Il Centrodestra e la commedia degli inganni. E lo schiaffo di Anagni

Cosa c'è dietro alle mosse compiute questi giorni per raggiungere l'equilibrio sulle candidature alle elezioni comunali. E come vanno letti veti nascosti ed alleanze palesi. Ecco cosa sta accadendo

Il patto d’acciaio tra Nicola Ottaviani e Adriano Piacentini, lo spazio comunque concesso a Mario Abbruzzese, i dubbi di Francesco Zicchieri, il doppio forno di Massimo Ruspandini. La commedia degli inganni del centrodestra andata in scena sulla candidatura a sindaco di Daniele Natalia ad Anagni dice soltanto una cosa: la coalizione, esattamente come sul piano nazionale, non esiste. (leggi qui I segreti della ‘non’ conferenza che annuncia la candidatura di Natalia)

 

Lontanissimi gli anni degli accordi veri tra Antonello Iannarilli (Forza Italia), Alessandro Foglietta (An) e Anna Teresa Formisano (Ccd), ma pure quelli nei quali Alfredo Pallone (Forza Italia) e Franco Fiorito (An) reggevano l’impianto di un centrodestra forte, radicato e in grado di dominare la scena. La fragile “trovata” elettorale, ad uso e consumo del Rosatellum, ha già ceduto. Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia) non sopporta Silvio Berlusconi (Forza Italia) ma teme Matteo Salvini (Lega), quest’ultimo non rompe il centrodestra solo perché trattare da una posizione del 37% è meglio rispetto al 17%. In provincia di Frosinone non va diversamente.

 

In Forza Italia il coordinatore Adriano Piacentini, d’accordo con Nicola Ottaviani, sta tenendo la coalizione. Intanto per rivendicare la leadership degli “azzurri”, ma anche perché nel caso di ritorno alle urne per Camera e Senato l’occasione sarebbe ghiottissima. Se Ottaviani si candidasse per Montecitorio o Palazzo Madama, Piacentini potrebbe essere l’erede per la carica di sindaco di Frosinone. Oppure lo stesso Piacentini potrebbe concorrere per la Camera con l’appoggio di Ottaviani.

Senza dimenticare Mario Abbruzzese, che ha la necessità di ricevere un incarico importante sul piano nazionale da Forza Italia in tempi rapidi, per poi magari candidarsi alle europee. O alle politiche. Gli assetti andranno trovati, ma in questa fase Piacentini e Ottaviani non hanno alcun interesse politico a ridimensionare gli spazi d’azione di Abbruzzese. Intanto il coordinatore regionale Claudio Fazzone osserva. Altra considerazione: se la legge elettorale dovesse cambiare, allora lo schema utilizzato il 4 marzo scorso (1 Forza Italia, 1 Lega, 1 Fratelli d’Italia nel maggioritario) è destinato a mutare radicalmente. Nessun diritto di prelazione neppure per gli uscenti.

 

Francesco Zicchieri, deputato e coordinatore regionale della Lega, non sopporta politicamente Mario Abbruzzese. Ha una sorta di “veto” preventivo, tanto che qualcuno ha già accostato questa situazione a quella nazionale. Rovesciata però. Con Zicchieri nella parte del leader dei Cinque Stelle Luigi Di Maio e Mario Abbruzzese nei panni di Berlusconi. Curiosa la vita.

Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) tiene in caldo due forni. Quello con Forza Italia (senza troppa convinzione) e quello con la Lega (con ancora meno convinzione). Lui vorrebbe rappresentare il punto di equilibrio del centrodestra in provincia, ma Fratelli d’Italia non ha i numeri tali per sostenere questa impostazione. Anche Ruspandini poi non ha mai sopportato politicamente Mario Abbruzzese. Quanto a Nicola Ottaviani, potrebbe essere un concorrente la prossima volta. A proposito: la Lega continua a guardare al sindaco di Frosinone. 

Però, se tra un anno si dovesse tornare al voto per Camera e Senato, magari con una legge elettorale diversa, il centrodestra si presenterebbe con quattro parlamentari uscenti: il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia), il senatore Gianfranco Rufa (Lega), i deputati Francesco Zicchieri e Francesca Gerardi (Lega). Con Forza Italia che non potrebbe stare a guardare. Nicola Ottaviani, Adriano Piacentini e Mario Abbruzzese potrebbero essere della partita. Le candidature sarebbero una guerra di sopravvivenza. I posti non basterebbero, neppure per una coalizione che non c’è.

 

Infine, il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani sta facendo una gran fatica per tenere Forza Italia unita in provincia di Frosinone (il prossimo anno si vota alle europee). Mario Abbruzzese (FI), dal canto suo, non tollera l’atteggiamento della Lega. E parla già di schiaffo di Anagni. Franco Fiorito? Ride.

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