Metti una sera a cena: Mario, dom Pietro e Marrazzo

Cena con spaghetti ai frutti di mare e tanti amarcord: a Gaeta, in casa di Mario Abbruzzese, c'erano Pietro Vittorelli, Piero Marrazzo e Pino Candido. Il top: l'ex presidente del Consiglio regionale ai fornelli. E se la cava anche bene.

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Un presidente ai fornelli, un presidente a tavola, un abate al balcone ed un caposegreteria a vigilare su tutto. Il luogo è Gaeta, il terrazzo è affacciato sul golfo: la serata è quella di venerdì. Nell’appartamento estivo di famiglia, l’ex presidente del Consiglio Regionale Mario Abbruzzese è in pantaloncini ed infraduto. Armeggia nella cucina all’ultimo piano: è lui a cucinare gli spaghetti con cozze, vongole e calamari, stando attento alla salsa di pomodoro che non sia né troppo densa né troppo lenta.

Alle sue spalle, sul terrazzino affacciato sulla strada che lo separa dal mare, sta seduto l‘ex governatore del Lazio Piero Marrazzo, nella sedia accanto sta il fidato amico di sempre Pino Candido, eterno caposegeteria di tanti assessori. Con loro, un po’ giù di tono, c’è Pietro non più dom Vittorelli, già abate di Montecassino.

Mario Abbruzzese Foto © Daniele Scudieri / Imagoeconomica

Una cena nata il giorno del Cinquantesimo del Consiglio Regionale del Lazio. È stato Mario Abbruzzese ad invitare Piero Marrazzo a Gaeta, la disponibilità è arrivata soltanto all’inizio della settimana; a dom Pietro invece è bastato un colpo di telefono fatto nei giorni scorsi.

Menu leggero: dopo lo spaghetto ai frutti di mare sono arrivati i gamberi e poi il dolce. Ad accompagnarli è stata una bollicina dal perlage lineare e costante, cantina franese. Niente politica, solo chiacchiere in libertà: promessa fatta al momento dell’invito e mantenuta in maniera rigorosa.

Il più chiacchierone è stato il padrone di casa: Mario Abbruzzese ha parlato degli anni trascorsi in Regione, dei paradossi previsti da alcune norme nazionali; delle cose fatte in Regione e quelle che sarebbero state realizzate se non ci fosse stata l’interruzione traumatica della legislatura, dovuta allo scandalo dei fondi ai Partiti. Abbruzzese racconta, dice che “Pasquale (Ciacciarelli) sta nella Lega, io sto ancora valutando”.

Piero Marrazzo

Piero Marrazzo si vede che sta bene quando è in compagnia, respira l’aria del mare e non esagera con la forchetta. Parla meno di Abbruzzese ma ogni frase è un’analisi, uno scenario: sintesi del giornalista, capacità di analisi dell’inviato. Commenta che in questo momento al centrosinistra manca una forza attrattiva di quel mondo che non è a casa sua nel centrodestra.

Qualcuno, non è chiaro chi, dice ad Abbruzzese di riflettere bene: perché la Lega di oggi è troppo lontana da lui.

Pino Candido tiene banco: assessori del presente e del passato, aneddoti degli ultimi trent’anni e più alla Pisana, personaggi caratteristici e figure mitologiche. Dal socialismo riformista a quello di Peppino Paliotta, dalla Dc andreottiana a quella curiale di Fernando D’Amata: lui c’era.

Più taciturno dom Pietro Vittorelli, come se fosse assorto in una serie di meditazioni interne. Parla poco e mangia meno ancora.

Gli spaghetti però sono perfetti: al dente, salsa densa e saporita. Se non sul Carroccio, in cucina ha un futuro.

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