Ceccano, le grandi manovre per scegliere il candidato

Le grandi manovre per comporre gli schieramenti in vista delle elezioni comunali di Ceccano. L'attivismo di Corsi. I primi no. I 'consigli' a Caligiore: che non intende mollare. Il collante di De Angelis. Il silenzio di Ruspandini.

Romano Castellano Sindici

Conte del Sacco (ma non inquinato)

Gli ufficiali studiano il terreno per decidere come posizionare le truppe. Realizzare lo schieramento più forte. Puntano a conquistare Palazzo Antonelli e insediare a Ceccano il loro sindaco. Niente mappe né fotografie: hanno elenchi di preferenze, divisi per Partito e per quartiere. Cercano l’alleanza migliore. Per riuscire ad eleggere il sostituto di Roberto Caligiore, sfiduciato il 14 ottobre scorso. (leggi qui Nove firme, Roberto Caligiore non è più sindaco)

Le manovre di Corsi

L’ex sindaco Antonio Ciotoli

Il più attivo sul campo è l’ex presidente del Consiglio comunale Marco Corsi: il suo ruolo è stato determinante nel provocare la caduta del sindaco. (leggi qui La rappresaglia di Caligiore dopo il golpe fallito).

Lo hanno visto parlare con l’ex sindaco socialista Antonio Ciotoli. Ma l’alfiere del vecchio centrosinistra che per anni ha amministrato Ceccano non vuole sentire parlare di alcun accordo. Niente alleanza.

Corsi ha poi chiesto un incontro con Piattaforma Civica ed i suoi esponenti. Pare si sia presentato dicendo: “E allora che avete deciso? Mi portate? Che volete fa?!” Elegantemente lo hanno fatto tornare su più miti consigli: la risposta al momento è stata un no garbato e senza ripensamenti. E siamo a due.

Ha ricevuto un endorseement dalla lista Città nuova. Al momento però solo da Pietro D’Annibale, ex assessore della giunta Ciotoli. Gli altri che hanno lavorato e stanno lavorando alla formazione della lista, come Mariano Massa e Fabio Giovannone, hanno poche certezze: al momento stanno pesando la possibilità di altri incastri; l’accordo con Marco Corsi al momento non è in agenda.

Il cavaliere bianco

L’aspirante candidato sindaco Marco Corsi

L’ex presidente del Consiglio Comunale non è un ragazzino di primo pelo. Conosce la politica, conosce Ceccano. Sa che i si o i no pronunciati adesso valgono come le banconote del Monopoli: è una partita finta, come il calcio d’agosto. Entrambe però sono utili per cominciare a pesare la consistenza propria e gli orientamenti degli altri giocatori.

In questa fase, la piazza cerca una novità. Attende un cavaliere bianco che rinnovi tutto e tutti a Ceccano. Un po’ come fu Roberto Caligiore quattro anni fa. Lo capì uno degli aspiranti all’epoca più quotati ed esperti: Massimo Ruspandini, la candidatura a sindaco gli spettava per successione naturale degli eventi; comprese che però avrebbe spaccato il centrodestra e tenuto in gioco il centrosinistra. Fece un passo indietro, appoggiò Caligiore, fu determinante per la prima elezione d’un sindaco di centrodestra a Ceccano. E poi divenne senatore.

La verità è che in questa fase Marco Corsi, ammesso che riesca ad aggregare, non viene percepito come novità. Perché ha condiviso tutto in 4 anni e mezzo con l’amministrazione Caligiore. Se si presenta come suo oppositore non è credibile; se si presenta come sua evoluzione è in grado di aggregare solo una parte dell’ex maggioranza ma non d’una massa tale da garantirgli l’elezione. È per questo che ha la necessità di allargare il fronte con i contatti di questi giorni.

I Cives di centrosinistra

L’ex sindaco di Ceccano Manuela Maliziola

Emanuela Piroli e Cives stanno lavorando ad una formazione “nuova” imbarcando dai Querqui a forse l’ex sindaco socialista Manuela Maliziola. Insomma un po’ quello che resta fuori dalla nomenclatura classica del Centrosinistra storico.

Da questo fronte, anche a livello provinciale il messaggio uscito dai tavoli allargati tra alleati (Pd e Socialisti), il messaggio è chiaro: le carte le danno Maurizio Cerroni ed Antonio Ciotoli. Può essere una risposta: il peso dell’esperienza contrapposto alla leggerezza della formazione civica schiarata da Roberto Caligiore che non è riuscita ad arrivare alla fine del mandato.

