Centrodestra, una macchina da guerra che si può inceppare

La potenza di fuoco della Lega, la solidità di Fratelli d’Italia, il radicamento di Forza Italia, il valore aggiunto di Cambiamo: la coalizione ha un potenziale enorme. Ma poi succede che nei Comuni i franchi tiratori mandano a casa i sindaci. Per non parlare delle “ruggini”. Rischi forti alle amministrative, con conseguenze alle politiche. Basta ricordare il fuoco amico che ha abbattuto Mario Abbruzzese alla Camera sud.

In provincia di Frosinone il centrodestra è una macchina da guerra che può incepparsi nei Comuni, per il gioco dei veti e dei franchi tiratori. E’ successo a Cassino e Ceccano, dove sindaci come Carlo Maria D’Alessandro e Roberto Caligiore sono stati mandati a casa attraverso le dimissioni di massa, firmate anche da esponenti della loro coalizione.

E’ successo per la presidenza della Provincia, dove Tommaso Ciccone è stato letteralmente crivellato dal fuoco amico, mentre qualche mese dopo il centrodestra otteneva la maggioranza.

Nicola Ottaviani con Francesco Zicchieri

Scenari che possono ripresentarsi ancora, magari sotto altre forme. Fibrillazioni non mancano ad Anagni, mentre a Frosinone il dopo Ottaviani è un enorme punto interrogativo.

Ma intanto la coalizione ha un assetto di partenza, perlomeno sulla carta, formidabile: il voto di opinione trascinante della Lega (che ha tre parlamentari: Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi, Gianfranco Rufa), i consensi veri e radicati di Fratelli d’Italia del senatore Massimo Ruspandini, la formidabile rete di amministratori locali di Forza Italia e anche il contributo per nulla secondario di Cambiamo con Giovanni Toti.

Alla riunione di Arpino di qualche sera fa Gianluca Quadrini, vicecoordinatore regionale, ha voluto dimostrare che le truppe sono rimaste anche se sono andati via alcuni generali e colonnelli. Fondamentale risulterà l’operato dei tre commissari provinciali, Adriano Piacentini, Daniele Natalia e Rossella Chiusaroli. Ma gli “azzurri” hanno anche la maggioranza dei sindaci, degli assessori e dei consiglieri comunali del centrodestra. E se è vero che alle comunali il peso delle liste civiche è sempre maggiore, tuttavia senza il voto di Forza Italia la vittoria è a rischio dappertutto. (leggi qui Piacentini: “Nessuno provi ad escludere Forza Italia”. Bruni: “La strada è segnata”)

Pasquale Ciacciarelli

Cambiamo per Toti ha una minore potenza di fuoco, ma comunque ci sono persone come Pasquale Ciacciarelli, Mario Abbruzzese, Danilo Magliocchetti, Tommaso Ciccone. Complicato prescindere da loro, ma complicato pure raggiungere facilmente un’intesa tra Forza Italia e Cambiamo. In teoria sarebbe semplice: una riunione dei leader per arrivare ad un accordo. Nella realtà è difficile per le “ruggini” che ci sono.

Eppure tutti hanno bisogno di tutti. Compresi Lega e Fratelli d’Italia, perché vero che il voto di opinione conta, ma bastano poche centinaia di voti trasversali per combinare la frittata. Ogni riferimento alla sconfitta di Mario Abbruzzese nel collegio Camera Sud è voluto.

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