“L’ho fatto io” “Non è vero”: il bis sullo scippo dei meriti

A Ceccano si prepara ad andare in scena il nuovo scambio di accuse tra centrosinistra e centrodestra. Di chi è il merito dei lavori sul Sacco? Ricostruiamo, documenti alla mano, chi ha chiesto, chi ha finanziato, chi ha ricevuto. Senza dimenticare un'altra conferenza stampa

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

La prima Amministrazione Caligiore si insediò il 4 luglio 2015. Fu epocale: Ceccano non era più la Stalingrado ciociara ma una roccaforte di patrioti. Il secondo mandato, dopo una storica vittoria al primo turno del centrodestra contro il centrosinistra, ha preso il via il 14 ottobre 2020. Coup de théâtre: a un anno esatto di distanza dalla caduta dal sindaco Roberto Caligiore. Il lupo, però, perde il pelo ma non il vizio: prendersi meriti altrui. (Leggi qui Gomitate, veleni, battute: in onda il sequel “Caligiore 2” e anche qui Fake e ruffianate: le nuove armi della guerra a Ceccano). 

L’articolo sugli argini del Sacco

Nelle ore scorse, affidandosi alle colonne di Ciociaria Oggi, il consigliere di maggioranza Angelo Macciomei ha fatto un annuncio: l’attesa sistemazione idraulica lungo il fiume Sacco inizierà con tutta probabilità la prossima estate.

È il delegato ai Lavori Pubblici del Caligiore 2, in quota Lega. Ha ringraziato soprattutto il sindaco di Fratelli d’Italia. Perché? «Perché ci sta mettendo nelle condizioni di lavorare al meglio». Ma anche i suoi colleghi di maggioranza: «Stiamo trovando la sintesi per fare tutto il possibile nell’interesse della città».

Il vizio di prendersi i meriti altrui

Più che altro a stupire è la sintesi adoperata nel limitarsi a dire che «sarà un’opera importante per la quale abbiamo a disposizione oltre un milione e mezzo di euro provenienti da fondi regionali». Li ha portati la corrente del fiume? No di certo. Li hanno ottenuti le famose amministrazioni precedenti firmate PSI: la doppia guidata da Antonio Ciotoli tra il 2002 e il 2012; e poi quella biennale di Manuela Maliziola, che azzerò la Giunta e fu defenestrata dai Socialisti.

È quel centrosinistra tanto attaccato dal centrodestra al potere. Per cosa? Per aver lasciato in eredità solo debiti. In questo caso, invece, ha lasciato in dote 1.549.370 euro. Proprio per la messa in sicurezza degli argini fluviali. Quali? Quelli che partono all’altezza dell’ex Mediateca comunale: quella, sì, una “cattedrale nel deserto” ereditata dal passato. E che arrivano fino alla contrada Spina, ai confini con Castro dei Volsci.

Antonio Ciotoli

Verranno piazzati blocchi di pietra, gabbie metalliche e pali di legno. Grazie al milione e mezzo di euro portato a casa. A partire dal 16 maggio 2016, quando è stata pubblicata la graduatoria degli interventi ammissibili a finanziamento. Quello previsto sin dal 28 luglio 2015 dalla misura 5.1.1 del Por Fesr 2014-2020: il Programma operativo regionale connesso all’apposito Fondo europeo di sviluppo. Da cui partono anche quelle risorse per “interventi di messa in sicurezza e per l’aumento della resilienza dei territori più esposti a rischio idrogeologico e di erosione costiera”.

La graduatoria, sì, è scattata durante il Caligiore 1. Era stata accolta, però, la proposta di intervento elaborata dal PSI cittadino. A distanza di sei anni il Caligiore 2 raccoglierà i frutti. Sul bollino, però, c’è la faccia di Antonio Ciotoli. Che, dopo l’annuncio, probabilmente rivendicherà nuovamente il merito.

Chi ha fatto cosa

Basta fare un semplice copia-incolla: vari i comunicati diramati negli anni a riguardo dal locale circolo “Sandro Pertini”. Per chiarire chi ha fatto cosa.

