Ceccano: vince la puzza. Strappo in aula e nasce il nuovo Gruppo. E alle provinciali…

La spaccatura si è consumata (e noi lo avevamo detto): a Ceccano nasce un nuovo gruppo consiliare. Che indebolisce politicamente la posizione del sindaco. Alle provinciali il candidato di area sarà Maura di Giuliano di Roma: un modo per riaffermare chi prende le scelte politiche. Stella e Del Brocco sorpresi da Zambardino: prove di coalizione?

L’unica vincitrice è stata la puzza: tornata ad ammorbare l’aria di Ceccano come prima, più di prima. Come da mesi ormai. Senza soluzione alcuna: un po’ come il consiglio comunale sull’Ambiente riunito ieri sera.

Nulla di fatto a palazzo Antonelli. Nulla di fatto come partecipazione, nulla di fatto come entusiasmo, nulla nemmeno come soluzioni nonostante il delegato Alessandro Savoni abbia disegnato la rivoluzione dell’A-Team.

Poco o nulla anche nella polemica, al netto dei tre consiglieri Filippo Misserville, Mauro Roma e Manuela Maliziola… Flop pure della protesta spontanea evocata da qualche cittadino e diffusa attraverso il tam tam su Facebook… Sovradimensionato il dispiegamento di forze dell’ordine schierato per prudenza: hanno dovuto fronteggiare non più di tre o quattro cittadini. E nemmeno troppo agitati.

Unica vincitrice: la puzza. Tornata ad appestare l’aria nella Contea.

 

Caligiore (lista) addio!

Dal punto di vista politico invece si è consumato un fatto eclatante. Scompare la Lista Caligiore. Il sindaco è nudo davanti alla sua maggioranza e può contare solo sulla sodale Ginevra Bianchini.

Assenze che pesano quelle tra i banchi della maggioranza: Colombo Liburdi e Fiorella Tiberia varcano il rubicone, si mettono in proprio. Aggregano il primo dei non eletti Roberto Savy. (E noi ve lo avevamo detto Sette mesi da senatore, sette mesi senza vice sindaco)  Insieme hanno la gran parte dei consensi della ex prima lista della coalizione, la lista del sindaco appunto.

Quando le crisi nascono dal punto di vista della politica possono sempre rientrare. La dimostrazione evidente è sempre il sindaco Roberto Caligiore: la volta scorsa perse in un colpo solo ben tre consiglieri. Ma grazie all’abile lavoro dell’allora vice sindaco, oggi senatore Massimo Ruspandini, riuscirono a chiudere l’operazione con Tonino Aversa assicurando “stabilità” e sopravvivenza alla maggioranza

Stavolta invece lo scontro è personale. È uno sgarbo e una mancanza di rispetto che non può essere risanata. (leggi qui da dove nasce la rottura Nuova fumata nera: Ceccano ha un Senatore ma non il vice sindaco)

Donna Fiorella è di carattere: in particolare se si manca di rispetto alla sua carica di consenso. Stesso vale per Colombo Liburdi. Entrambi abbandonarono il Centrosinistra in piena crisi di identità: se un Partito non sa chi è e dove va come può far sentire considerati i suoi uomini? Una situazione simile si è determinata ora: Fratelli d’Italia non li sta facendo sentire abbastanza considerati nonostante lo sforzo che entrambi hanno messo in campo alle scorse regionali.

 

Provinciali, nessun candidato di Ceccano

Nel frattempo in città, complici anche le elezioni provinciali, il fermento è alto…
Fratelli d’Italia, il Partito nel quale milita il senatore Massimo Ruspandini, sembra che non intenda indicare nessun candidato fabraterno.

Il designato è Daniele Maura di Giuliano di Roma.

Una designazione che ha un doppio effetto. Il primo: quello di valorizzare i quadri dirigenti del Partito (Maura è il responsabile Enti Locali provinciale). Il secondo: quello di ricordare a tutti chi è il vero uomo forte a Ceccano, Ruspandini e non Caligiore; marcando così una netta distinzione tra il ruolo amministrativo (nel quale Ruspandini è stato bene attento a non mettere piede dopo le sue dimissioni da vicesindaco seguite all’elezione a Palazzo Madama) e quello politico (nel quale è il sindaco a non dover fare invasione di campo).

 

Ceccano2020, prove di coalizione

Lo storico leader del polo civico, Angelino Stella è stato intercettato in un lungo colloquio con l’ex vice coordinatore provinciale di Forza Italia Riccardo Del Brocco. Si sono visti da Zambardino. Hanno fatto una colazione abbondante, nel corso della quale è spuntata una penna con un foglietto, sul quale sono stati presi appunti.

Sul fronte politico, entrambi hanno dei conti in sospeso. E dei macigni nelle scarpe che intendono togliersi al momento giusto.

Chi è passato vicino al loro tavolo, nonostante fossero lontani dalla zona più frequentata, li ha sentiti dire che non bisogna ripetere lo sbaglio di andare separati alle elezioni.

L’esperto consigliere, anima di tante battaglie sull’ambiente, sembra disposto ad avviare un dialogo.

Anche perché il sindaco Roberto Caligiore continua con la sua richiesta di firme da apporre sotto al documento con cui ci si impegna a sostenerlo alle prossime elezioni comunali: documento che ancora resta clamorosamente bianco. Più del suo attuale pallore.

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