La riunione di maggioranza che maggioranza non è

Verso il rimpasto nella giunta di Ceccano. ormai inevitabile. Tutto nasce dall'ultimo Consiglio comunale. Ieri sera la riunione di maggioranza. Ma il sindaco blinda la sua posizione. Cosa è accaduto. Chi sta con lui. E chi no.

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

La riunione è stata lunga, approfondita ed a tratti anche tesa. La maggioranza che governa sul Comune di Ceccano si è chiusa in conclave martedì sera. Lo ha fatto per prendere una decisione sui mutui da rinegoziare. E soprattutto per fare “l’analisi politica amministrativa” prendendo atto dei nuovi equilibri. Veniamo al dunque: di che novità si tratta?

Il Consiglio della retromarcia

Tutto parte dall’ultima seduta del consiglio comunale. Doveva essere il grande palcoscenico del bipartisan Marco Corsi, rampante Presidente del Consiglio, in odore di candidatura a sindaco: proprio per la sua capacità di ottenere consensi dai due lati della barricata.

L’ex assessore dell’allora sindaco socialista Manuela Maliziola aveva studiato la parte, sarebbe stato meglio di Conte contro Salvini, meglio del “che fai mi cacci” di Finiana memoria. Valentino Trotta, abile battutista con la passione per la poesia, lo aveva istruito alla perfezione. Aveva anche ripassato la parte con il fido Angelo Aversa, meglio di uno scolaretto con la letterina di Natale. Marco Corsi era pronto a contestare al sindaco una serie di mancanze politiche, mettendo all’angolo Roberto Caligiore e spianando la strada ad un suo ruolo di alternativa al primo cittadino già nelle prossime elezioni.

E poi? Tutto è saltato in aria. La mina si chiama Angelo Macciomei, consigliere di maggioranza eletto nella lista civica di Marco Corsi. Macciomei recentemente è salito sul Carroccio della Lega dopo che si è interrotto il feeling con il capolista. (leggi qui Gizzi, Macciomei, gli aerei di Mussolini e… gli elicotteri di Caligiore)

È bastato che il consigliere Macciomei, non proprio Cicerone per capacità oratorie, nel corso del Consiglio dicesse che prendeva le distanze. Perché “sei tu che hai cambiato strada decidendo di non concorrere con Caligiore, ma contro”. Bum, salta tutto.

Le false voci

A quel punto il Presidente del Consiglio comunale diventa paonazzo, inizia a balbettare, nega la voce di una sua candidatura.

Se non è vero, c’è chi ha messo in giro la voce e lo ha fatto con molta abilità. Sostenendo che Marco Corsi aveva promesso a tutti di dimettersi in quella riunione di maggioranza. Se non è vero, chi lo ha fatto credere ha convinto tutti che Corsi aveva promesso fuoco e fiamme, rassicurando così chi gli rimproverava di essere poco credibile quando criticava il sindaco.

Il fatto è che potrebbe essere proprio come dice Marco Corsi. Perché in questi quattro anni e mezzo di amministrazione ha appoggiato tutte le scelte della maggioranza. E votato in diverse elezioni per Fratelli d’Italia. Politicamente sono elementi che indebolirebbero il peso di un suo scontro frontale con l’amministrazione uscente di centrodestra.

Una birra dopo il Consiglio

Alla fine… La nave non parte e l’equipaggio è già abbondantemente demotivato. L’Armata Corsi, dopo il Consiglio si riunisce in birreria, al Cerevisia Vetus: c’è Fiorella Tiberia, c’è Angelo Aversa, c’è Franco Giovannone (il che smentirebbe le voci secondo le quali il figlio starebbe realizzando una lista per Caligiore).

Filippo Misservile

Si affaccia sul tardi Filippo Misserville, che non ha dimenticato il mancato appoggio di Corsi alla sua corsa tentata nel 2015 per diventare sindaco e ancor prima nel 2012, quando gli preferì Stella.

Viene anche il consigliere Mauro Roma il quale premette: “Sto qua per una birra“. Stop.

A seguito di queste novità, dicevamo, si è tenuta ieri la riunione di maggioranza.

Colombo, diventa falco e blinda Caligiore

Erano presenti tutti i gruppi, tranne Tonino Aversa per motivi di lavoro. Presente il trio Liburdi, Tiberia, Savy. Tutto faceva presagire il peggio con un sanguinoso regolamento di conti politico. E invece… proprio dal consigliere Colombo Liburdi è arrivata la staccata a sorpresa “confermo la mia lealtà al sindaco e alla maggioranza, non riconosco più l’assessore Tiberia come mio rappresentante. E nemmeno riconosco Savy come portavoce. Mi candideró nel 2020 con il sindaco uscente”.

È una prima vittoria del sindaco Roberto Caligiore che blinda così il suo mandato fino al termine di scadenza naturale, dimostra che il consigliere Liburdi sta con lui e non con Corsi. Mette la sua vice, ormai schierata apertamente con Corsi, spalle al muro.

Roberto Caligiore

Il presidente del Consiglio, la vice e Savy sono nervosissimi. Marco Corsi entra ed esce di continuo. Chiede tempo: un giorno, due, sette… forse mesi. Se avesse paura, se fosse confuso, sarebbe legittimo.

La bionda Tiberia e Savy allora reagiscono dicendo che non possono assicurare il sostegno a Caligiore per un secondo mandato. È palese il godimento sul viso di Mario Sodani. Dal suo punto di vista sono stati geniali: potevano tirare a campare e invece si suicidano da soli.

I numeri del sindaco

Ora il sindaco dovrà lavorare e molto. Perché se in aula ha mantenuto i numeri, a livello elettorale Aversa, Tiberia e Savy detenevano il 50% dei consensi dell’allora “Lista Caligiore”. E se aggiungiamo Mauro Roma, la lista Nuova vita e Marco Corsi, si capisce bene che Roberto Caligiore deve recuperare e alla svelta.

Si andrà verso un rimpasto, vedremo come sarà gestito. Certo è che al sindaco Caligiore corre l’obbligo di ottimizzare al massimo questa mossa, vista la situazione e le imminenti elezioni. Ad oggi non ci sono nuovi ingressi, nè grandi novità politiche all’orizzonte, sopratutto non ci sono elementi che lascino pensare ad una crescita elettorale.

Del Brocco, Chi l’ha Visto?

Riccardo Del Brocco

Nessuna traccia di Riccardo Del Brocco fu vice coordinatore provinciale di Forza Italia (uno dei cinque nello sterminato Coordinamento guidato da Pasquale Ciacciarelli che contava oltre settanta persone… Todos caballeros). È sparito dai radar della politica: forse per assenza di sigla identificativa: con Forza Italia non ci sta; con Fratelli d’Italia nemmeno anche se ha recuperato l’antico rapporto di amicizia con il senatore Massimo Ruspandini girandogli un bel po’ di voti alle Europee. Non sta con la Lega e non è andato nemmeno con Giovanni Toti a Cambiamo.

C’è una foto che lo ritrae ad Atreju: non ad un dibattito politico ma in uno stand gastronomico: lì dove si fanno meno chiacchiere e più voti. A Ceccano che farà? Le voci confermano che sta lavorando ad una lista civica, con Santucci e l’ex candidato a sindaco Rino Liburdi.

Sta in panchina: quella sistemata sulla sponda del fiume, comodamente in attesa che i cadaveri politici passino. E finisca la conventio ad excludendum in virtù della quale ha capito che era preferibile tenersi lontano dall’amministrazione cittadina. Fortuna, per Caligiore, che Ruspandini come sempre si è portato avanti col lavoro da tempo. Vedi le Europee.

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