La “guerra santa” di Forza Italia: Frosinone contro Cassino

La strategia di Mario Abbruzzese è sempre la stessa: tenere fuori dalle scelte che contano Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini. E’ successo anche in una cena di qualche sera fa. L’obiettivo è portare Riccardo Del Brocco alla segreteria provinciale, scegliendo ancora la strada delle tessere. Ma la reazione del gruppo del capoluogo può mettere in difficoltà Tajani alle europee.

La strategia è sempre la stessa: “tagliare fuori Frosinone”. Come se Nicola Ottaviani non fosse il sindaco del capoluogo. Come se Adriano Piacentini non fosse il coordinatore provinciale, indicato direttamente dal senatore e responsabile regionale del partito Claudio Fazzone. Stavolta poi non c’era neppure Danilo Magliocchetti, capogruppo provinciale e comunale (proprio a Frosinone) degli “azzurri”. Anche l’alibi politico è come un menu fisso: a cena a casa propria ognuno può invitare chi vuole.

E infatti qualche sera fa a Fiuggi, ospiti dell’assessore comunale Marco Fiorini, c’erano Mario Abbruzzese (vice responsabile nazionale degli enti locali del partito), il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli, il sindaco di Anagni Daniele Natalia, il presidente del Gal Terre di Argil Adriano Roma. Ma anche Leonida e Luca Zaccari (ras dei voti su Ferentino il primo, responsabile regionale dei Giovani il secondo) e poi Pietro Pacitti di Cervaro, l’ex vice coordinatore Tommaso Cenciarelli che riprorverà la corsa per diventare sindaco a Paliano. E tanti altri. C’era soprattutto Riccardo Del Brocco, l’uomo sul quale Mario Abbruzzese punta per riprendersi la segreteria provinciale. Abbruzzese non ha mai dimenticato che a pochi giorni dalle elezioni politiche del 4 marzo Claudio Fazzone piazzò Piacentini, defenestrando il fedelissimo Pasquale Ciacciarelli.

Il caso delle tessere a chili

A febbraio ci saranno i congressi e ancora una volta si vorranno far  contare le tessere sottoscritte. Per spianare la strada a Riccardo Del Brocco.  E sia Nicola Ottaviani che Adriano Piacentini sanno benissimo che l’obiettivo è questo. E che per raggiungerlo ci sarà la vecchia usanza dei pacchi di tessere comprati in blocco: Piacentini lo ha denunciato in diretta tv (leggi qui Piacentini denuncia in tv: «No al mercato delle tessere»)

Non staranno a guardare, ma a questo punto bisognerà vedere cosa intendono fare. Piacentini non ha la vocazione dell’agnello sacrificale. Nel 2018 si è speso moltissimo per far passare candidature a sindaco come quella di Daniele Natalia. Deve esserci rimasto male nel constatare che alla fine il sindaco di Anagni ha sentito il “richiamo della foresta” di Mario Abbruzzese e Pasquale Ciacciarelli. I quali però furono quelli che suggerirono a Natalia la tattica della fuga in avanti, mettendo gli alleati di fronte al fatto compiuto e tagliando corto su una discussione che rischiava di arrivare fino alla data di presentazione delle liste senza avere un candidato.

I crampi di Nicola

Nicola Ottaviani da mesi ha mal di pancia fortissimi. Tutti ricordano l’attacco al cerchio magico sferrato  dal palco di Fiuggi, in occasione della tre giorni di Antonjo Tajani, L’Italia e l’Europa che vogliamo. (leggi qui Le randellate di Ottaviani sul Re nudo) Poi la presenza alla festa regionale della Lega a Latina, sul palco insieme a Matteo Salvini. (leggi qui Nicola Ottaviani sale sul palco della Lega: per mandare in soffitta Forza Italia) Quindi la volontà di dare vita ad un movimento civico di sindaci e amministratori. Fuori da Forza Italia. (leggi qui)

Il ragionamento è sempre quello di non voler sottostare alle logiche del “cerchio magico”. Ma il discorso vale a livello provinciale, oltre che nazionale. Perché se l’obiettivo di Abbruzzese e Ciacciarelli è sempre quello di non “far toccare palla” a Frosinone, allora la tregua è finita.

Sulle stesse posizioni è Adriano Piacentini: perché restare se lo si vuole sostituire con Del Brocco? Perché continuare a ricucire invece di “rompere”? Decidendo successivamente se restare in Forza Italia o uscire?

In libera uscita

Le sconfitte alle politiche e alle provinciali sono state pesantissime. Inoltre Forza Italia continua a dover fare i conti con tanti esponenti che vanno via. L’ultimo è stato Antonello Iannarilli, che nessuno ha sentito il dovere di ringraziare per i 25 anni di militanza nel Partito. (leggi qui Iannarilli lascia Forza Italia: «Non sono persona gradita»). In precedenza era andato via il responsabile nazionale dei Lavori Pubblici, Silvio Ferraguti (leggi qui Anche Silvio sbatte la porta e se ne va da Forza Italia).

A maggio 2019, però, si vota per le europee. E Antonio Tajani avrà bisogno di ogni singolo voto, considerando la vastità della Circoscrizione e i sondaggi per nulla incoraggianti per gli “azzurri”.

«Se Tajani continua a scegliere Abbruzzese e a non rendersi conto che Frosinone viene continuamente mortificata nelle candidature e negli scenari della segreteria, perché rimanere?». In tanti in queste ore stanno consigliando questa interpretazione a Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini. I quali hanno una sola certezza. A questo punto, sia dentro che fuori Forza Italia, c’è un’unica strada: contrapporsi al “cerchio magico” di Abbruzzese e Ciacciarelli.

È già “guerra”.

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