C’è vita nel Pd di Anagni. E cerca di crescere

Riunione delle varie anime del centrosinistra ad Anagni. Per trovare una sintesi. Ma al momento manca chi la faccia. Cioè un leader unitario capace di aggregare le varie sensibilità

Paolo Carnevale

La stampa serve chi è governato, non chi governa

«C’è vita su Marte? Forse un po’ il sabato sera». La vecchia battuta di Woody Allen è sempre attuale. E, debitamente riadattata, potrebbe tranquillamente diventare il punto di partenza per tentare un’analisi di quanto sta accadendo nel centro sinistra ad Anagni in queste settimane-mesi.

Alla domanda (parafrasata) del regista statunitense «C’è vita nel centrosinistra ad Anagni?», quindi, la risposta è «Sì, c’è vita». Almeno un po’, almeno a partire da qualche tempo. Da quando cioè, con una certa circospezione, come è tipico da quelle parti, si sta cercando, lentamente, di riannodare i fili del dialogo tra le varie anime del centro sinistra nella città dei papi.

L’obiettivo è ovviamente quello di arrivare, nel 2023, a creare una coalizione il più larga e coesa possibile. Per provare a riuscire in quella che, a tutt’oggi, appare una mission impossible: ovvero, spodestare il centrodestra e Daniele Natalia dalle stanze dei bottoni dell’amministrazione comunale.

Mission Anagni: Protocollo Fantasma?

Egidio Proietti, Segretario del Pd Anagni

Il primo tentativo c’è stato qualche giorno fa: con una riunione delle varie anime del mondo progressista nella nuova sede cittadina del Partito democratico. Presenti oltre allo stato maggiore del Pd, a partire dal segretario Egidio Proietti, Anagni Cambia Anagni, Cittatrepuntozero, Rete dei Cittadini, Anagni libera, Sinistra italiana. Insomma, la base per una possibile alleanza di centrosinistra: allargata a forze civiche che guardano al campo progressista. Come ad esempio Cittatrepuntozero.

Solo un primo scambio di opinioni, con la decisione finale di rivedersi a brevissimo. Per creare una base programmatica da cui partire davvero. E per cercare di allargare ancora di più il campo politico.

Quali sono i punti fermi di questa (possibile) alleanza? Anzitutto le porte chiuse a forze considerate troppo lontane. E anche se in questi giorni, sul tema del biodigestore ad esempio, c’è una comunanza di interessi evidente, Cardinali e Casapound non faranno parte di questa possibile alleanza. Perché va bene lavorare assieme per una questione specifica. Ma teorizzare un arco costituzionale che vada dai ribelli meloniani a Viviana Cacciatori sembra onestamente un po’ troppo anche per la fervida fantasia politica dei leader della zona. 

I temi di scontro ci sono: manca il leader

Il sindaco di Anagni Daniele Natalia

Più semplice potrebbe essere creare un elenco di questioni su cui lavorare. La Sanità ad esempio. Il centrosinistra potrebbe sfruttare le evidenti contraddizioni della maggioranza Natalia in tema di salvaguardia della sanità cittadina.

Oppure l’Ambiente: sottolineando le polemiche che stanno arroventando la città sul tema del biodigestore. Sul quale, per inciso e al di là delle dichiarazioni ufficiali, il centrosinistra deve trovare una sintesi: perché i sindaci Dem hanno votato a favore, la linea del Pd provinciale è a favore della Green Economy, in Regione c’è stato parere positivo, il Partito Democratico sostiene un Governo Draghi che ha allocato buona parte delle risorse proprio sulla transizione energetica. E dovranno anche decidere cosa fare delle dichiarazioni del sindaco: ha sollevato pesanti dubbi sulla perimetrazione dell’area interdetta da anni allo sviluppo a causa dei veleni che finora però non sono stati trovati. All’epoca di quella perimetrazione il centrosinistra aveva un ruolo non secondario. (Leggi qui Le balle sui veleni nella Valle del Sacco).

Il vero grosso problema è che non c’è, al momento, un leader vero e proprio a cui fare riferimento. Una figura carismatica a cui affidare, in prospettiva, il ruolo di plausibile candidato a sindaco in vista del 2023. Una lacuna che, col tempo, rischia di diventare pesante.

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