, questa volta, non si sia adombrato più di tanto. Era ancora gasatissimo per aver partecipato all’evento epocale del secondo congresso nazionale dei “Fratelli” in quel di Trieste, dove insieme ai suoi fedelissimi e fedelissime si è selfato più di una quindicenne, tanto che quelli del Pd gli fanno un baffo.

 

LO SPORT

Chiudiamo con una nota di sport. Oggi sul tappeto verde gli allievi provinciali della scuola calcio Fabrateria Vetus hanno battuto per 6 a 1 il Tecchiena.

In panchina come allenatore, in sostituzione del titolare, Angelo Macciomei detto “a mia insaputa”. Ma non è quello che fa anche il delegato allo Sport? Mica si configurerà un conflitto di … palloni?

Bah.. misteri della Contea.

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