Metti una sera a cena: Mosticone e Di Stefano studiano un’alleanza

La cena di sabato sera a Posta Fibreno. A tavola Alessandro Mosticone, Luca Di Stefano e due fedelissimi di Lino Caschera. Che non è stato invitato. Si lavora ad una lista. Ma lo scenario è aperto.

Maurizio Patrizi

Rem tene, verba sequentur

Si sono visti a cena. A Posta Fibreno, sulle sponde del lago. Intorno al tavolo, il capogruppo di maggioranza Alessandro Mosticone fondatore della civica Reset ed il consigliere di opposizione Luca Di Stefano segretario cittadino della Lega.

Luca Di Stefano

Hanno preso le misure. Calibrando un possibile patto elettorale che metta insieme tutti i pezzi del centrodestra che riusciranno ad incastonarsi. Alessandro Mosticone è andato a cena con una duplice veste: quella da consigliere proveniente dalla lista di Forza Italia e quella di esponente del Patto del tartufo. Cioè l’accordo che ha già aggregato pezzi del centrodestra che oggi stanno nella maggioranza di Governo a Sora. (leggi qui Il Patto del Tartufo è servito: Mosticone – De Gasperis – Caschera uniti al voto).

In che modo si concilia le cena di ieri a Posta Fibreno con quella del 10 dicembre scorso in cui è nato il “Patto del tartufo” a casa del consigliere Francesco De Gasperis, mettendo insieme lui, Mosticone e Lino Caschera.

I tre elementi chiave

Per comprenderlo bisogna ricordare tre elementi. Il primo: Lino Caschera è esponente di Cambiamo, proveniente da Forza Italia e soprattutto legato a filo triplo con Pasquale Ciacciarelli, il consigliere regionale recentemente migrato alla Lega.

Il secondo: nei giorni scorsi è emerso con chiarezza che Caschera non può passare alla Lega; non adesso. Ad impedirlo sono le condizioni capestro poste dalla coordinatrice provinciale Francesca Gerardi, ossia passare all’opposizione del sindaco De Donatis; il che equivale a determinarne la caduta in modo automatico in quanto la maggioranza a Sora si regge per un solo voto. Caschera intende portare a termine questa consiliatura, avviando i cantieri per i quali ha lavorato in questi anni. E solo dopo affrontare il tema delle elezioni. (leggi qui Caschera non va con la Lega. Il prezzo alto di Gerardi: passare all’opposizione).

Lino Caschera

Il terzo. Fratelli d’Italia nei mesi scorsi ha costituito il suo gruppo consiliare, mettendo la parola fine al Patto Civico sulla base del quale Roberto De Donatis è diventato sindaco. Ha moltiplicato il suo peso specifico nell’amministrazione e ne condiziona le scelte. (leggi qui De profundis per De Donatis: la piattaforma civica non c’è più). Una posizione alla quale Caschera – Mosticone – De Gasperis hanno tentato di creare un contrappeso, unendo le loro forze. Gettando anche le basi per un patto elettorale. Con il Patto del tartufo.

La cena

La cena a Posta Fibreno si inserisce in questo contesto. Punta a creare un gruppo solido e che politicamente sia più pesante di quello di Fratelli d’Italia.

In pratica. Caschera finisce la Consiliatura e poi segue Mosticone che oggi svolge la funzione di testa di ponte con la Lega. Ma con una sua lista, capace di convalidarne ancora una volta il peso politico. E garantirgli i sufficienti margini di autonomia. Con qualunque sindaco.

A tavola a Posta Fibreno sabato sera c’erano una quindicina di persone. Fra cui almeno un paio di fidi sostenitori di Lino Caschera. Nessun nome è trapelato, se non quello dei due politicamente seduti a “capo tavola”, ossia Alessandro Mosticone e Luca Di Stefano.

La cena si è svolta fronte lago, presso l’agriturismo “Il casale” in contrada La Pesca. È cominciata verso le 21.30. Grande assente Lino Caschera. Pare non fosse stato invitato. Lo ha saputo a cose iniziate e si stava portando anche lui nell’agriturismo. Poi qualcuno gli ha suggerito che non era opportuno. Meglio lasciar lavorare Mosticone. E far verificare a lui se ci siano le condizioni per creare un a testa di ponte.

