Checco Iannarilli ed il badge per far timbrare il sindaco

Un badge per il sindaco di Alatri, come quello dei dipendenti. Anche lui dovrà passare la banda magnetica vicino all’orologio marcatempo e come tutti gli impiegati dovrà registrare i suoi ingressi, le sue uscite, quanto rimane in ufficio. Nelle elezioni del terzo millennio cambiano anche le promesse elettorali: non più «Vi asfalterò le strade», «Riaprirò l’ospedale», «Porterò in città i soldi dell’Europa». Nulla di tutto questo. La promessa elettorale dell’ex deputato, ex assessore regionale, ex presidente della provincia Antonello Iannarilli è «Se vincerò le elezioni mi farò dare il badge come tutti i dipendenti e timbrerò ogni volta che entro in ufficio e stimbrerò ogni volta che esco». Lo ha detto nelle ore scorse durante la trasmissione A Porte Aperte.

Ma a cosa serve il badge per il sindaco? «Ogni fine mese farò fare l’estratto delle ore trascorse in municipio e lo pubblicherò». E magari chiederà anche lo stipendio? «Qualsiasi cosa dovesse spettarmi come indennità la devolverò per intero in beneficenza».

La questione, impone alcune riflessioni. Innanzitutto, la speranza è che una volta (eventualmente) all’interno del suo ufficio da sindaco, Iannarilli non si comporti da ‘posto fisso‘ come quelli raccontati da Checco Zalone nel suo film Quo Vado? Anche loro timbravano al momento di entrare, trascorrevano in ufficio tutta la giornata, andavano via solo dopo avere fatto il loro lavoro. E a noi chi ci garantisce che una volta (eventualmente) diventato sindaco, non si metta d’accordo con il fido ex assessore Giovanni Melone e mandi lui a timbrare il cartellino alle 6 del mattino mentre in realtà il titolare del badge se ne sta comodamente in pigiama e vestaglia?

Sembra di vederli: «Giovà, mi raccomando, domani mattina prima di timbrare controlla bene se il maresciallo Paluzzi sta ancora sotto le lenzuola, se quello ti scopre ci arresta pure se sta in pensione». E chi ci garantisce che una volta (eventualmente) in municipio, non si metta stravaccato in poltrona a leggersi ‘Il Dizionario Filosofico’ con il quale Voltaire ha torturato migliaia di coscienze? E chi ci garantisce che – coperto dal badge che nel frattempo segna le ore ed i minuti – non si attardi a compilare la schedina invece di disegnare il futuro di Alatri?

Nelle aziende moderne il tempo è solo uno dei fattori di produttività. Ci sono aziende che hanno chiesto ai dipendenti di restare a casa e produrre tramite il telelavoro, senza nemmeno mettere piede in ufficio: l’importante è che facciano le cose assegnate e le svolgano bene nei tempi previsti. Senza timbrare o stimbrare.

Allora perché Iannarilli – che gioca a fare l’arruffapopolo ma in realtà non è sciocco per niente – si lancia in una proposta così? Forse ha intuito che il limite sul quale attaccare è proprio la presenza in municipio: la gente vuole che il sindaco sia ‘visibile’, che stia in municipio’ che la ascolti, che gli risolva problemi. Se è questo il lato debole dell’amministrazione uscente rischia di fare tombola. Se è solo una proposta da arruffapopolo rischia di finire anche lui al Polo Nord. Ma senza prima diventare un posto fisso.

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