Centrodestra, si salvi chi può. Il “risiko” dei sindaci

Daniele Natalia intenzionato a seguire il modello Ottaviani per restare saldamente alla guida dell’Amministrazione. A Cassino D’Alessandro continua a “resistere”, a Ceccano Caligiore ci ha messo una pezza. Per ora. Le lacerazioni di Forza Italia non aiutano

Il sindaco di Anagni Daniele Natalia ha capito alla svelta che l’unico modello di centrodestra da seguire per cercare di rimanere saldi alla guida di un’Amministrazione comunale è quello di Nicola Ottaviani, imperatore di Frosinone.

Un modello che si riassume in un concetto semplice: “Con garbo e sempre il sorriso sulle labbra ma faccio come mi pare, i Partiti e le liste si adeguino. Provano a forzarmi la mano? Diluisco i tempi, nel frattempo mantengo gli equilibri. Mi tirano per la giacca? Se non faccio ciò per cui sono stato votato – e cioè il sindaco – allora torniamo al voto”.

Altrimenti è complicato orientarsi e cercare di mantenere la bussola in coalizioni dove la Lega sogna la cannibalizzazione degli alleati, dove Forza Italia si dibatte in polemiche continue e durissime, dove Fratelli d’Italia resta spesso a guardare, dove ci si dimentica che c’è pure Noi con l’Italia.

D’altronde gli esempi non mancano. Al Comune di Ceccano non appena il senatore Massimo Ruspandini (Fratelli d’Italia) ha annunciato che non sarebbe stato più vicesindaco, sono esplose polemiche e rivendicazioni. Il sindaco Roberto Caligiore è riuscito a tamponare. Per il momento però, perché in realtà i nervi rimangono scoperti.

A Cassino non ne parliamo. Da quanto tempo il sindaco Carlo Maria D’Alessandro resiste a dispetto di tutti? Senza però levarsi dalle secche delle polemiche continue. E perché? Perché Forza Italia è spaccata al proprio interno, tra abbruzzesiani e anti-abbruzzesiani, perché gli alleati di Lega e Fratelli d’Italia sono fuori dalla maggioranza, perché la coalizione non c’è più.

Soprattutto perché non ci sono più leader provinciali riconosciuti da tutti, in grado di mediare.

D’altronde se la fissazione della data del congresso provinciale viene vista come una sorta di “giudizio universale” all’interno di Forza Italia, dove si può pensare di arrivare?

Se poi davvero il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani dovesse decidere di accettare la proposta della Lega di candidarsi alle elezioni europee, allora il quadro provinciale del centrodestra subirebbe l’ennesimo scossone.

Si salvi chi può.

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