Anatomia di una crisi: il centrosinistra a Ceccano

La prossima settimana potrebbero arrivare i sub commissari nei circoli Pd di Sora, Pontecorvo e Ceccano. La situazione del centrosinistra nella ex Stalingrado ciociara dopo il nuovo Ko. Gli scenari, le difficoltà, i nomi e le indiscrezioni

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Altri cinque anni all’opposizione. Il Centrosinistra a Ceccano paga il prezzo delle divisioni: incapace di fare una sintesi si è presentato agli elettori con due candidati sindaco. Una dispersione del voto che viene da lontano, frutto delle diverse sensibilità interne, non risolta per anni.

La presenza di un nuovo Segretario provinciale al timone del Pd apre alla possibilità di un dialogo tutto da ricostruire. Quanto è difficile riannodare i fili? Quanta volontà c’è di superare quelle divisioni?

Il Pd commissariato a Ceccano

Luca Fantini

Per capire che aria tira nel centrosinistra di Ceccano non si può che iniziare dal Partito Democratico. Il circolo del Pd, come quello di Pontecorvo, è commissariato dal 31 ottobre ed è stato affidato direttamente al Segretario provinciale Luca Fantini. È il prezzo pagato per non esser riusciti a far eleggere quantomeno un consigliere comunale alle elezioni 2020. Quelle che specie a Ceccano, con la vittoria al primo turno del centrodestra, hanno dato una sonora lezione all’intera area. (Leggi qui La lezione delle Comunali / Ceccano). 

Al congelamento del Pd Ceccano, anticipato dalle dimissioni del segretario Davide Di Stefano, non segue ancora però la nomina del subcommissario. Voci di corridoio, tra bocche comprensibilmente cucite, parlano di nomi rifiutati.

Va chiarito un aspetto politico: un Circolo commissariato non può rifiutare un bel niente. Ma il Segretario provinciale Luca Fantini è consapevole che l’imposizione non serve a spianare la strada, ricostruire il dialogo interno. Sa che occorre un nome di garanzia, capace di mettere in contatto le differenti sensibilità. E per questo che venga riconosciuto come autorevole da tutti i fronti.

Le indiscrezioni dicono che proprio per questo avrebbe iniziato a sondare il gradimento sui nomi dei papabili sub commissario.

I Papabili rimasti cardinali

Luca Fantini con il presidente della Commissione di Garanzia, Danilo Campanari

Inizialmente ne erano stati proposti due. Uno continua a restare avvolto dal mistero, ma l’identikit dell’altro nome porta a quello della consigliera comunale di Veroli Francesca Cerquozzi. È la responsabile dell’Iniziativa Politica e dei Diritti all’interno della Segreteria provinciale; è già stata Commissario in un Circolo difficile come quello di Anagni dove ha ricostruito il dialogo, condotto all’unità, lasciando dopo l’elezione dei nuovi quadri dirigenti.

Poi, di sicuro, è stato indicato e respinto il presidente della Commissione Garanzia della Federazione di Frosinone: il veterano Danilo Campanari, già sindaco di Veroli.

Il motivo dei due “no”? Perché sono di “Pensare Democratico”, la componente guidata a livello territoriale da Francesco De Angelis, Mauro Buschini e Sara Battisti. È un difetto? Sono troppo vicini a Maurizio Cerroni, già sindaco di Ceccano due volte, esponente cittadino ma anche dirigente provinciale del Pd. 

Effetto Cerroni

L’EX SINDACO DI CECCANO MAURIZIO CERRONI

L’ex primo cittadino di Ceccano, affiancato dalla fedelissima Elisa Tiberia, è tornato all’assalto. Cerroni ha mal digerito la scelta del centrosinistra (Pd e Psi) di sostenere un candidato sindaco di centrodestra: l’ex presidente del Consiglio Comunale Marco Corsi.

I maliziosi sostengono che non avrebbe gradito quella scelta non tanto per ragioni politiche o di oppportunità. Ma perché, in fin dei conti, avrebbe voluto ricandidarsi lui a sindaco. O al massimo puntare su Elisa Tiberia. Ecco perché quest’ultima e Davide Cerroni, figlio di Maurizio, non sono scesi in campo in extremis tra le file della lista civica “Democratici per Ceccano”. Facendo perdere centinaia di voti che avrebbero garantito al Pd di entrare in Consiglio al posto dei “cugini” del Psi.

Socialisti che, grazie ad appena 73 voti in più degli alleati (570 contro 497), sono ora rappresentati in assise da Emiliano Di Pofi. Senza parlare delle 187 preferenze riscosse dall’ex capogruppo consiliare dem Giulio Conti, candidatosi stavolta con la civica “Città Nuova”. Conti che è sostenitore dell’altra potente corrente provinciale, Base Riformista, di cui è leader Antonio Pompeo

Un commissariamento, due teorie

FRANCESCO DE ANGELIS E ANTONIO POMPEO

La linea che vorrebbe Base Riformista è quella di un commissariamento lungo in vista del congresso cittadino. Pensare Democratico, invece, ne vorrebbe uno breve.

Dalla scelta del sub commissario, pertanto, si capirà se la rinascita del Pd Ceccano avverrà a partire dalla primavera o dall’autunno, Covid permettendo. Quale sarebbe la differenza?