Sorpresa, c’è Floriana

Roberto e Floriana De Donatis

Se l’obiettivo degli organizzatori era quello di tenere la cosa riservata, di certo è fallito in pieno. Nello stesso locale, infatti, Alessandro Mosticone e Luca Di Stefano, hanno trovato anche la consigliera comunale di maggioranza Floriana De Donatis. Era lì non per motivi politici.

Ironia del destino: lei e Mosticone, con la loro assenza al Consiglio Comunale del 23 dicembre hanno fatto mancare la maggioranza qualificata, indispensabile per dare l’immediata esecutività alle delibere con cui portare in house la gestione della farmacia comunale. Ritardando quindi di almeno 10 giorni la tabella di marcia dell’Amministrazione. (leggi qui La Farmacia passa alla Ambiente ma da febbraio).

La curiosità è donna. Se poi fa anche politica, allora la voglia di sapere diventa incontenibile. Così Floriana De Donatis ha chiesto a Mosticone come mai fosse a tavola con Luca Di Stefano. “Stiamo facendo una lista” le avrebbero risposto candidamente gli altri commensali.

Il menù politico

Un ricco menù a base di prelibatezze locali ha fatto da sfondo a oltre due ore e mezzo di dialogo fra i due consiglieri comunali seduti sui fronti opposti in Aula.

Per cominciare un ricco antipasto a base di carciofi fritti in pastella, ceci e  castagne, prosciutto, mozzarelle, formaggi, melanzane alla parmigiana. Talmente abbondante l’antipasto che si è deciso di passare subito al secondo piatto: taluni hanno optato per il filetto di manzo, altri per le costolette di abbacchio alla brace. Il tutto accompagnato da patate al forno, insalata, frutta e dolce.

Più stringato il menù politico. Dopo una breve premessa sull’Amministrazione comunale di Sora, preso atto dell’impossibilità di far convergere Caschera e Di Stefano, si è parlato di futuro.  

Alessandro Mosticone

Un futuro prossimo, quello che fra qualche ora dirà come cambieranno gli scenari politici in Italia, in regione Lazio e perché no, anche al Comune di Sora. E che sarà determinato dall’esito del voto regionale in Emilia-Romagna e in Calabria.

Poi si è parlato di un futuro più remoto, ma non troppo. Fra un anno circa a Sora inizierà di fatto la campagna elettorale per le Comunali. L’esperienza della Piattaforma civica messa in piedi nel 2016 da De Donatis è finita. Fratelli d’Italia spinge per l’unità del centrodestra ma vuole dettare legge. Gli altri si stanno attrezzando per lasciare fuori proprio il Partito di Giorgia Meloni. Che è pronto anche a correre da solo con due liste ed un candidato sindaco.

A tal proposito da tempo non si parla più dell’avvocato Marco Mollicone. A influire sulle scelte sarà certamente anche il modello di legge elettorale che verrà scelto a livello nazionale. Se passa il modello proporzionale, che sembra essere quello con più chance, la tanto agognata unità del centrodestra “imposta da Roma” – come qualcuno ha sempre auspicato – potrebbe andare a farsi friggere. Come i carciofi della cena di ieri sera.

Una lista di sostegno

Mosticone e Di Stefano junior hanno ipotizzato la formazione di una lista fatta di giovani. Che dovrebbe far parte di un progetto più grande. E non è escluso che il progetto più grande sia proprio il “patto del tartufo”. Come a dire: non è permesso oppure non è politicamente conveniente fare transumanze dalla maggioranza all’opposizione e viceversa, in Consiglio comunale. Ma per le prossime elezioni tutto è possibile e tutto è concesso. Vista la ormai decretata morte clinica della Piattaforma Civica.

Luca Di Stefano

I due consiglieri comunali, che ultimamente sempre più spesso vengono visti insieme, avrebbero parlato chiaramente del bisogno di rinnovare la classe dirigente: hanno capito che i cittadini vogliono facce nuove.

Per ora questo incontro non cambierebbe nulla a livello di equilibri amministrativi, dove tra l’altro un altro fronte sta lavorando per andare avanti con la stessa compagine ora in pista (compresi quindi Fratelli d’Italia). Con il rischio di sovrapposizioni di strategie.

Per le prossime settimane si vedrà. O forse già da domani mattina. Dopo l’esito del voto regionale.     

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