C’è ancora chi vuole sparare sulla cicogna (Mamma Ciociara)

© Can Stock Photo / justmeyo

Nel periodo della Festa della Mamma in provincia di Frosinone c'è ancora chi cerca di impedire a delle donne di diventare mamme mettendole di fronte alla scelta tra la gravidanza ed il posto di lavoro

Il diario di Mamma Ciociara
Il diario di Mamma Ciociara

Diario settimanale, molto poco ordinario, di una mamma ciociara in una famiglia ciociara molto poco ordinaria

La festa è finita. Il sipario è sceso sulla giornata in cui si festeggia la mamma. Mamma Ciociara da due giorni ha in mente solo la conversazione avuta con una ragazza di 26 anni incontrata per caso dal parrucchiere.

Un pomeriggio come tanti che ti fanno sbattere il muso con forza contro il muro della della società in cui viviamo. Mentre è esausta stravaccata sulla poltrona di un parrucchiere “trovato” per strada (nel quale è entrata solo perchè il riflesso della sua figura nel vetro le ha evidenziato lo stato di abbandono) nota una ragazza.

Prova, come spesso cerca di fare senza poi riuscirci, a fare finta di niente, tuffandosi in letture di riviste di gossip di mesi fa. “Guarda, questa è di Natale e già si parlava del figlio di Harry e di Meghan Markle. Che due palle co’ sta gravidanza, manco fosse l’unica ad essere rimasta incinta!“. Un tipico discorso da sala d’attesa…. una frase che non sarebbe voluta diventare altro ma che, come succede sempre a Mamma Ciociara, si trasforma in un dramma esistenziale con analisi sociologica.

Si, infatti, mica è l’unica – ha risposto pensierosa la ragazza – Però lei ha culo. Non ha dovuto scegliere se tenere il lavoro o il figlio!“.

In che senso scusa?“, risponde Mamma Ciociara in stile Mimmo-Verdone.

Ho scoperto due settimane fa di essere incinta, ne ho parlato con il mio fidanzato, è molto felice, ma lui alterna periodi di cassa integrazione, a periodi di lavoro, io invece ho trovato un impiego in un centro commerciale solo cinque mesi fa, quando mi fecero il colloquio dissi che ai figli ci avrei pensato con calma. Era così. Ancora ci dobbiamo sposare, conviviamo e per ora già così è un’impresa campare. Ma poi è successo. Lo so che “queste cose non possono succedere”, ma capitano. Ora mi è stato detto senza troppi giri di parole che ero stata assunta per fare determinati tipi di lavori anche impegnativi fisicamente, e che potrebbero essere incompatibili con una gravidanza. Sono con un contratto a tempo, un anno. Avevo fatto i miei conti, magari due tre anni e ce la facevo a mettere da parte qualche soldo, così praticamente ho decretato la fine del progetto. Mi hanno sottolineato che sono giovane, ho solo 24 anni e chissà quante altre occasioni ci saranno di diventare madre. Non so che fare, mi dispiacerebbe tanto interrompere la gravidanza. Io e il mio fidanzato abbiamo un sacco di dubbi“.

Mamma Ciociara lascia cadere il giornale dalle mani, ha la bocca spalancata. Anno domini 2019, a una ragazza viene detto che, essendo il lavoro incompatibile con una gravidanza, sarebbe meglio “rimandare” la maternità, per altro già in corso, a un momento migliore.

La cosa più assurda è che la ragazza abbia potuto prendere in considerazione questa alternativa, non per volontà sua, che sarebbe più che legittimo, ma per non perdere il lavoro a tempo determinato. “Io sono un contratto a tempo determinato” – così ha detto – si identifica con quello.

Senti, fammi capire, tu non sai se abortire per tenere il lavoro, per altro a tempo, o se diventare madre? Ti senti un contratto tu? Sei tu a dover scegliere che fare, è il tuo corpo, è tuo figlio, è la tua vita, la tua famiglia, una tua decisione. Nessuno può dirti cosa fare e decidere del tuo tempo, di “rimandare“. La vita non è un contratto i cui tempi li decide un datore di lavoro. Ora, non voglio dirti che sono tutte rose e fiori, un figlio è una cosa complicata e costosa, ma non sottostare a ricatti. Non pensare di permettere ad altri di decidere per te“.

La ragazza, cade in uno stato confusionale ancora più profondo. “Tu mi dici di tenerlo quindi?“.

No, io non posso dirti cosa fare. Ma tu che vuoi fare?“.

Non lo so, se poi perdo il lavoro? Secondo te devo tenerlo?“.

Una richiesta di aiuto, una risposta che la ragazza forse ha già in sè, ma che vuole sapere da altri per poter così alleggerire la coscienza. “Guarda, prenditi un giorno, fai una passeggiata, decidi tu. Confrontati anche con il tuo fidanzato. Devi stare bene con te stessa. Non posso dirti io che fare, nè altri“.

Tornando a casa, con i capelli phonati e arricciati come non li ha mai avuti, Mamma Ciociara racconta a Papà Facocero la conversazione.

Eh, chess è!” risponde lui, seduto a vedere video assurdi su youtube.

Ma come, che dici?” E se lo avessero detto a me?“.

E tu che avresti fatto, con la paura di non farcela e un intero sistema che ti dice che sicuramente non ce la farai? La colpa a chi la dai? Ceniamo va, che è meglio!“.

Allora oggi che il profumo dei fiori ricevuti ieri è ancora in giro per casa, come sempre, auguri a tutte le mamme, quelle che hanno partorito con dolore, quelle che hanno partorito naturalmente, quelle che hanno dato alla luce i pargoli con il cesareo, quelle che hanno adottato, quelle che “mi è capitato”, quelle che hanno figli “speciali”, quelle che sono ancora mamme anche se non ci sono più figli. Ma auguri anche alla mamme mancate, a quelle che non hanno avuto il coraggio, la forza, l’audacia, a quelle che si sono private di un pezzo di cuore pagandone il prezzo per tutta la avita, a quelle che, quel pezzo di cuore, lo ha strappato il destino.

Essere mamma è la cosa più difficile che ci sia, ma nessuno dovrebbe mai dirti se tu possa essere una madre o no.