Centrosinistra, storia di una coalizione che non può nascere

Foto © Stefano Carofei / Imagoeconomica

La competizione tra Pd e Cinque Stelle alle regionali dell’Emilia Romagna e della Calabria, lo scontro eterno Zingaretti-Raggi, l’ira funesta di Matteo Renzi. Nessuno si fida di nessuno e in queste condizioni un eventuale “laboratorio” in Ciociaria non ha neppure mezza possibilità di vedere la luce.

Come può il Partito Democratico pensare di dare vita ad una coalizione nuova di centrosinistra che possa in prospettiva competere con il centrodestra monopolizzato da Lega e Fratelli d’Italia, fortissimo sul piano elettorale? Basta dare uno sguardo a quanto sta succedendo in queste ore.

Nel Movimento Cinque Stelle, dopo che il fondatore Beppe Grillo ha blindato il capo politico Luigi Di Maio e ha imposto la svolta a sinistra, sono arrivati gli annunci che i pentastellati correranno da soli in Calabria e in Emilia Romagna. Secondo le indicazioni degli attivisti sulla piattaforma Rousseau, ci mancherebbe.

Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio, © Imagoeconomica / Benvegnu’ Guaitoli

Ma in questo modo Stefano Bonaccini, presidente dell’Emilia Romagna, rischia di perdere, aprendo una resa dei conti nel Pd che travolgerebbe il Governo? Chissenefrega.

A Roma, sulla vicenda dei rifiuti, si ripropone lo scontro durissimo tra il presidente della Regione Lazio e segretario nazionale del Pd Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma Virginia Raggi, superblindata da Beppe Grillo. Sempre sul piano nazionale Matteo Renzi, già segretario del Pd e ora fondatore di Italia Viva, relativamente all’inchiesta Open, sta attaccando i magistrati. Mentre Luigi Di Maio (Cinque Stelle) ha una posizione diametralmente opposta.

Sinceramente diventa impossibile pensare di poter continuare a governare con l’unico collante di provare a fermare Matteo Salvini. Tra Pd, Cinque Stelle e Italia Viva ci sono distanze incolmabili. E poi certi esperimenti dovrebbero farsi nelle periferie, anche in provincia di Frosinone. Impossibile soltanto pensarlo così.

Come farebbero i vari Francesco De Angelis, Mauro Buschini, Sara Battisti, Antonio Pompeo (Pd) a essere certi che un eventuale accordo con Ilaria Fontana, Enrica Segneri e Luca Frusone (Cinque Stelle) non venisse sconfessato immediatamente dal contesto nazionale? Senza considerare la diffidenza tra i Dem e Italia Viva ma anche tra Italia Viva e Cinque Stelle.

È semplicemente una missione impossibile.

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