C’è un tema centrale: a prescindere se a coordinare il dibattito della ricostruzione sarà un esponente di Pensare Democratico oppure uno di Base Riformista. In entrambi i casi si dovrà decidere se, come ed in che modo avviare un riavvicinamento. Quello con il coordinamento di centrosinistra “Il Coraggio di cambiare, guidato dalla consigliera comunale Emanuela Piroli, già segretaria cittadina del Pd, defenestrata dal Partito nel 2018, candidata sindaca nella scorsa tornata sostenuta da uno schieramento civico e di sinistra contrapposto a quello con Pd e Psi. (Per approfondire leggi qui La rivolta dei 25: Giulio Conti condanna la segretaria Pd di Ceccan; leggi qui Il futuro segnato della Segretaria Pd di Ceccano; leggi qui La caduta di Ceccano: via Piroli, nominato commissario Luca Giorgi).

La la sostanza non cambierebbe molto. Da un fronte del Pd la Piroli è considerata troppo “rottamatrice”, dall’altro la considerano troppo “rossa”. Luca Fantini vuole comunque provarci.

Ma Emanuela resta civica  

Andrea Querqui ed Emanuela Piroli

In ogni caso, però, la Emanuela Piroli resterà civica. Deve rappresentare tutte le anime della coalizione che l’ha sostenuta. Quelle più radicali, ovvero Ceccano a Sinistra (trainata da Rifondazione Comunista) e Verdi Democratici (in cui c’è anche Articolo 1). Ma anche Italia Viva, uscita allo scoperto dopo le elezioni.

Emanuela Piroli, oltre che per la dote personale, è stata eletta in Consiglio anche e soprattutto grazie a loro. Assieme al capolista della “piroliana” Cives Ceccano: Andrea Querqui, il secondo candidato più votato di tutti dopo Federica Aceto di FdI.

Potrebbe essere, dunque, quest’ultimo ad avvicinarsi prossimamente al Pd. Ma solo e soltanto se il dialogo non verrà tagliato definitivamente ma costruito alla lunga. Come vorrebbe Base Riformista. Pompeo, d’altronde, non ha affatto nascosto che avrebbe preferito che il Pd sostenesse la Piroli alle Amministrative 2020.  

Effetto Corsi su Ceccano

Marco Corsi

Se il sub commissario sarà di “Pensare Democratico” c’è il rischio che nasca comunque una spaccatura. I contatti tra il leader Francesco De Angelis e l’ex presiente del Consiglio Comunale candidato sindaco da pd-Psi Marco Corsi, dopo la batosta elettorale, non sono di certo mancati.

Cerroni però non lo vuole nel Partito Democratico come non lo voleva candidato sindaco.

Resta il fatto che il Pd non ha nemmeno un seggio in Consiglio e potrebbe ottenerlo grazie a Marco Corsi. Diventerà democrat? Solo se verrà sostenuto in occasione del prossimo rinnovo dei Consiglieri provinciali.

La mancata elezione in Provincia due anni fa, quando era presidente del Consiglio Comunale, ha incrinato i rapporti fino a far cadere l’amministrazione Caligiore 1. I Fratelli d’Italia di Ceccano, infatti, preferirono votare Daniele Maura, consigliere comunale di Giuliano di Roma e oggi Presidente del Consiglio Provinciale. 

Stavolta Corsi vorrebbe un sostegno sicuro per puntare a uno scranno di Palazzo Iacobucci. Se non direttamente lui, soltanto l’alleata consigliera Mariangela De Santis potrebbe garantire la buona riuscita dell’operazione. Come? Facendo lei l’ingresso nel Pd. Ma la De Santis è di “Nuova Vita”, altra lista ex caligioriana. Un gruppo che è ormai radicato a Ceccano e difficilmente acconsentirebbe a sparire dal Consiglio. Alternative non ce ne sono. Assieme a Corsi e De Santis sono stati eletti Tonino Aversa, da sempre di centrodestra, e il socialista Di Pofi. Entrambi, per diversi e ovvi motivi, stanno bene dove stanno

Il ritorno di Maliziola

Manuela Maliziola e Paolo Ciani

Dulcis in fundo, nell’universo del centrosinistra di Ceccano, non si può non segnalare il ritorno di Manuela Maliziola. L’ex sindaca schierata dal Psi, la prima e sinora unica nella storia della Contea, è entrata nel coordinamento provinciale di Demos. Una Democrazia Solidale, quella ispirata al cristianesimo sociale, rappresentata nel Parlamento Europeo dal deputato Pietro Bartòlo e a livello nazionale dal consigliere regionale Paolo Ciani. Ora, in provincia di Frosinone, dal coordinatore Luigi Maccaro, assessore alla Coesione Sociale di Cassino e responsabile della comunità Exodus della città martire. Con tanto di profonda sinergia con il Partito Democratico. (Leggi qui Il patto per gli ultimi che Demos rinnova con il Pd). 

La Maliziola, come ha ricordato durante la presentazione del neo-coordinamento di Demos, ha conosciuto Ciani in un noto Consiglio comunale aperto di Ceccano. Quello del 16 giugno 2018, incentrato sull’emergenza ambientale. Nell’occasione, l’allora presidente del Consiglio Corsi invitò tra gli altri tutti gli eletti sul territorio.

Tutto iniziò a Ceccano

Per il centrodestra, oltre al senatore di casa Massimo Ruspandini, si presentò la deputata della Lega Francesca Gerardi. Per il centrosinistra arrivò nella “fossa dei leoni” l’allora assessore regionale Mauro Buschini. E con lui, a sorpresa, lo stesso Ciani.

Sono partiti da allora i contatti tra quest’ultimo, membro della Comunità di Sant’Egidio, e la Maliziola. A suo tempo consigliera e, dopo un turno elettorale di stop, tornata alla presidenza dell’associazione di volontariato Famiglia Futura.

Ora sta con Demos e, spaziando dal sociale all’ambiente, si occuperà del suo radicamento a Ceccano. A braccetto con il locale Pd, che non è di certo un’Araba Fenice provetta: non sa ancora rinascere delle sue ceneri.