Cercasi Provincia disperatamente

Riunioni del consiglio con il contagocce, commissioni puramente decorative, dibattito ridotto allo zero. In questa seconda parte di legislatura, iniziata dopo il voto dell’otto gennaio, del ruolo dell’Amministrazione Provinciale di Frosinone si sono perse le tracce.

Gianluca Quadrini e Danilo Magliocchetti, consiglieri di Forza Italia, ogni tanto provano a sollecitare un confronto, senza mai ottenere però neppure una risposta.

La considerazione è generale però. Perché nelle sue linee programmatiche il presidente Antonio Pompeo aveva detto che intendeva ripartire dall’esito del referendum, che aveva mantenuto il rango costituzionale delle Province. Con
l’obiettivo, insieme all’Upi (Unione Province Italiane), di provare a reintrodurre l’elezione di primo grado, con il voto dei cittadini, di presidente e consigliere.

In quel dibattito diversi consiglieri, in maniera assolutamente bipartisan, avevano sottolineato che i tragici fatti del sisma del centro Italia avevano confermato che gli enti Provincia restano fondamentali sul frontte del raccordo dei soccorsi e della Protezione Civile. A patto di avere risorse e fondi. Addirittura si è arrivati ad un esposto cautelativo presentato alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e alla Prefettura.

Tutto giusto, ma se poi non seguono i fatti rischia di diventare inutile perfino una presa di posizione.

Se si dà l’impressione che è come se la Provincia non ci fosse e che anzi la Legge Delrio è anche troppo, allora diventa tutto inutile. In questo modo la Provincia, più che un ente di secondo livello, è destinata a trasformarsi in un ente intermedio. Come l’Asi e il Cosilam. Dei quali non se ne sentirebbe certo la mancanza.

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