C’è la firma: bollette le Acea passano ad Equitalia

Le bollette Acea non pagate? Ora passano ad Equitalia e sarà direttamente lei a procedere alla riscossione: applicando more, interessi e sovrapprezzi previsti dalla legge. E soprattutto bloccando i rubinetti.

Il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ha firmato il decreto che autorizza l’operazione: al momento è valido nei 111 Comuni del Lazio centrale (3 milioni e mezzo di abitanti) serviti da Acea Ato2 ma tra poco verrà esteso anche ai Comuni della provincia di Frosinone appena ci sarà la fusione di Acea Ato2 e Acea Ato5.

Cosa c’entra il ministro dell’Economia con le nostre bollette dell’acqua? E’ stato necessario scomodarlo per fargli mettere una toppa. Il buco da rattoppare si è aperto nel 2014 quando Acea bandisce una gara d’appalto per recuperare i soldi dagli utenti che tardano a pagare le bollette o le pagano con ritardo. La gara viene vinta da Equitalia il 5 dicembre 2014 e diventa operativa già nel mese di gennaio 2015: come prima conseguenza, gli utenti della provincia di Roma «si sono visti interrompere le proprie utenze anche per ritardi di pagamenti di piccole entità» ha denunciato il deputato Simone Baldelli presentando un’interrogazione dopo avere ricevuto un dossier dall’associazione dei consumatori Codici.

Si scopre allora un cavillo, il ‘buco’: la bolletta dell’acqua rimane una bolletta pure se non viene pagata, non diventa una cartella esattoriale che poi può essere riscossa da Equitalia. Lo scrive in maniera chiara già il 5 maggio 2011 la suprema Corte di cassazione dopo avere esaminato un caso simile: «Per emettere cartelle esattoriali non è sufficiente la semplice fattura idrica, ma serve un atto idoneo a costituire titolo esecutivo, come il decreto ingiuntivo». Pertanto, la società Equitalia, costituita per riscuotere i tributi pubblici e non i corrispettivi dei privati non può essere competente alla riscossione coattiva dei crediti vantati dalla società Acea Ato2, poiché il canone idrico non è un tributo.

Tutto saltato? Macché. Trovato il buco si mette la toppa: viene scomodato il ministro dell’Economia, il quale ha firmato un decreto con cui «autorizza la riscossione coattiva mediante ruolo dei crediti vantati dalla Società Acea Ato 2». Ma non lo ha fatto sui due piedi, mettendo una firmetta tra un caffè, un accordo con il Fondo Monetario Internazionale ed un confronto con il Banchiere Centrale Mario Draghi. Pier Carlo Padoan, rispondendo all’interrogazione dell’onorevole Simone Baldelli , fa capire di avere trascorso nottate insonni, tormentato dal dilemma se dover ignorare quegli ingrati che senza alcuna vergogna si dissetano alle spalle dell’onesta Acea oppure se dover firmare un provvedimento che gettasse in pasto ad Equitalia le prosperose famiglie che si ostinano a non pagare la bolletta nonostante stiano beneficiando della florida economia italiana del nuovo corso renziano. Scrive infatti il ministro: «il decreto di autorizzazione in favore della società Acea Ato 2 S.p.A. è stato emanato a seguito di un’attenta istruttoria finalizzata al riscontro dei requisiti richiesti dalla legge». E cosa ha appurato l’attenta istruttoria, signor Ministro? «È stata verificata la sussistenza del requisito soggettivo previsto dalla legge: essendo una società a partecipazione pubblica deve vigilare sul mancato pagamento da parte degli utenti morosi in quanto ciò rischia di compromettere l’equilibrio economico-finanziario dell’azienda e, quindi, in ultima analisi, di pregiudicare la sostenibilità e la qualità delle risorse idriche gestite».

Rinfrancato da questo parere, il ministro ha firmato, Acea è in regola, l’accordo con Equitalia è valido. Adesso solo sulla provincia di Roma, tra poco anche in provincia di Frosinone.

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