Centrodestra, se i big temono (a ragione) di contarsi sul candidato alla presidenza

Nella coalizione si sta ragionando senza tenere conto del sistema elettorale per la presidenza della Provincia, con il quale Forza Italia ha una maggioranza schiacciante sugli alleati. Eventuali impallinamenti innescherebbero “rappresaglie” nei Comuni. Un fedelissimo di Abbruzzese rivela: “Ruspandini e Zicchieri ossessionati da Mario perché non toccano palla”

Per la candidatura alla presidenza della Provincia il centrodestra sta sbagliando l’approccio alla discussione perché non tiene conto del sistema elettorale.

Vale la pena di ricordarlo: il popolo sovrano resta a casa, alle urne si recano i sindaci e i consiglieri comunali dei 91 Comuni.  Vige il meccanismo del voto ponderato, che attribuisce un peso maggiore agli amministratori dei Comuni più grandi: Frosinone e Cassino su tutti, poi Anagni, Alatri, Ceccano, Sora, Veroli e via via a scendere.

Ultimo particolare di non poco conto, alla carica di presidente possono essere candidati soltanto i sindaci. Forza Italia, compresi quelli di area, ne ha 23, la Lega 1 (Filippo Capogna), Fratelli d’Italia 1 (Roberto Caligiore).

Gli “azzurri” hanno la stragrande maggioranza dei consiglieri, mentre molti di quelli di Lega e Fratelli d’Italia sono “frutto” della campagna acquisti proprio nei confronti di Forza Italia.

 

Eppure al tavolo delle trattative si sta ragionando sulla base del voto del 4 marzo, del governo nazionale, dei sondaggi attuali. Non c’entrano nulla.

Gli alleati, attraverso i loro voti ponderati, possono penalizzare il candidato di Forza Italia, ma a quel punto innescherebbero un possibile effetto domino anche nei Comuni.

Tanto per fare un esempio: a Frosinone il sindaco Nicola Ottaviani potrebbe continuare a tenere Lega e Fratelli d’Italia fuori dalla giunta. A quel punto la “rappresaglia” sarebbe quella di far cadere Cassino, quindi si potrebbero mettere in crisi Anagni e Ceccano. Cioè, a chi conviene il muro contro muro?

 

Se poi Massimo Ruspandini e Paolo Pulciani vogliono candidare Roberto Caligiore, lunedì sera lo diranno chiaramente al tavolo del centrodestra. Nicola Ottaviani è convinto che non sarà così (leggi qui Guerra in Forza Italia: «Qualcuno vuole mettere scheletri nell’armadio degli altri ma ha sbagliato i conti») Ma perché in Forza Italia tutti dovrebbero votare il sindaco di Ceccano dopo il fuoco di fila sul proprio candidato? Per impedire la vittoria di un candidato che tanti ricollegano a Mario Abbruzzese?

In ogni assemblea della Lega e di Fratelli d’Italia (e anche in alcune di Forza Italia) il bersaglio di ogni critica è Mario Abbruzzese, presidente del Cosilam e vice responsabile nazionale degli Enti Locali del Partito. Il pretesto è il presunto asse di ferro con Francesco De Angelis, la realtà politica è che il primo nemico è il compagno di Partito che potrebbe soffiarti preferenze ed influenza.

 

Invece, tra i fedelissimi di Abbruzzese in queste ore ha sviluppato il seguente ragionamento: “Ruspandini e Zicchieri sono politicamente “ossessionati” da Abbruzzese. Intanto dovrebbero accendere un cero ogni mattina proprio a Forza Italia, perché in questa provincia mai sarebbero stati eletti senza i voti degli “azzurri”, soprattutto  senza quelli di Abbruzzese. In secondo luogo hanno questo atteggiamento perché evidentemente nelle riunioni di coalizione e sul territorio Abbruzzese continua a non far toccare loro palla”.

C’è del vero. Ieri Abbruzzese, attraverso la sua provocazione (leggi qui «Siamo pronti a ritirare la candidatura di Ciccone alle Provinciali») ha determinato una forte presa di posizione sia del coordinatore provinciale degli “azzurri” Adriano Piacentini che del sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani.

 

Il problema di Forza Italia è proprio la mancata sintonia tra Piacentini-Ottaviani e Abbruzzese-Ciacciarelli. Ma a questo punto il partito di Berlusconi sarà unito al tavolo delle trattative.

Il sistema elettorale dice che le proporzioni sono enormi. Chi vuole prendersi la responsabilità di “rompere”, deve andare fino in fondo. Semmai il vero problema è che per i big è rischioso contarsi su un candidato. Il discorso vale per Mario Abbruzzese con Tommaso Ciccone ma pure per Massimo Ruspandini con Roberto Caligiore.

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