Il nome più accreditato in quota Socialisti ad oggi è Francesca Ciotoli, ex segretaria del sindaco Antonio Ciotoli e dipendente oggi della Viscolube.

Il ruolo di De Angelis

Non una parola finora da Pensare Democratico, la componente maggioritaria del Pd guidata da Francesco De Angelis. È una scelta precisa: evitare che si possa parlare di ingerenze provinciali, lasciare l’impressione che siano i territori ad autodeterminarsi.

Francesco De Angelis © Imagoeconomica, Paolo Cerroni

L’attuale commissario ai Consorzi Industriali del Lazio conosce bene la litigiosità della sinistra di Ceccano: lo portavano ad assistere alle riunioni di Sezione quando era un giovanissimo dirigente. Per questo Francesco De Angelis ha ben chiaro che a Ceccano serve un accordo di coalizione: il più ampio possibile. Cede il passo ai potenziali alleati, pronto a scendere in campo per offrire il collante quando si renderanno conto che divisi sono perdenti.

Passa per generoso ma in realtà è solo pragmatico.

Le macerie del centrodestra

Sembra un paradosso ma sul fronte del Centrodestra la situazione appare più chiara. Almeno da un punto di vista delle forze in campo.

Il fallimento dell’esperienza Caligiore è stata terapeutica. Nei giorni scorsi c’è stata una sorta di seduta di terapia politica collettiva con cui elaborare il trauma.

Sono stati fatti due conti. Tolti i voti che andranno con Marco Corsi. Sommati quelli che si aggiungeranno rispetto alla volta passata: quattro anni fa Forza Italia non faceva parte del cartello Caligiore – Ruspandini, all’appello mancarono i voti di Riccardo Del Brocco. E questa volta ci saranno.

Riccardo Del Brocco

Le liste di partenza sono 5: L’Altra Ceccano, il Patto Civico, la lista della Lega e la civica di Riccardo Del Brocco più la lista del sindaco.

L’obiettivo minimo è il ballottaggio. Se lo schieramento resterà davvero questo, resta poco spazio vitale per altri progetti che non siano di coalizione.

L’interrogativo sindaco

L’interrogativo chiave nel centrodestra resta quello del sindaco da candidare. In teoria, Roberto Caligiore sarebbe il candidato naturale. Perché è arrivato ad un passo dalla fine della legislatura. Perché ha dei risultati da poter esporre. Perché se si parlasse di fallimento non sarebbe solo suo ma di tutto il centrodestra che in questi anni lo ha sostenuto.

Riproporre Caligiore però potrebbe portare al rischio di trovarsi tutti contro. Se non al primo turno, con certezza al ballottaggio.

A chi gli consigliava una vacanza ed una riflessione, Caligiore ha risposto con il suo solito iper attivismo. Incontri su incontri, pressing sugli alleati, telefonate a Roma per cercare protezione a tutti i costi, cene con gli imprenditori.

Finora nessun “mea culpa“. la sua scelta di campo è chiara: intende riproporre la sua candidatura, imporla fino a quando avrà margini di successo. Chi lo conosce dice che venderà cara la pelle prima di abdicare.

Il sindaco Roberto Caligiore

Qualcuno è pronto a scommettere che si candiderà a prescindere, correndo il rischio di andare a schiantarsi ma provando ad azzoppare il progetto alternativo alla sua figura. Altri, pensano che farà prevalere la ragion di stato sull’ambizione personale, mettendosi a disposizione in cambio di un accordo per il futuro. Che però, oggi per lui, è molto molto incerto. Perché nessuno può garantirgli una candidatura in Regione e meno ancora in Parlamento.

Il silenzio di Ruspandini

È la grande questione che tiene banco, perché il Senatore, già vicesindaco, non si esprime?

La verità è che c’è ben poco da dire. Per Massimo Ruspandini l’obiettivo minimo è l’elezione del prossimo sindaco. Il senatore non può permettersi di perdere: perché quello caduto veniva considerato un sindaco di Fratelli d’Italia. È proprio per costruire la vittoria che sono stati raggiunti gli accordi con Del Brocco, Santucci, Liburdi ed altri.

Massimo Ruspandini © Imagoeconomica, Benvegnu’ Guaitoli

Ruspandini vuole colmare il gap politico della precedente esperienza, depurarla da ciò che non ha funzionato e presentare una squadra rinnovata.

Ma le partite di questi giorni sono come gli investimenti al Monopoli. Ed il calcio d’agosto.

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