«Contrariamente alla lunga serie di bugie e al tentativo costante e giornaliero di infangare l’azione amministrativa del passato da parte dell’attuale governo della città a guida Caligiore – affondò una volta il segretario del PSI Ceccano Ciotoli – i fatti continuano a dare ragione a chi proprio nel passato, con serietà, ha programmato e attuato interventi per la risoluzione di problematiche reali del territorio». 

Mauro Buschini

Agli inizi del 2018, quando furono stanziati i fondi, completò il quadro l’allora assessore regionale all’Ambiente Mauro Buschini: «È un’azione volta a promuovere investimenti destinati a far fronte a rischi specifici ed a sviluppare sistemi di gestione delle catastrofi a carattere ambientale. Quale quella dell’emergenza che ha investito appunto la zona lungo il corso del fiume Sacco. Continua, dunque, l’impegno della Regione Lazio per il risanamento e la tutela dei corsi d’acqua. Sia in termini di manutenzione e valorizzazione che di interventi di recupero ambientale».

Il Pantano rimasto pantano

Tra l’altro, sempre in seno alla misura 5.1.1, il PD regionale aveva preso in considerazione inizialmente anche un altro progetto inviato dal PSI ceccanese: “Problematiche idrauliche e geomorfologiche in contrada Pantano”.

Nomen omen: il destino nel nome. È la contrada di Ceccano che, durante nubifragi ed esondazioni, finisce puntualmente sott’acqua. Fu presentato un progetto da oltre due milioni di euro finalizzato all’allargamento della strada comunale. Nel maggio 2018, però, fu scartato dalla Commissione tecnica di valutazione in quanto «l’intervento – spiegò la Direzione regionale “Risorse idriche e difesa del suolo” – non può classificarsi come intervento di mitigazione, ma è semplicemente un intervento che in parte si realizza all’interno di aree a rischio idraulico, senza ridurne pericolosità e rischio». In poche parole, non è stato finanziato perché non era prettamente un’operazione anti-dissesto. E non avrebbe neanche risolto il problema degli allagamenti. 

Il Pantano prima dell’intervento

Per il lotto funzionale, la parte attinente del progetto, il Caligiore 1 centrò nel mentre un finanziamento di 200 mila euro, aderendo a un programma straordinario della Regione Lazio. E garantendo una compartecipazione di 50 mila euro.

La conferenza ed i meriti

Dopo l’approvazione del progetto esecutivo fu indetta una conferenza stampa. Era il 25 luglio 2017. La tennero, alla presenza del sindaco Roberto Caligiore, Massimo Ruspandini, Alessandro Savoni e Federica Aceto: allora vicesindaco, delegato all’Ambiente e consigliera comunale. Oggi, nell’ordine, senatore, delegato al Commercio e vicesindaco di FdI.

«Per via Pantano abbiamo fatto in due anni quello che le precedenti amministrazioni non hanno risolto in decenni di mandato», dichiarò Ruspandini. «Si risponde con la politica del fare all’opposizione che parla di isolamento amministrativo e di mancanza di rapporti con la Regione Lazio», aggiunse Savoni. «Verrà prodotta un’apposita documentazione fotografica all’insegna del “prima” e del “dopo”», specificò Aceto.

La conferenza stampa del 2017

Purtroppo aveva ragione la Commissione tecnica regionale: malgrado i lavori, è rimasto un Pantano.  Tristemente fedele, in caso di pioggia, al suo destino. A cui non lo hanno sottratto né le amministrazioni Caligiore né quelle precedenti.

Lungo le sponde del fiume, però, l’unione farà la forza: il centrodestra realizzerà un progetto del centrosinistra che è stato finanziato dalla Regione Lazio guidata dal PD.

Forse sarebbe meglio continuare a celebrare e ideare altre operazioni. (Leggi qui Dalla “BioSacco Valley” alla “Green Valley”ma anche qui Il S.Maria della Pietà rinasce. Ceccano? No quello di Roma)